<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="wordpress/2.2.3" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>Le - Marche</title>
	<link>http://www.le-marche.it/le-marche</link>
	<description>Informazioni turistiche</description>
	<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 17:25:24 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.2.3</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Le Città nelle Marche</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=27</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=27#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 17:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[info]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=27</guid>
		<description><![CDATA[Le Citta&#8217;
Ancona 
ARTE Capoluogo dell&#8217;omonima provincia, comune di 123,71 km2 con 104.500            abitanti, a 16 metri sul livello del mare. Si affaccia al Mar Adriatico            nel punto in cui la costa forma un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 align="left">Le Citta&#8217;</h2>
<p align="left"><strong><em>Ancona </em></strong></p>
<p>ARTE Capoluogo dell&#8217;omonima provincia, comune di 123,71 km2 con 104.500            abitanti, a 16 metri sul livello del mare. Si affaccia al Mar Adriatico            nel punto in cui la costa forma un gomito dovuto al promontorio del            Monte Conero.</p>
<p>Il nucleo più antico della città sorge sulle pendici            del colle Guasco, coronato dalla cattedrale di S. Ciriaco e dominante            la vasta area del porto. Al sec. XIII risalgono l&#8217;espansione dell&#8217;abitato            sulle pendici del colle dell&#8217;Astagno e l&#8217;occupazione della zona valliva            tra i due rilievi, fino all&#8217;attuale piazza Roma. un più vasto            sviluppo urbanistico si ebbe tuttavia soltanto dopo l&#8217;annessione al            Regno d&#8217;Italia, quando la costruzione della ferrovia aprì una            nuova fase di prosperità economica e la città si estese            con nuovi quartieri soprattutto nelle vicinanze della stazione. Nel            dicembre 1982 un&#8217;enorme frana distrusse alcuni quartieri periferici            della città.</p>
<p>STORIA Fondata da coloni siracusani tra il sec. V e IV a.C., al tempo            della guerra illirica il porto fu utilizzato come base navale romana.            Colonie romane (anche di veterani di Cesare) vi presero dimora e diedero            ad Ancona un volto nuovo soprattutto al tempo di Traiano. Caduto l&#8217;Impero            d&#8217;Occidente, Ancona sostenne l&#8217;attacco dei Goti e poi preferì            (dopo aver sconfitto i Longobardi) sottomettersi spontaneamente alla            Chiesa insieme alle altre città della Pentapoli. Cinta invano            d&#8217;assedio da Federico Barbarossa (1167) e da Cristiano di Magonza (1174),            in lotta con i Saraceni (che nel lontano 848 l&#8217;avevano distrutta), i            Normanni e i Veneziani (con i quali sopportò un conflitto secolare),            difese a lungo la propria autonomia finché nel 1532 fu costretta            con la forza al diretto dominio pontificio che si rivelò odiosamente            dispotico. Decaduta nel Seicento per il ristagno del commercio e per            calamità naturali, fu occupata nel 1797 dai Francesi condotti            personalmente da Napoleone. I gruppi giacobini istituirono un governo            rivoluzionario e quindi una repubblica democratica. Dopo esser passata            nelle mani dei Tedeschi (1799), dei Francesi (1801), della Chiesa (1815),            fu annessa al Regno d&#8217;Italia nel 1860. Durante la II guerra mondiale            Ancona fu colpita da più di 150 bombardamenti dagli Alleati che            distrussero gran parte della città storica.</p>
<p>DA VEDERE Il maggior monumento della città, che si sviluppa            a pianta ortogonale, è il duomo di S. Ciriaco. Sotto la chiesa            sono stati trovati resti del tempio di Venere Euplea, che secondo le            fonti si trovava al sommo dell&#8217;acropoli della città greca. Il            duomo venne eretto tra la fine del sec. XI e il XIII, su una basilica            più antica; la decorazione esterna presenta forme romanico-gotiche            lombarde (portale strombate con protiro e rosone nella facciata, archetti            pensili) mentre la pianta, a croce greca con cupola poligonale su pennacchi            e bracci absidati a tre navi, è di derivazione bizantina. I due            bracci trasversali sono sopraelevati su due cripte. A una estremità            del porto si innalza l&#8217;arco di Traiano (115 d.C.), che si è supposto            opera di Apollodoro di Damasco. Della città romana, il cui foro            era situato dov&#8217;è l&#8217;attuale piazza del Senato, rimangono resti            di edifici pubblici (terme, magazzini portuali) e privati, con mosaici            e pitture parietali. Ben conservato è l&#8217;anfiteatro di età            augustea. Romanica è la semplice chiesa di S. Maria della Piazza,            che ha una facciata con un portale gotico di gusto lombardo e una decorazione            a loggette cieche di ricordo pisano (1210). Numerosi sono gli edifici            tardo-gotici di stile veneziano (Loggia dei Mercanti, portali di S.            Agostino e S. Francesco alla Scala, tutte opere di Giorgio da Sebenico).            Sulla scenografica piazza del Plebiscito si affacciano il palazzo della            Prefettura (sec. XV) di Francesco di Giorgio Martini e la settecentesca            chiesa di S. Domenico, che conserva una Crocifissione di Tiziano. La            Pinacoteca Civica raccoglie importanti dipinti di scuola veneziana,            tra cui una Madonna e Santi di Tiziano e opere di Lorenzo Lotto e di            C. Crivelli. Molto importante è il Museo Archeologico Nazionale            delle Marche, che conserva i reperti delle popolazioni preistoriche            e italiche, oltre a opere di età greca e romana.</p>
<p><strong>la provincia</strong></p>
<p>La provincia di Ancona occupa la parte centrale delle Marche, estendendosi            dall&#8217;Appennino al mar Adriatico lungo la valle del fiume Esino: 1.940            km²; 440.239 ab. (227 ab. per km²), distribuiti in 49 comuni.            Il territorio, prevalentemente collinare, è intensamente coltivato            e alle colture tradizionali del grano, della vite (vino verdicchio)            si sono affiancate negli ultimi decenni quelle degli alberi da frutto            e degli ortaggi. Fiorente nelle aree interne l&#8217;allevamento dei bovini.            Nella fascia costiera è assai attiva la pesca. Nel settore industriale            prevalgono le medie e piccole aziende, anche di carattere semiartigianale.            Grande importanza hanno l&#8217;industria della carta a mano (Fabriano) e            quella delle fisarmoniche (Castelfidardo, Numana) che, per adeguarsi            alle nuove esigenze del mercato internazionale, si è notevolmente            ammodernata e produce anche sofisticati strumenti elettronici. Altre            produzioni importanti sono quella calzaturiera, quella cementiera e            quella delle ceramiche. A Falconara Marittima è in funzione una            grande raffineria di petrolio. Altri centri industriali, oltre a quelli            citati, sono Senigallia, Loreto, Iesi, Osimo e Fabriano.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/an-mole%20ancona.jpg" height="113" width="160" align="left" /><br />
Ancona - Si distende ad anfiteatro sul promontorio del monte Conero,            a 106 m d&#8217;alt., attorno al suo vasto porto naturale. All&#8217;estremità            del promontorio si eleva l&#8217;altura del monte Guasco, su cui si estende            la parte vecchia della città con la cattedrale romanica di San            Ciriaco (dei secc. XI-XIII), che presenta influssi bizantini e veneti.            Nel cinquecentesco palazzo Ferretti ha sede il Museo nazionale delle            Marche (preistorico e archeologico), insigne per le raccolte e il razionale            ordinamento. Belle opere settecentesche su progetti di L. Vanvitelli            sono la Mole Vanvitelliana (Lazzaretto), la chiesa del Gesù e            l&#8217;arco di Clemente XII, sul molo moderno; sul molo antico si erge l&#8217;arco            di trionfo marmoreo di Traiano, eretto nel 115 in segno di riconoscenza            per il contributo che questo imperatore aveva dato allo sviluppo della            città. Notevoli sono inoltre la chiesa romanica di Santa Maria            della Piazza, la loggia dei Mercanti del XV sec., gli antichi palazzi            del Governo (XIV sec.), degli Anziani (Pinacoteca civica Podesti) e            Giovannelli Benincasa, il teatro delle Muse del XIXsec. e la monumentale            fontana del Calamo. Attivo porto commerciale, con cantieri navali specializzati            nella costruzione di naviglio da pesca. Numerose le industrie: meccaniche,            tessili (seta, pizzi e merletti), dell&#8217;abbigliamento; farmaceutiche,            cartarie, del cemento, alimentari (zuccherifici; stabilimenti per la            conservazione del pesce). Tradizionale è la fabbricazione delle            fisarmoniche e dei mobili.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/an-fabriano.jpg" height="140" width="160" align="left" /><br />
Fabriano - Situato sul versante orientale dell&#8217;Appennino Umbro-Marchigiano            a 325 m d&#8217;alt., sul torrente Giano, affluente di sinistra dell&#8217;Esino.            Mercato agricolo e del bestiame nel mezzo di una fertile conca appenninica,            Fabriano è anche importante centro industriale. Sempre attiva            è la tradizionale industria della carta (carta filigranata, cartevalori,            carte da disegno e carta a mano), la prima sorta in Italia nel 1276.            Fiorenti inoltre le industrie alimentari (salumifici, molini), della            ceramica, della plastica, degli elettrodomestici, del cemento, dell&#8217;abbigliamento,            dei mobili e dei laterizi. Notevoli le chiese di Santa Lucia (o di San            Domenico), gotica, di Sant&#8217;Agostino (secc. XIII -XIV), di San Benedetto,            l&#8217;ospedale di Santa Maria del Buon Gesù (1456, rimaneggiato).            Sulla centrale piazza del Comune, in cui è la monumentale fontana            Rotonda o Sturinalto (1351), si affacciano il palazzo del Podestà            (1255), in stile romanico-gotico, il palazzo vescovile (1545, rimaneggiato            nel XVIIIsec.), in cui ha sede la Pinacoteca civica (ricca di opere            di scuola fabrianese), e il Palazzo Comunale (secc. XIV -XV; facciata            del 1690), con annesso il bel loggiato di San Francesco, del XVIII sec.            Numerosi i palazzi e le case antiche. Da segnalare il Teatro Gentile.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/an-jesi.jpg" height="153" width="160" align="left" /><br />
Jesi - Situato a 96 m d&#8217;alt. nella bassa valle dell&#8217;Esino, su una lieve            altura alla sinistra del fiume. L&#8217;attività economica è            data principalmente, oltre che dall&#8217;agricoltura (cereali, ortaggi, viti),            da industrie meccaniche, alimentari (conserve, zuccherificio, industrie            enologiche e casearie), tessili, del mobilio. Ancora vivo l&#8217;artigianato            tradizionale degli orafi. Consta di un nucleo monumentale e antico,            di aspetto in parte medievale, e di vaste zone moderne. Conserva le            mura trecentesche, erette su ruderi romani, con porte, torri e cortine.            Interessanti le chiese medievali di San Nicolò (romanico-gotica,            secc. X-XIII) e di San Marco (gotica, XIIIsec.), le chiese barocche            di San Floriano, San Giovanni Battista, Santa Maria delle Grazie, San            Pietro e il duomo di San Settimio, barocco e neoclassico. Palazzo della            Signoria, rinascimentale, che ospita il museo, la pinacoteca, con preziosi            dipinti di L. Lotto, e la biblioteca. Nel palazzo Tesei, rara galleria            a stucchi rococò (1730 circa). Jesi è patria del musicista            G. B. Pergolesi e luogo natale di Federico II di Svevia.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/an-loreto.jpg" height="122" width="160" align="left" /><br />
Loreto - Situato a 127 m d&#8217;alt. sulle estreme propaggini delle colline            appenniniche, a dominio del mare e della breve pianura costiera. Centro            agricolo (vigneti, oliveti, ortaggi, foraggi). Importante movimento            turistico soprattutto religioso. Fabbriche di articoli religiosi (corone            da rosario e simili). Ha carattere di cittadina accentrata intorno al            famoso santuario, uno fra i più celebri della cristianità;            il vecchio nucleo dalla pianta caratteristica, che segue l&#8217;andamento            capriccioso dei colli, conserva in parte l&#8217;aspetto dei secc. XVI-XVIII            ed è cinto da mura e bastioni del XVI sec. Oltre alla basilica            sono interessanti le mura e i bastioni rinascimentali della città,            la fontana della Madonna (Carlo Maderno, 1614) e la statua di Sisto            V (A. Calcagni e T. Vergelli, 1589) che sorgono dinanzi al santuario,            e il Palazzo Apostolico; in questo si conserva una ricca collezione            d&#8217;arte, in cui spiccano i quadri di Lorenzo Lotto eseguiti intorno al            1530-1535.</p>
<p>Osimo - A 265 m d&#8217;alt., su un largo colle subappenninico, tra le valli            dell&#8217;Aspio e del Musone. Centro agricolo e di allevamento (bovini, pollame            e suini), ha industrie meccaniche ed elettromeccaniche, di strumenti            musicali (fisarmoniche), giradischi, materiali da costruzione, confezioni,            ecc. La parte antica conserva le mura del XIII sec., con incorporati            resti della poderosa cinta romana; il duomo (San Leopardo) romanico-            gotico, rimaneggiato e restaurato, con facciata cinquecentesca (nell&#8217;interno,            ambone marmoreo del XIII sec., cripta con colonne del XII sec., interessanti            bassorilievi pagani e paleocristiani); il battistero di San Giovanni,            del XII sec. (stupendo fonte battesimale in bronzo di P. Paolo e T.            Iacometti, del 1627; soffitto ligneo decorato da A. Sarti); la gotica            chiesa di San Giuseppe da Copertino, con la tomba del santo (ricca tavola            di Antonio Solario, 1503), e la chiesa di San Marco, con affreschi quattrocenteschi            e un dipinto del Guercino (1643). Nel Palazzo Comunale (facciata secentesca),            statue, cippi e iscrizioni romane. Torre Civica del XIII sec. All&#8217;età            di Pompeo Magno è fatta risalire una grande esedra in calcestruzzo,            detta Fonte Magna, alla quale il triumviro avrebbe abbeverato il cavallo.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/an-senigallia.jpg" height="136" width="160" align="left" /><br />
Senigallia - Posta a 6 m d&#8217;alt. sul litorale adriatico, con porto-canale            alla foce del fiume Misa. Sede di un&#8217;antichissima fiera, considerata            nel XV sec. la maggiore manifestazione del genere in Europa, florida            soprattutto nel XVIII sec. (dopo la concessione, nel XVII sec., del            porto franco), e la cui memoria è tuttora viva in Italia, è            importante centro agricolo-commerciale, industriale (cemento, conserve            alimentari, mobili, abbigliamento, elettronica, metalmeccanica, materiali            da costruzione, cantiere navale, ecc.); porto peschereccio e frequentata            stazione balneare (bandiera Blu d&#8217;Europa), con estesa spiaggia. Attraversata            dalla Via Flaminia, la città, che si è notevolmente estesa,            soprattutto tra la linea ferroviaria e la spiaggia, conserva parte della            cinta di mura rinascimentali, l&#8217;imponente complesso rinascimentale della            piazza del Duca, con la poderosa rocca attribuita al Laurana, a pianta            quadrata, con torrioni cilindrici angolari, tipica costruzione militare            del XVsec.; il palazzo del Duca, attribuito a Baccio Pontelli, che fu            residenza dei duchi d&#8217;Urbino, e il vicino rinascimentale palazzetto            Baviera; la secentesca chiesa di Santa Croce, con sfarzoso interno barocco            e una Sepoltura di Cristo del Baroccio; il duomo settecentesco (facciata            neoclassica); la chiesa di San Martino (1740), con dipinti del Guercino            e di Palma il Giovane. Notevoli sono pure il Palazzo Comunale (XVII            sec.), i settecenteschi portici Ercolani lungo il Misa e la casa natale            di Pio IX. Nel territorio, chiesa di Santa Maria delle Grazie, del XVsec.            (all&#8217;interno, tavola del Perugino), con bel chiostro. Patria di Francesco            Maria Della Rovere, di Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti), degli            scrittori A. Panzini e M. Puccini; a quest&#8217;ultimo è intitolato            un premio letterario annuale (luglio).<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/an%20numana.jpg" height="129" width="160" align="left" /><br />
Unica emergenza (572 metri) a picco sul mare da Trieste al Gargano,            in simbiosi con le città di Ancona e Camerano, e con i centri            turistici balneari di Sirolo e di Numana, il monte Conero è il            cuore dell&#8217; omonimo Parco Regionale. Istituito nel 1987, ma gestito            solo dal 1991, è un&#8217;oasi ambientalista che si estende per 5800            ettari di area protetta, con luoghi di grande suggestione: la baia di            Portonovo, la spiaggia delle &#8220;due sorelle&#8221;, il belvedere nord,            Pian Grande, pian dei Raggetti&#8230;18 percorsi escursionistici che si            snodano tra corbezzoli, ginestre, lecci, pini, nella magia della macchia            mediterranea. Numerose specie di uccelli presenti, alcuni dei quali            rari, assieme ad una ricca presenza faunistica. Le tantissime piante            che costituiscono la macchia mediterranea sono qui protette e rappresentano            un terzo dell&#8217;intero patrimonio floristico delle Marche. Numerose le            testimonianze d&#8217;arte: Santa Maria di Portonovo, San Pietro al Conero,            l&#8217;Antiquarium sulla civiltà picena a Numana, insieme a specifici            itinerari geologici di singolare interesse.</p>
<p><strong><em>ASCOLI PICENO </em></strong></p>
<p><strong>DATI</strong> Capoluogo dell&#8217;omonima provincia, comune di 158,09            km2 con 52.900 abitanti, a 154 metri sul livello del mare.</p>
<p>L&#8217;abitato sorge su un terrazzo alluvionale della media valle del fiume            Tronto, alla confluenza del fiume Castellano, circondata su tre lati            dal loro corso incassato.</p>
<p><strong>STORIA</strong> Antico capoluogo dei Piceni, conquistato dai            romani con tutta la regione nel 286 a.C., fu nel 91 a.C. tra le città            promotrici della guerra sociale contro Roma. Pompeo Strabone, incaricato            della repressione, vinse (89 a.C.) la strenua difesa degli Ascolani            scatenando poi il saccheggio. Risorta in epoca imperiale, divenne nel            sec. IV la capitale del Piceno Suburbicario, secondo la divisione amministrativa            operata da Massimiano. Conquistata dai Longobardi che la incorporarono            nel Ducato di Spoleto (578), dichiarata contea nel 774 da Carlo Magno            e sottoposta al dominio della Chiesa, si eresse a libero comune nel            1185 ampliando il proprio territorio. Devastata nel 1242 da Federico            II, si assicurò statuti e privilegi. Nel 1349 cadde sotto Galeotto            Malatesta. Al dominio dei signori di Rimini succedettero quelli dei            Tibaldeschi, del re di Napoli, di Francesco Sforza e della Santa Sede            cui appartenne sino al 1860, quando fu unita con plebiscito all&#8217;Italia            e fu dichiarata capoluogo di una delle quattro province delle Marche.</p>
<p><strong>DA VEDERE</strong> Il centro antico, che si sviluppò            soprattutto nei sec. XII-XIII e poi nel Rinascimento, ricalca la pianta            a scacchiera dell&#8217;abitato romano. Di questo rimangono tratti di mura.            La Porta Gemina e i ponti di Cecco e di Solestà, alti sui fiumi.            All&#8217;incrocio del Cardo e del Decumano si apre la piazza del Popolo (già            centro commerciale e ora centro della città) che agli inizi del            Cinquecento venne regolarizzata su tre lati dal lombardo Pietro da Corona            con una facciata continua e portici e merlature sul modello della piazza            di Vigevano. Sul lato orientale, i portici si interrompono davanti al            Palazzo del Capitano del Popolo, mentre il lato settentrionale è            occupato dal fianco della chiesa gotica di S. Francesco (1282-1371),            con le absidi del transetto e del presbiterio e i due sottili campanili;            la facciata ha tre portali in gotico veneziano, l&#8217;interno a tre navate            su pilastri ottagonali e alte arcate, ha una cupola ottagonale e matronei.            Il centro feudale e vescovile corrispondono all&#8217;attuale piazza dell&#8217;Arringo,            su cui prospettano il palazzo comunale, con facciata a portici della            metà del Settecento, e la facciata del duomo, di Cola dell&#8217;Amatrice            (1529-39). Sul fianco del duomo si trova il battistero romanico, ottagonale            su base quadrata con loggette cieche di tipo lombardo. L&#8217;influsso dei            modelli lombardi è visibile anche nella chiesa romanica di S.            Vittore, mentre la chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio ha una facciata            a riquadri geometrici di tipo umbro. La città conserva intattete            vie e quartieri in cui torri e chiese medievali e palazzi del Rinascimento            si susseguono armoniosamente in compatta sequenza.</p>
<p><strong>la provincia</strong></p>
<p>La provincia di Ascoli Piceno comprende la parte più meridionale            delle Marche, tra il Chienti e il Tronto, e digrada dolcemente dai monti            Sibillini (Appennino Umbro-Marchigiano) al mare Adriatico: 2.087 km²;            365.826 ab., distribuiti in 73 comuni (175 ab. per km²). Quasi            interamente collinosa, ha un&#8217;agricoltura sviluppata sia nei settori            tradizionali (cereali, olivo, vite, senape) sia in settori nuovi, volti            soprattutto al rifornimento dei mercati urbani dell&#8217;Adriatico (ortaggi,            frutta); un ruolo del tutto marginale ha oggi la bachicoltura, un tempo            fiorente. Praticato l&#8217;allevamento dei bovini e degli ovini, ma in misura            modesta e da aziende medio-piccole. Notevole importanza ha invece la            pesca: Porto San Giorgio, Grottammare e, soprattutto, San Benedetto            del Tronto sono fra i maggiori porti pescherecci italiani. Legate alla            pesca sono del resto le più fiorenti industrie alimentari della            costa adriatica (inscatolamento e refrigerazione). Fra le altre attività            industriali sono da segnalare quelle estrattive (cave di travertino            e, soprattutto, giacimenti di metano) e edilizie, ma, in primo luogo,            quella calzaturiera, che si articola in centinaia di aziende medie e            piccole, e il cui centro principale è Montegranaro. Il turismo,            oltre che sulle bellezze artistiche del capoluogo, conta in misura sempre            maggiore sulle stazioni balneari della costa adriatica. Centri principali:            San Benedetto del Tronto, Acquasanta Terme, Fermo, Porto San Giorgio,            Grottammare.</p>
<p><img src="http://www.le-marche.it/photo/ap-ascoli.jpg" height="191" width="160" align="left" /><br />
Ascoli Piceno - È situata a 154 m d&#8217;alt. su una collina alla            confluenza del Castellano nel Tronto, i quali la recingono da tre lati.            Il vecchio nucleo cittadino, con le sue vie pittoresche (rue), è            raccolto intorno alla monumentale piazza del Popolo, cinta da palazzi            rinascimentali a portici e dominata dal palazzo del Popolo (XIII sec.).            Altri pregevoli monumenti sono la chiesa gotica di San Francesco con            l&#8217;annessa loggia dei Mercanti (XVI sec.), quella romanica dei Santi            Vincenzo e Anastasio, la quattrocentesca cattedrale, più volte            rimaneggiata, con battistero del XII sec., il cinquecentesco palazzo            Malaspina e il romano ponte di Solestà, sul Tronto. La Fortezza            Pia, eretta da papa Pio IV nel 1564, domina la città dal colle            dell&#8217;Annunziata. La città è stata colpita il 28-29 novembre            1972 da forti scosse telluriche (8° grado della scala Mercalli)            che hanno provocato gravissimi danni a molti edifici del centro storico.<br />
Capoluogo di un&#8217;area a vocazione prevalentemente agro-pastorale, Ascoli            Piceno ha affiancato negli ultimi decenni alle tradizionali funzioni            di mercato agricolo (vini) e di centro amministrativo un notevole e            ben differenziato sviluppo industriale - accompagnato da un&#8217;estensione            dei servizi e da una buona valorizzazione delle risorse turistiche -            che ha avuto come conseguenza la formazione di una moderna area industriale            lungo la strada statale piceno-aprutina e la suburbizzazione di alcuni            comuni contermini (Castel di Lama, Folignano, Maltignano). Le industrie            sono di dimensione medio-piccola, ma ben inserite nei flussi di esportazione;            le più sviluppate sono quelle meccaniche, chimiche, delle materie            plastiche, cartarie, ceramiche (laterizi) e alimentari (pasta); in declino            l&#8217;industria della seta, che un tempo lavorava bozzoli prodotti nella            regione. In campo commerciale è da segnalare l&#8217;annuale fiera            avicunicola e degli animali da pelliccia. Il settore terziario assorbe            la maggior parte della popolazione attiva. Ascoli è patria del            pontefice Niccolò IV e del poeta e filosofo Francesco Stabili,            detto Cecco d&#8217;Ascoli.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/ap-quintana.jpg" height="200" width="160" align="left" /><br />
Acquasanta Terme - Sulla destra del fiume Tronto a 392 m d&#8217;alt. Importante            stazione idrotermale (acque solfureo- cloro-bromo-iodurate).<br />
Fermo - Si trova 319 m d&#8217;alt. su un colle tra le valli dei fiumi Tenna            ed Ete Vivo, a pochi km dall&#8217;Adriatico (Porto San Giorgio). Centro agricolo            e commerciale (cereali, viti, olivi, frutta, ortaggi, foraggi; bestiame;            apicoltura) con industrie alimentari, tessili (cotone), metalmeccaniche,            calzaturiere. Stazione di villeggiatura (Lido di Fermo, Marina Palmense).            Dominata dal duomo romanico-gotico (1227, rimaneggiato nel XVIII sec.)            e dal grandioso piazzale panoramico del Girfalco (o Girone), la città            conserva ruderi del teatro romano, una grande piscina epuratoria del            Isec. d.C., e varie chiese: San Zenone, romanica (XIIsec.), San Francesco            e San Domenico, del XIII sec., Sant&#8217;Agostino (secc. XIII-XIV), con l&#8217;adiacente            oratorio di Santa Monica, Santa Maria del Carmine e San Filippo, barocca.            Notevoli inoltre: la torre dei Matteucci (XIV sec.); il Palazzo Comunale,            rinascimentale, con la monumentale statua di Sisto V, di Accursio Baldi            (1590); il palazzo degli Studi (Biblioteca civica), barocco, con adiacente            il loggiato di San Rocco (1528); il Palazzo Apostolico, già residenza            dei governatori pontifici del XVI sec. (Museo civico); il palazzo Azzolino,            del XVI sec., e altri palazzi privati. Centro artistico e culturale,            Fermo vanta numerosi istituti d&#8217;istruzione scolastica. Ricca Pinacoteca            civica.</p>
<p>Grottammare - Posto a 4 m d&#8217;alt. a nord della foce del Tesino. Vi si            distinguono il &#8220;borgo&#8221;, ove sorgono la cinquecentesca chiesa            di Sant&#8217;Agostino, la chiesa di Santa Lucia, il castello (XIV sec.),            e la zona balneare. Industrie tessili, alimentari, del legno. Vini,            olive, frutta, agrumi, cereali e foraggi. Patria del papa Sisto V.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/ap-montegranaro.jpg" height="125" width="160" align="left" /><br />
Montegranaro - A 277 m d&#8217;alt. su un&#8217;altura tra il fiume Chienti e il            torrente Ete Morto. L&#8217;industria è presente nel settore calzaturiero            (250 piccole imprese circa) e nelle attività collaterali (articoli            per calzature, scatolifici). Allevamento (bovini e suini). Affreschi            del XIII sec. nella parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo.<br />
Montegiorgio - Posto a 415 m d&#8217;alt. su un&#8217;altura alla sinistra del medio            corso del Tenna. Produzione e commercio di prodotti agricoli (uva da            vino, barbabietole, ortaggi, frutta); allevamento bovino e suino e pollicoltura.            Piccole industrie metalmeccaniche e calzaturiere. Conserva resti della            cinta muraria (secc. XIII e XIV) e la chiesa romanico- gotica di San            Francesco, con un portale del 1325 e affreschi del XV sec. Nel territorio            è stata rinvenuta una necropoli picena (secc. VII-V a.C.).<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/ap-offida.jpg" height="160" width="160" align="left" /><br />
Offida - Posta a 293 m d&#8217;alt., su uno sprone presso le sorgenti del            torrente Lama (affluente di sinistra del Tronto). Produzione di vini,            cereali, ortaggi. L&#8217;industria è presente nei settori calzaturiero,            della pelletteria e alimentare. Tradizionale lavorazione di merletti            al tombolo. Conserva resti delle mura medievali, con torri e bastioni;            la chiesa romanico-gotica di Santa Maria della Rocca, del XIV sec.,            con tre absidi poligonali e cripta affrescata; il Palazzo Comunale (secc.            XIII -XV), con museo preistorico e piccola pinacoteca; la settecentesca            collegiata dell&#8217;Assunta (dipinti di scuola crivellesca); la chiesa di            Sant&#8217;Agostino (XIVsec.), ampliata nel XVII sec. (coro ligneo intagliato            di Alessio Donati), alcuni antichi palazzi e conventi.</p>
<p>Porto San Giorgio - Situato 5 m d&#8217;alt. sulla costa adriatica, tra le            foci dei fiumi Tenna ed Ete Vivo. Attivo porto di pesca e frequentata            stazione turistico-balneare, con industrie calzaturiere, del legno,            alimentari (pastificio e oleificio), edilizie. Sorto nel medioevo come            porto della città di Fermo conserva la turrita rocca quadrilatera            eretta nel XIII sec. (restaurata), il settecentesco Palazzo Comunale,            la villa Pelagallo, che appartenne a Gerolamo Bonaparte, e le chiese            del Suffragio (XVII sec.) e di San Giorgio (1840). Ricca di ville, costruita            a pianta regolare con bel lungomare, è la parte moderna.</p>
<p>Ripatransone - Situata a 494 m d&#8217;alt., su un rilievo collinare tra le            basse valli del Tesino e del Menocchia. Centro agricolo (cereali, vino,            foraggi, ortofrutticoltura) con industrie calzaturiere, del legno, enologiche            e dei materiali da costruzione. Frequentata stazione di villeggiatura.            Di aspetto medievale, conserva parte delle mura del XV sec., il palazzo            del Podestà del 1304, la cattedrale dei secc. XVI -XVII, costruita            su disegno di Gaspare Guerra (nell&#8217;interno, pregevoli dipinti secenteschi            e intagli lignei barocchi), le chiese settecentesche di San Filippo            e di Santa Chiara, la chiesa di San Michele Arcangelo, con campanile            del 1598 e cripta del XIV sec. Nel Palazzo Municipale, ricostruito nel            XVII sec., museo e pinacoteca (raccolta di maioliche, monete e medaglie;            bella tavola di Vincenzo Pagani, del 1529).<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/ap-san%20benedetto.jpg" height="157" width="160" align="left" /><br />
San Benedetto del Tronto - Città a 6 m d&#8217;alt. sulla costa del            mar Adriatico, tra le foci del Tesino a nord e del Tronto a sud. È            uno dei maggiori porti pescherecci d&#8217;Italia e grande mercato ittico.            Cantieri navali; industria conserviera del pesce; numerose aziende di            trasporti; industria chimica, metalmeccanica, cartaria, confezioni,            materie plastiche, materiali da costruzione. Frequentata stazione balneare,            con bel lungomare. Sport nautici. Il territorio produce cereali, vino            (dei Colli Piceni), olio, ortaggi, frutta. La parte moderna del nucleo            urbano, con ampie strade, si sviluppa tra la statale adriatica e il            mare (l&#8217;espansione edilizia verso sud ha portato all&#8217;inclusione nell&#8217;abitato            del centro di Porto d&#8217;Ascoli); la parte antica, alta, con le case in            cotto, conserva il mastio merlato della Rocca dei Gualtieri (XIV sec.).<br />
<strong><em>macerata</em></strong></p>
<p>DATI Capoluogo dell&#8217;omonima provincia, comune di 92,73 km2 con 44.300            abitanti, a 315 metri sul livello del mare.</p>
<p>Al nucleo storico, formatosi tra il sec. XII e il XIII con l&#8217;inclusione            entro una poderosa cinta bastionata dei tre borghi preesistenti (Monte            di San Giuliano, Castello, Poggio), che si raccoglie compatto sulla            sommità di un rilievo collinare con strade concentriche che si            sviluppano su piani diversi e collegate tra loro da ripide rampe, si            sono affiancati, a partire dall&#8217;inizio del sec. XX, vari moderni quartieri            residenziali il cui sviluppo è condizionato dalla topografia            della zona.</p>
<p>STORIA Menzionato sin dal 1022, il castello di Macerata si costituì            in libero Comune agli inizi del sec. XII sottraendosi all&#8217;autorità            del vescovo di Fermo. Nelle lotte tra Chiesa e Impero si schierò            con quest&#8217;ultimo e partecipò vittoriosamente allo scontro di            Osimo (1247) contro i guelfi marchigiani. Nel 1239 ottenne dal re Enzo            importanti privilegi sui castelli vicini. Nel 1320 ebbe il titolo di            città con sede vescovile. Conobbe varie signorie ma nel 1455            ritornò alla Chiesa. Con la costituzione del regno d&#8217;Italia la            città fu elevata a capoluogo del dipartimento del Musone (1804-14),            ritornò poi al papa e nel 1860 fu occupata dalle truppe piemontesi.</p>
<p>DA VEDERE Testimonianza di architettura medievale è la chiesa            di S. Maria della Porta (1340) con il più vecchio corpo corrispondente            alla chiesa inferiore del sec. XI. A questo monumento si può            accostare per identità stilistica la Porta Montana (sec. XIV).            L&#8217;età rinascimentale è rappresentata dalla Loggia dei            Mercanti, del Palazzo Maggiore o della Prefettura nella cui architettura            sono incorporate parti della vecchia costruzione del trecento, della            Torre Maggiore, progettata nel 1558 da G.</p>
<p>La Provincia</p>
<p align="left">La provincia di Macerata, costituita dalle valli del Potenza            e del Chienti, si estende dagli Appennini, a ovest, alla costa adriatica            a est; 2.774 km²; 298.295 ab. (108 ab. per km²), distribuiti            in 57 comuni. La parte occidentale, montuosa, comprende un tratto del            versante adriatico dell&#8217;Appennino Umbro-Marchigiano (monte Pennino,            1.570 m), con una sezione dei monti Sibillini (monte Bove, 2.113 m);            le valli fluviali scendono verso il mare separate da contrafforti trasversali            dai dolci pendii; i centri maggiori sorgono su queste colline dalle            sommità arrotondate, in posizione dominante (&#8221;balconi&#8221;).            Il litorale è costellato di &#8220;marine&#8221;, i nuovi centri            balneari sorti in corrispondenza dei più antichi centri storici            dell&#8217;interno. Superate le forme di conduzione mezzadrili, l&#8217;agricoltura            ha cominciato a modernizzarsi e i terreni a essere sottoposti a una            più razionale utilizzazione. Le produzioni principali del settore            sono frumento, barbabietole da zucchero, uva, ortaggi. Di rilievo è            lo sviluppo del settore industriale che, con circa il 37% del reddito            prodotto, si è allineato ai valori delle altre province della            regione (industrie meccaniche, trasformazione dei prodotti agricoli,            edilizia e costruzioni). Il settore terziario ha fatto registrare una            certa espansione delle attività del commercio e dei trasporti            accanto al tradizionale discreto afflusso turistico rivolto ai centri            balneari (Porto Recanati, Porto Potenza Picena, Porto Civitanova), idroterapici            (Tolentino, Sarnano, Penna San Giovanni) e montani (Castelsantangelo            sul Nera). Centri principali: Civitanova Marche, Recanati, Tolentino,            San Severino Marche, Cingoli, Camerino, Corridonia, Potenza Picena,            Matelica.</p>
<p><img src="http://www.le-marche.it/photo/mc-sfaristerio.jpg" height="110" width="160" align="left" /><br />
Macerata - Situata a 314 m d&#8217;alt. su un colle della dorsale che si eleva            fra le valli del Potenza e del Chienti. Sede di università e            della scuola di specializzazione dell&#8217;Aeronautica militare. L&#8217;economia            della città si basa sulla commercializzazione dei prodotti agricoli            della zona circostante, costituendo il più importante mercato            dei cereali dell&#8217;Italia centrale, con un certo peso anche per quanto            riguarda il bestiame (bovino). Lo sviluppo industriale è recente,            ma presenta già imprese molto attive nei settori dell&#8217;edilizia,            meccanico, alimentare, del mobilio. Notevoli le manifestazioni culturali            e folcloristiche del settembre maceratese. La città conserva            parte della cinta muraria del XIV sec., la porta Montana, la chiesa            di Santa Maria della Porta, con chiesa inferiore dell&#8217;XI sec., e la            Fonte Maggiore, a cinque arcate a pieno centro, del 1326. Nulla di notevole            tra i monumenti superstiti del XV sec., mentre il primo cinquecento            è testimoniato dall&#8217;elegante loggia dei Mercanti, dal rimaneggiato            Palazzo Maggiore (prefettura), dalla Torre Maggiore, e la metà            del secolo dall&#8217;architettura, di impronta bramantesca, di Santa Maria            delle Vergini, di Galeazzo da Carpi, a croce greca inscritta in un quadrato            con alta cupola. Dei secc. XVI-XVII sono pure alcuni notevoli palazzi:            Ferri, Mozzi, Carradori, Lazzarini, Consalvi, gli ultimi due attribuiti            al Tibaldi. Il Seicento è testimoniato dalla chiesa di San Giovanni,            da quella di San Paolo, ambedue del barnabita Rosato Rosati, e dal Palazzo            Comunale (rimaneggiato nel 1820). Intensa l&#8217;attività architettonica            settecentesca con la chiesa di San Giorgio e il duomo, ambedue di Cosimo            Morelli, col teatro (Bibiena-Morelli), coi palazzi Santafiora e Bonaccorsi,            né va dimenticata la piccola basilica della Madonna della Misericordia,            incastrata tra edifici più recenti, risalente al 1497 ma completamente            rifatta con equilibrata finezza, interno e facciata, da Luigi Vanvitelli            (1742). Il XIX sec. vanta lo sferisterio di Ireneo Aleandri, forse la            più insigne realizzazione neoclassica dell&#8217;Italia centrale. Nell&#8217;ex            collegio dei gesuiti hanno sede la Biblioteca, il Museo e la Pinacoteca            comunale (dipinti di Allegretto Nuzi, C. Crivelli, Girolamo di Giovanni            da Camerino, Pulzone).<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/mc-camerino.jpg" height="142" width="160" align="left" /><br />
Camerino - Posto a 661 m d&#8217;alt. su un colle tra le alte valli del Chienti            e del Potenza. Economia basata su colture agricole e allevamento del            bestiame e su attività industriali nel campo alimentare, tessile,            edilizio; oltre che sul turismo. Il Palazzo Ducale, dei da Varano (bel            cortile del XV sec.), è ora sede dell&#8217;università fondata            nel 1727, già libera e divenuta statale nel 1958 (giurisprudenza;            farmacia; scienze matematiche, fisiche e naturali; medicina veterinaria;            architettura). Annessi all&#8217;università: la Biblioteca valentiniana,            il giardino botanico, il Museo di zoologia e di anatomia comparata e            l&#8217;osservatorio meteorologico. L&#8217;ex chiesa di San Francesco ospita la            Pinacoteca civica. Notevoli sono inoltre la rocca del duca Valentino            (1502), il palazzo arcivescovile del XVI sec., la chiesa di San Venanzio            del XVsec. (rifatta dopo il terremoto del 1799) e la statua bronzea            di papa Sisto V, opera del camerinese Tiburzio Vergelli, sulla piazza            Cavour, dove sorge il duomo. Nei dintorni, imponenti rovine di castelli            medievali.</p>
<p>Cingoli - Si trova a 631 m d&#8217;alt., tra le valli del Musone e del Potenza.            Vigneti, oliveti e aziende enologiche e olearie, allevamento e attività            industriale nel campo dell&#8217;abbigliamento e delle confezioni, meccanico            (macchine agricole) ed estrattivo costituiscono l&#8217;economia della città.            Nota stazione di villeggiatura, chiamata &#8220;Balcone delle Marche&#8221;            per l&#8217;ampio panorama che vi si gode. Notevoli il Palazzo Municipale            del XIIIsec., la cattedrale (XVII sec.), la chiesa di San Domenico,            con una Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto, e la romanica chiesa di            Sant&#8217;Esuperanzio, con affreschi di varie epoche e una Flagellazione            di Sebastiano Del Piombo. Patria del papa Pio VIII.</p>
<p>Civitanova Marche - Situato a 155 m d&#8217;alt. a nord della foce del Chienti.            È formata dalle frazioni di Portocivitanova, sede comunale, e            Civitanova Alta. Importante centro peschereccio e stazione balneare,            con cantieri per motopescherecci. Calzaturifici (Mostra nazionale della            calzatura, in luglio). Industrie metalmeccaniche. L&#8217;agricoltura fornisce            ortaggi e frutta. A Portocivitanova chiesa romanica di San Marone del            IXsec., quasi interamente rifatta.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/mc-matelica.jpg" height="145" width="160" align="left" /><br />
Matelica - Posizionata nell&#8217;Appennino Umbro-Marchigiano, a 354 m d&#8217;alt.,            su un poggio alla destra dell&#8217;Esino. Produzione di cereali, vino (verdicchio            di Matelica), allevamento di bestiame. Industrie conciarie, calzaturiere,            delle confezioni, meccanica. Centro di villeggiatura. Conserva la struttura            urbanistica medievale, con resti delle mura, e numerosi palazzi e chiese            rinascimentali: il Palazzo Pretorio, del 1270, ma più volte rimaneggiato,            è affiancato dall&#8217;elegante loggia degli Ottoni (1511), mentre            il palazzo degli Ottoni è cinquecentesco. Notevoli le chiese            di Sant&#8217;Agostino (XIV sec.), di San Francesco (del XIII sec., rifatta            nel XVIII sec., con pregevoli dipinti) e il duomo (XV sec.), molto rimaneggiato.            Museo Piersanti.</p>
<p>Monte San Giusto, fino al 1863 San Giusto, situato a 236 m d&#8217;alt. su            un colle tra le valli del Chienti e dell&#8217;Ete Morto. Importante l&#8217;industria            calzaturiera. Produzione di cereali, ortaggi, uva, barbabietole; allevamento            bovino e suino. Conserva il Palazzo Municipale, già palazzo Bonafede            (XVI sec., restaurato) e la chiesa di Santa Maria in Telusiano (XIV            sec.), con grande Crocifissione di L. Lotto (1531).<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/mc-recanati.jpg" height="147" width="160" align="left" /><br />
Recanati - Situato a 293 m d&#8217;alt. su un colle alla sinistra della bassa            valle del Potenza. Importante centro agricolo (cereali, vigneti, ortaggi)            e di allevamento (bovini, suini, avicoltura), Recanati ha una fabbrica            di strumenti musicali e altre aziende industriali (legno, meccanica,            abbigliamento, plastica, ecc.). Artigianato tipico (lavorazione del            rame). L&#8217;abitato ha il caratteristico aspetto delle piccole città            marchigiane raccolte sulle dorsali collinari, con vie sinuose fiancheggiate            da nobili edifici e con belle piazze. Ricco è il patrimonio artistico;            oltre alle chiese di San Domenico, del XIV sec., con portale marmoreo            del 1481 (all&#8217;interno, affresco di L. Lotto), di San Francesco, del            XIV sec., rifatta nel XVIII sec. (dipinto di Palma il Giovane), alla            cattedrale di San Flaviano, dei secc. XIII -XIV, poi rifatta, e all&#8217;ex            convento, ora chiesa di Sant&#8217;Agostino, su disegno del Bibiena con chiostro            gotico, si conservano numerosi palazzi rinascimentali e pregevolissime            opere dell&#8217;età barocca, fra le quali primeggiano il palazzo Leopardi,            con scalone di rara monumentalità, e il palazzo Carancini, su            disegno di Bibiena. Nel Palazzo Comunale, ricca pinacoteca, con numerose            opere di L. Lotto. Museo diocesano presso la cattedrale. Recanati è            famosa come patria di Giacomo Leopardi, di cui conserva numerosi ricordi,            sia nel palazzo di famiglia, sia nei luoghi, e di Beniamino Gigli, al            quale è dedicato un piccolo museo.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/mc-s.severino.jpg" height="148" width="160" align="left" /><br />
San Severino Marche - Si trova a 344 m d&#8217;alt. nella valle del Potenza,            alla destra del fiume. Sorta sulle rovine dell&#8217;antica colonia romana            Septempeda, consta di due nuclei: la città bassa e la città            alta o &#8220;castello&#8221;, di aspetto medievale. Mentre la città            alta è quasi disabitata, la città bassa è un vivace            centro di commerci, specialmente agricoli (frumento, uva, tabacco, barbabietole,            ecc.); attivi anche l&#8217;allevamento del bestiame e l&#8217;industria (metalmeccanica,            dei materiali da costruzione, chimica, della plastica, alimentare).            Importante è il complesso delle opere medievali: chiesa di San            Lorenzo in Doliolo (XI sec.), con notevole campanile e cripta, torre            degli Smeducci, Duomo Nuovo e Duomo Vecchio, ambedue largamente rifatti,            ma che conservano i primitivi grandiosi campanili. Notevole fu pure            l&#8217;attività artistica nel Rinascimento che vide all&#8217;opera una            scuola di pittori locali; a questo periodo risalgono numerosi palazzi            e case, la Madonna della Pace, opera del Pinturicchio, nel Duomo Nuovo,            e il coro ligneo del Duomo Vecchio. Nei pressi sorge la chiesa cinquecentesca            di Santa Maria del Glorioso e nella suggestiva gola dei Grilli, è            da segnalare la chiesa-grotta di Sant&#8217;Eustachio.</p>
<p>Sarnano - A 539 m d&#8217;alt. nell&#8217;alta valle del torrente Tennacola (affluente            del Tenna), su un ripido colle subappenninico. Stazione idrotermale            (fonte San Giacomo: acqua fredda, alcalina, radioattiva), di villeggiatura            e di sport invernali (zona Sasso Tetto, raggiungibile a mezzo funivia            e seggiovia). Imbottigliamento acque minerali. Produzione di foraggi;            bestiame (salumi). Centro importante nel medioevo, conserva la pregevole            chiesa di Santa Maria di Piazza, del XIII sec. (affreschi quattrocenteschi;            bella cripta), la chiesa di San Francesco, dei secc. XIII -XIV (portale            romanico-ogivale; nell&#8217;interno, Madonna adorante il Bambino di V. Crivelli),            e nel Palazzo Municipale, ricca Biblioteca civica e interessante Pinacoteca.</p>
<p>Tolentino - Situato a 224 m d&#8217;alt. nella valle del Chienti, alla sinistra            del fiume. Importante produzione agricola e allevamento del bestiame,            soprattutto suino e bovino. Tradizionale la lavorazione delle pelli,            sviluppata sia sul piano industriale sia su quello artigianale. Industria            della carta, metalmeccanica, delle confezioni, del mobilio. Stazione            termale e turistica, soprattutto per i pellegrinaggi al santuario di            San Nicola da Tolentino. Di notevole interesse storico e artistico,            conserva un nucleo antico ancora parzialmente cinto da mura medievali.            Tra i numerosi monumenti cittadini è particolarmente notevole            la basilica-santuario di San Nicola, eretta in forme gotiche nei secc.            XIII -XV, ma in parte rifatta e decorata nel XVI sec. e nel periodo            barocco; conserva il pregevole portale gotico, il chiostro e il cappellone            di San Nicola, con grande volta a crociera, interamente decorato da            notevoli affreschi di scuola riminese del XIV sec. Sono annessi alla            basilica il Museo civico e il Museo delle ceramiche, che vanta pezzi            pregevoli. Notevoli anche il duomo neoclassico con resti della preesistente            chiesa medievale, la chiesa di San Francesco, gotica e barocca, l&#8217;ex            chiesa della Carità, romanico-gotica, il medievale ponte del            Diavolo e il teatro, dei secc. XVIII -XIX, tra i più notevoli            delle Marche.</p>
<p>Ussita - Posizionata a 737 m. d&#8217;alt. sulle pendici nordoccidentali dei            monti Sibillini. Stazione di soggiorno estivo e invernale. Nella frazione            di Pieve si trova una chiesa gotica del XIVsec., rimaneggiata, con affreschi            del XV sec. Fino al 1915 fu compreso nel comune di Visso.</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><em>PESARO</em></strong></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p><span class="testop">La provincia di Pesaro e Urbino è la più vasta provincia            delle Marche; si estende dalla provincia romagnola di Forlì-Cesena e            da San Marino, a nord, fino alla riva sinistra del Cesano (provincia            di Ancona) a SE, dalla catena appenninica al mare Adriatico: 2.893 km²;            338.812 ab. (117 ab. per km²), distribuiti in<strong> 67 comuni</strong>. Il territorio,            prevalentemente collinare (subappenninico) e montuoso (monte Catria,            1.702 m), abbraccia i bacini del Foglia e del Metauro, e (in parte)            quelli del Marecchia e del Conca (che nel tratto inferiore appartengono            alla Romagna), comprendendo quasi tutto il Montefeltro. Le valli dei            fiumi sono separate da serie di colline dalle sommità arrotondate, spesso            coronate da antichi, pittoreschi centri abitati, e dai pendii dolcissimi.            Sulla costa (42 km) si estende una fascia alluvionale, comprendente            il capoluogo. Nel settore primario si è puntato alla valorizzazione            delle colture ortofrutticole, della barbabietola e della vite, nonché            del patrimonio zootecnico e dei relativi prodotti. Nel settore industriale,            stabilimenti chimici (fertilizzanti) si sono affiancati a quelli meccanici            e metalmeccanici, dell&#8217;abbigliamento e della lavorazione del legno,            che ha avuto un eccezionale sviluppo, della ceramica e dell&#8217;industria            estrattiva (metano). Notevole importanza riveste il settore terziario,            soprattutto nel settore commerciale e dei pubblici esercizi. Il notevole            movimento turistico rende insufficiente l&#8217;attrezzatura ricettiva, pur            notevolmente sviluppata, dei vari centri e in particolare di Urbino,            che accoglie anche l&#8217;università e l&#8217;Istituto d&#8217;arte del libro. Gabicce            Mare e Fano formano con Pesaro una conurbazione costiera. È la continuazione            per traboccamento del grande comprensorio turistico romagnolo. I centri            più popolosi dell&#8217;interno sono le cittadine di Fossombrone e di Cagl<img src="http://www.le-marche.it/photo/ps-pesaro.jpg" height="143" width="160" align="left" />i            e la città storica di Urbino, maggior centro universitario delle Marche.</span></p>
<p><strong><a href="http://www.comune.pesaro.ps.it/">Pesaro</a></strong> - Situata sulla costa            adriatica, nella piana alluvionale alla foce del Foglia. Protesa verso            il mare, la città si estende tra i colli di San Bartolo a nordovest            e Ardizio a sudest, comprendendo l&#8217;antico centro storico, protetto a            est dall&#8217;imponente<strong> Rocca Costanza</strong>, e la moderna città-giardino,            allineata lungo il litorale, con lunghi viali alberati e rettilinei.            La zona industriale si è sviluppata a partire dall&#8217;ansa formata dal            Foglia e a San Pietro in Calibano. L&#8217;espansione turistica è continuata            secondo linee ordinate e regolari verso Gabicce e verso Fano, in corrispondenza            anche della crescita delle attività turistiche. Centro commerciale e            mercato agricolo (prodotti ortofrutticoli, cereali, uva, foraggi; bestiame            da carne e da latte; formaggi), Pesaro è sede di numerose industrie:            metalmeccaniche (motocicli, macchine utensili e agricole), alimentari,            mobilifici (di particolare importanza negli ultimi tempi), maglifici            e nastrifici, tappeti; laterizi; di antica fama la lavorazione delle            maioliche e delle ceramiche; lavorazione della paglia; cantieri navali            (piccoli natanti e battelli da pesca). L&#8217;attività commerciale è favorita            dalla presenza del porto-canale che, scavato nel 1614 lungo la zona            terminale del Foglia, e in seguito in parte interrato, fu sistemato            definitivamente nel 1857 con la deviazione dell&#8217;ultimo tratto del Foglia.            Grande impulso ha avuto negli ultimi anni anche il turismo balneare,            con una buona attrezzatura alberghiera. Patria di <strong>Gioacchino Rossini</strong>,            la città ha notevoli tradizioni artistico-musicali:<strong> teatro Rossini</strong>,<strong>            Museo rossiniano</strong>, conservatorio di musica, Istituto d&#8217;arte, ecc.            Vi si svolgono annualmente un Festival di musiche rossiniane e una Mostra            cinematografica. Pesaro è inoltre patria dell&#8217;esploratore <strong>A. Cecchi</strong>.            Scarsi i reperti riferibili alla città romana, che si estendeva alla            destra del fiume, e a quella altomedievale. I primi documenti artistici            di un certo interesse sono costituiti da un notevole gruppo di chiese            romanico-gotiche di cui restano numerosi elementi: la facciata della            cattedrale (fine del XIII sec.), i bei portali di <strong>Sant&#8217;Agostino</strong>            (1413), di <strong>San Francesco</strong> (1356-1373) e di <strong>San Domenico</strong>            (1395), quest&#8217;ultimo sul fianco del palazzo della Posta, edificio neoclassico            ricavato dal corpo della chiesa da L. Poletti (1848). Fino all&#8217;avvento            del Rinascimento, l&#8217;ambiente artistico pesarese presenta molteplici            contatti con l&#8217;arte veneta, confermati da alcuni dipinti veneziani del            Museo civico (Jacobello del Fiore). Il Rinascimento è rappresentato            dall&#8217;armonico <strong>Palazzo Ducale</strong>, edificato per volere di Alessandro            Sforza nella seconda metà del XV sec., ricostruito dopo un incendio            da Bartolomeo e Girolamo Genga. Il Laurana, presente nella città nel            1476, contribuì all&#8217;edificazione della rocca Costanza, rilevante esempio            di architettura militare, iniziata nel 1474. Nei pressi della città,            sul colle di San Bartolo, è situata la <strong>Villa Imperiale</strong>, che deve            il suo nome all&#8217;imperatore Federico III d&#8217;Absburgo che, ospite degli            Sforza nel 1452, presenziò alla fondazione. Fu ricostruita in gran parte            sotto i Della Rovere a partire dal 1530 per opera di Girolamo Genga,            autore anche di gran parte dell&#8217;interessante decorazione a fresco, cui            parteciparono Menzocchi, Dossi, Bronzino e Perin del Vaga. Nel Museo            civico, che ha sede nel palazzo Mosca (G. A. Lazzarini, XVIII sec.),            è da segnalare la pala dell&#8217;Incoronazione della Vergine di Giovanni            Bellini e una preziosa raccolta di maioliche. La <strong>Biblioteca oliveriana</strong>,            ricca di manoscritti e incunaboli, ha annesso un Museo archeologico,            costituito soprattutto da reperti dell&#8217;età del ferro provenienti dalla<strong>            necropoli di Novilara</strong>.<br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/ps-urbino.jpg" height="147" width="160" align="left" /><br />
<a href="http://www.comune.urbino.ps.it/">Urbino</a> - Sita a 485 m d&#8217;alt.            nella zona subappenninica interna, tra le valli del Foglia e del Metauro.            Sede di Università libera fondata nel 1506, Accademia di belle arti            ed Istituto per la decorazione e l&#8217;illustrazione del libro. La città,            che per la sua importanza storica, artistica e culturale è associata            a Pesaro nella denominazione della provincia, sorge in posizione elevata,            su un crinale collinoso culminante in due alture e orientato longitudinalmente,            con viuzze scoscese, tutta cinta dalle antiche mura; recentemente si            è espansa anche oltre, soprattutto verso NO. Centro agricolo-commerciale            (cereali, ortaggi, uva e vino), ha qualche attività industriale (laterizi,            manufatti in cemento, tessili, mobili in ferro, maioliche). Artigianato            del legno e del ferro battuto. La maggior risorsa è data però dal turismo            e dai numerosi studenti della sua università. Patria di Raffaello Sanzio,            del Baroccio e del Brandani. Scarsi sono i resti romanici, mentre all&#8217;età            gotica appartengono le chiese di San Domenico (anteriore al 1365), con            portale rinascimentale e l&#8217;interno rifatto da Luigi Vanvitelli (1727-            1732), e quella di San Francesco, della seconda metà del XIV sec., anch&#8217;essa            trasformata nell&#8217;interno dal Vanvitelli (1740). Di forme gotiche è pure            l&#8217;oratorio di San Giovanni Battista, in cui sono conservati affreschi            (1416) dei fratelli Salimbeni. Il Palazzo Ducale, il maggiore monumento            di Urbino, fu iniziato poco dopo il 1450, per iniziativa del duca Federico            da Montefeltro, sui resti dell&#8217;antica rocca e alla sua realizzazione            parteciparono, in misura non completamente definibile, Luciano Laurana            (1468-1472) e Francesco di Giorgio Martini e, molto tempo dopo (1563),            Girolamo Genga, che aggiunse un piano alla costruzione. L&#8217;interno del            palazzo conserva solo in parte le opere eseguite dai numerosi artisti            che lavorarono per il duca Federico: resta la Comunione degli apostoli            di Giusto di Gand e una parte dei ritratti degli uomini illustri che            il pittore fiammingo eseguì, con Pedro Berruguete, per lo studiolo ducale            che mantiene tuttora la famosa decorazione a tarsie, eseguita probabilmente            da B. Pontelli su disegni del Botticelli e Francesco di Giorgio Martini.            Alla stessa epoca risalgono le decorazioni scultoree di Ambrogio da            Milano e Domenico Rosselli, mentre i soggiorni urbinati di Piero della            Francesca restano documentati dalla tavoletta della Flagellazione di            Cristo e dalla Madonna di Senigallia. A Bramante sono stati attribuiti            i due piccoli sacelli delle Muse e del Perdono che si trovano all&#8217;interno            del palazzo mentre a Francesco di Giorgio Martini spetta la chiesa di            San Bernardino che si trova al di fuori della città e conserva i sepolcri            dei duchi Federico e Guidobaldo da Montefeltro. Contemporanei (seconda            metà del XV sec.) e di tipo lauranesco sono i palazzi Passione, Palma,            Luminati e Semproni, mentre l&#8217;ex convento di Santa Chiara spetta a Francesco            di Giorgio Martini. Da ricordare pure la casa natale di Raffaello, sede            dell&#8217;Accademia Raffaello, in cui è fra l&#8217;altro conservato un affresco            ritenuto autografo. Di minore interesse i monumenti che risalgono a            epoche successive: il duomo, originario del XV sec., presenta l&#8217;interno            rifatto (1789) dal Valadier e la facciata dell&#8217;inizio del XIX sec.;            da segnalare infine la Galleria nazionale delle Marche, con sede nel            Palazzo Ducale, che possiede opere di Paolo Uccello, Luca Signorelli,            Tiziano, Gentileschi, ecc., oltre a numerose altre relative ai maggiori            pittori urbinati (G. Santi, T. Viti, Raffaello, Baroccio, ecc.) e ad            artisti marchigiani. Urbino ha origini antichissime che riportano all’epoca            preistorica, ma si ha documentazione solo a partire dal III secolo a.C.,            quando Urvinum Mataurense assunse l’investitura di municipio romano            di cui rimangono alcuni resti di mura e dell’antico teatro.<br />
Grazie alla sua posizione strategica fu un feudo ambito coinvolto nelle            lotte intestine. Guidata dalla fazione ghibellina e da Antonio da Montefeltro            armo’ un forte esercito capace fronteggiare l’imperatore            Federico Barbarossa a Roma. Questo portò ad Antonio il titolo            di conte e la carica di vicario imperiale di Urbino (anno 1155). E’            probabilmente l’inizio del legame e della futura dinastia dei            Montefeltro. Ma il periodo feudale non fu così florido come i            successivi secoli. Passata definitivamente ai Montefeltro, strappata            alle mire espansionistiche di Sigismondo Malatesta, Urbino conobbe un            periodo di splendore, soprattutto con il più noto della famiglia            &#8220;Federico II da Montefeltro&#8221;, conte e poi duca, che diede            una forte spinta artistica convocando a corte artisti insigni dell’epoca.            Dopo la morte di Guidobaldo, nel 1508, l’ultimo Montefeltro senza            eredi, il ducato passò al nipote Francesco Maria della Rovere,            fra i cui successori è Guidobaldo che fa rifiorire la città            rinnovando l&#8217;antico splendore. Gli succede il figlio Francesco Maria            II che cede Urbino al Papa (1626).<br />
Da allora inizia il periodo più triste di Urbino, con la spoliazione            della città e delle più importanti opere d’arte            disperse in tutto il mondo. Ciò nonostante, Urbino è oggi            un importante Centro artistico e turistico, e vanta una frequentata            Università, con corsi di perfezionamento e specializzazione,            corsi per stranieri, seminari e convegni; ha un&#8217;Accademia di Belle Arti,            un Istituto Superiore di Grafica e un Istituto d&#8217;Arte del Libro. U<br />
rbino è la città natale di Bramante e Raffaello, simbolo            del Rinascimento italiano, con la sua originale struttura urbana e gran            parte degli edifici della sua stagione d&#8217;oro. Posta su due colli, è            in gran parte circondata da mura e bastioni. Quattro strade principali            collegano i due colli e questi con la pianura.<br />
Ogni anno, in agosto, Urbino celebra se stessa con la Festa del Duca:            una rievocazione in costume per le vie del centro a cui partecipano            saltimbanchi e mangiafuoco, culminante nella sfida fra contee alla presenza            della Corte ducale.</p>
<p align="left"><strong>Da Vedere : </strong>Il Palazzo Ducale, è            il risultato dell&#8217;ampliamento e del castello medievale voluto da duca            Federico su progetto di Luciano Laurana prima e da Francesco di Giorgio            Martini poi, tra 1444 e il 1482, fino a diventare lo splendido Palazzo            Ducale, un vero capolavoro dell&#8217;arte rinascimentale. Francesco di Giorgio            Martini collega, poi, le varie parti del palazzo, con le sue 250 stanze            (ricche un tempo di un migliaio di quadri, sottratti e dispersi dal            legato pontificio cardinale Barberini), creando un palazzo a forma di            città. Ai Laurana si devono il cortile, tra i più belli            del Rinascimento, e la facciata verso la pianura con le torricelle che            racchiudono le logge poste ai piani sovrastanti. Celebre lo Studiolo            di Federico, opera di Giusto di Gand, con intarsi nella parte inferiore            e 28 quadri nelle parti superiori, con ritratti (ne rimangono quattro)            di filosofi, poeti e dottori. Le tarsie furono disegnate da Baccio Pontelli,            Sandro Botticelli, Francesco di Giorgio Martini e Donato Bramante. Lavorarono            per il duca: Baccio Pontelli, Leon Battista Alberti, Francesco Laurana,            Desiderio da Settignano, il Pisanello, Paolo Uccello, Piero della Francesca,            Melozzo da Forlì, Fra Carnevale e Giovanni Santi. n figlio Guidobaldo            continua l&#8217;opera chiamando Luca Signorell,, Timoteo Viti, Evangelista            di Pian di Meleto. L&#8217;interesse dei duchi si estende alla città            con interventi sugli edifici religiosi e civili e opere pubbliche come            le mura.<br />
Museo Diocesano Albani, conserva una collezione di ceramiche,a vetri            e manufatti religiosi e il dipinto dell’Ultima Cena di Federico            Barocci (XVI sec).<br />
Chiesa di S. Domenico, dal magnifico portale in travertino sulla cui            lunetta è incastonata un’opera di di Luca della Robbia).<br />
Oratorio di San Giuseppe, famoso per il presepio in stucco del 1522.            Nel 1416 il conte Guidantonio chiamò i fratelli sanseverinati            Lorenzo e Jacopo Salimbeni per affrescare l&#8217;oratorio, seguiti dall&#8217;eugubino            Ottaviano Nelli e dal ferrarese Antonio Alberti .<br />
Oratorio di San Giovanni Battista (XIV sec) il cui interno è            decorato con cicli di affreschi del XV sec, tra cui La Crocifissione            del XV sec e La Vita di Giovanni,r attista di Jacopo e Lorenzo Salimbeni.<br />
Il Duomo, si erge tra gli intricati vicoli medievali,a realizzato dal            Laurana, e ricostruito dal Valadier nel 1784 dopo un terremoto e viene            ricostruito nel secolo seguente in forme palladiane. Conserva opere            di Timoteo Viti e Federico Barocci.<br />
La chiesa di S. Francesco, sec. XIV, con il bel campanile gotico a cuspide            e la grande pala d&#8217;altare di Federico Barocci. Rifatta dal Vanvitelli            (prima metà del &#8216;700), ospita i monumenti funebri dei duchi (vi            sono i sarcofagi di Antonio e Oddantonio). Chiesa di S. Bernardino<br />
Chiesa S. Bernardino<br />
degli Zoccolanti, (costruita dsa Francesco di Giorgio Martini) è            sede del Museo dei Duchi, fuori città (vi verrà sepolto            con la moglie Elisabetta e il figlio Guidobaldo. Ospitava fino al secolo            scorso la Madonna con Bambino, angeli e santi nonché il Duca            Federico in ginocchio di Piero della Francesca (ora alla Pinacoteca            di Brera a Milano).<br />
Casa natale di Raffaello sede dell&#8217;omonima Accademia istituita nel 1869.<br />
La Fortezza Albornoz, XV sec., sorge in V.le B. Buozzi e rappresenta            l’emblema difensivo della città del XVI sec.<br />
Galleria Nazionale delle Marche, ospitata nel Palazzo Ducale, conserva            veri capolavori come la &#8220;Flagellazione&#8221; e la &#8220;Madonna            di Senigallia&#8221; di Piero della Francesca, la &#8220;Muta&#8221; di            Raffaello Sanzi, e di altri importanti artisti: Domenico Rosselli, Allegretto            Nunzi, Giovanni Baronzio, Pietro da Rimin, Antonio da Fabriano, Giovanni            Santi, Melozzo da Forlì, i Giusto da Gan, Carlo Crivelli, Alvise            Vivarini, Tiziano,s Timoteo Vita, Taddeo Zuccari. Alcune opere, disperse            nel 1623, sono tornate a Urbino consentendo la realizzazione della galleria.<br />
E ancora, scesi a valle, lo splendido panorama urbano che si gode da            Borgo Mercatale con l&#8217;incombente volume semicilindrico che racchiude            la quattrocentesca Rampa elicoidale di Francesco di Giorgio Martini</p>
<p><span class="testop"><br />
</span><span class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/photo/ps-tartufo.jpg" height="128" width="160" align="left" /><br />
<strong><a href="http://www.comune.acqualagna.ps.it/">Acqualagna</a></strong> - Situata            a 204 m d&#8217;alt., presso la confluenza del fiume Candigliano e del torrente            Burano. È attraversato dalla Via Flaminia. Prodotti tipici sono vino,            cereali, ma soprattutto<strong> tartufi</strong>. Nei suoi pressi il generale            bizantino Narsete sconfisse il re dei Goti Totila (552 d.C.) e per questo            nel medioevo il paese ebbe il nome di Acquabattaglia. </span></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><span class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/photo/ps-cagli.jpg" height="134" width="160" align="left" /><br />
<strong><a href="http://www.comune.cagli.ps.it/">Cagli </a></strong>- Posto a 276 m d&#8217;alt.,            su uno sperone del monte Petrano, alla confluenza dei torrenti Bosso            e Burano. Le colture agricole principali sono cereali, viti, frutta            e foraggi. Di rilievo anche l&#8217;allevamento del bestiame. Le attività            industriali sono soprattutto nel campo edile, del mobile, del vetro.            Quelle artigianali riguardano principalmente la lavorazione del ferro            battuto. La cittadina, che è stata ricostruita secondo un piano regolatore            a scacchiera, conserva l&#8217;aspetto tipico del borgo medievale. Bel<strong>            Palazzo Comunale</strong> del XIV sec., trasformato da Francesco di Giorgio            Martini, il quale progettò anche la Rocca, di cui resta solamente un            grande<strong> torrione merlato</strong> (1481). Chiese romaniche di <strong>San Domenico            </strong>e di<strong> San Francesco</strong>, con elementi gotici. Da segnalare il            <strong>Ponte romano</strong> ed i Resti della cinta medievale (<strong>Porta Massara</strong>).<br />
</span><span class="testop"><br />
<strong><a href="http://www.cm-carpegna.ps.it/carpegna.htm">Carpegna</a></strong> - Si trova            a 748 m d&#8217;alt. nel Montefeltro alle falde meridionali del monte omonimo,            così chiamato dai carpini che lo rivestono. Colture agricole e allevamento            (bestiame e trote). Stazione di soggiorno estivo e invernale. Notevoli            il <strong>palazzo</strong> (XVII sec.)<strong> dei conti</strong> di Carpegna e la chiesa            di<strong> San Sisto </strong>con cripta romanica.</span></p>
<p><span class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/photo/ps-fano%20carn.jpg" height="182" width="160" align="left" /><br />
<strong><a href="http://www.comune.fano.ps.it/">Fano</a></strong> - A 14 m d&#8217;alt. sulla            costa adriatica, tra le foci dell&#8217;Arzilla (a nord) e del Metauro (a            SE). Stazione balneare e porto peschereccio, Fano è anche centro agricolo-commerciale            (colture specializzate di ortaggi, olio, viti, frutta) e industriale            nei settori alimentari (conservifici), tessile, metalmeccanico, calzaturiero,            dell&#8217;abbigliamento, del mobile, dei materiali edili, marittimo. Nodo            ferroviario e stradale. Aeroporto turistico. Tradizionale è la festa            annuale del carnevale dell&#8217;Adriatico, con sfilata di carri allegorici.            E&#8217; patria di<strong> papa Clemente VIII</strong>. Intorno al centro storico, di            cui è tuttora evidente la pianta romana, si allarga la cinta medievale,            ampliata sotto i Malatesta, attorno alla quale si estendono i quartieri            residenziali e industriali e, sulla costa, le zone balneari. La città            conserva tratti delle mura augustee, l&#8217;<strong>arco di Augusto</strong> (anno            2 d.C.), addossate al quale sono le cinquecentesche <strong>logge di San            Michele</strong>, il <strong>Palazzo Malatestiano</strong>, con la <strong>corte</strong> (bella            loggia del Sansovino) e il Museo civico (pinacoteca; raccolta numismatica),            i bastioni del Nuti e di Luca da Sangallo, la<strong> Rocca Malatestiana</strong>            (1438-1452), ora adibita a carcere, il <strong>palazzo della Ragione</strong>,            romanico-gotico (1299), il <strong>teatro della Fortuna </strong>(XIX sec., restaurato).            Oltre al duomo, romanico (XII sec., rimaneggiato più volte), notevoli            sono la<strong> basilica di San Paterniano</strong> (1547), con campanile di Jacopo            Sansovino (ricostruito), la trecentesca chiesa romanico-gotica di<strong>            San Domenico</strong> (rimaneggiata; nell&#8217;interno, un pregevole San Tommaso            d&#8217;Aquino di Palma il Giovane), le chiese di <strong>Sant&#8217;Agostino</strong> (secc.            XIII -XIV, più volte rimaneggiata e restaurata) e di <strong>Santa Maria            Nuova </strong>(XVI sec., restaurata), in cui sono conservate tavole del            Perugino e di G. Santi. Bei palazzi signorili: Castracane (affreschi            rinascimentali), Martinozzi, attribuito al Sansovino (1564), Montevecchio            (XVIII sec.). Della semidistrutta chiesa di <strong>San Francesco</strong> non            rimane che parte della facciata, sotto il cui portico anteriore si trovano            le Arche Malatestiane, monumenti tombali del XVsec. Ricchissima è la            <strong>Biblioteca comunale federiciana</strong>. Nel territorio si ricordano            l&#8217;eremo camaldolese di<strong> monte Giove</strong> (223 m) e la piccola stazione            termale di <strong>Fonti di Carignano</strong> (acque salso-bromoiodiche).<br />
</span><span class="testop"><br />
<strong><a href="http://www.comune.fossombrone.ps.it/">Fossombrone</a></strong> - Situato            a 115 m d&#8217;alt., sulla sinistra del Metauro, a valle della gola del Furlo.            Centro agricolo-commerciale (viticoltura, ortaggi, barbabietole, olivi).            Un tempo vi era assai fiorente la bachicoltura (filande), ora praticamente            scomparsa. Attività industriale nel campo del mobile, metalmeccanico,            del cemento. Dominata dai resti della <strong>Rocca Malatestiana</strong> (XIV            sec.), conserva alcuni bei palazzi del Quattrocento (<strong>palazzo Staurenghi</strong>,            palazzo vescovile) e del Cinquecento (<strong>Palazzo Comunale</strong>, <strong>palazzo            Cattabeni</strong>, ora Monte di Pietà), la cattedrale, costruita nei secc.            XIV -XV e rifatta alla fine del XVIII sec. spostandone l&#8217;asse (dossale            d&#8217;altare di D. Rosselli, 1480) e le settecentesche chiese di<strong> San            Filippo</strong>, <strong>Sant&#8217;Agostino</strong> (risalente a epoca assai antica in            taluni elementi) e <strong>San Francesco</strong>, con bei portali. Notevoli sul            Metauro i<strong> ponti di Traiano</strong> e<strong> di Diocleziano</strong> (rifatti)            e, nella quattrocentesca corte di Federico da Montefeltro (detta Corte            Alta), il <strong>Museo civico Vernarecci</strong>. La Via Flaminia attraversava            l&#8217;antica città per un tratto di poco più di due chilometri. Vi sorgevano            un tempio di età augustea, a una divinità non identificata, e uno dedicato            a Cibele. Non si ha traccia del teatro, di cui si hanno notizie; numerose            le epigrafi rinvenute, insieme con pregevoli pavimenti in mosaico.<br />
</span><span class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/photo/ps-gradara.jpg" height="170" width="160" align="left" /><br />
<strong><a href="http://www.gradara.com/">Gradara</a></strong> - Si erge su un colle a SE            di Cattolica, a 142 m d&#8217;alt.. Attività agricola con aziende alimentari            collegate. Attivo il turismo. È un borgo d&#8217;aspetto medievale, chiuso            entro una cinta muraria del XIV sec. e dominato dalla<strong> Rocca</strong>,            munita di torri e mastio, eretta dai Malatesta di Verrucchio (1307-            1325) su un nucleo originario dei secc. XI-XII, restaurata nel 1494            dagli Sforza e quindi nuovamente nel 1923-1925. Nell&#8217;interno è conservata            una notevole pala in terracotta invetriata di A. Della Robbia; nella            cosiddetta &#8220;camera di Francesca&#8221; una tradizione vuole si sia svolta            la<strong> tragedia di Francesca da Rimini</strong>. Interessante, nel municipio,            la quadreria.<br />
</span><span class="testop"><br />
<strong><a href="http://www.comune.pennabilli.pu.it/">Pennabilli</a></strong> - Sita nel            Montefeltro, a 550 m d&#8217;alt., sul versante destro dell&#8217;alta valle del            Marecchia. Centro agricolo commerciale e di allevamento di bestiame            (formaggio), e stazione di villeggiatura. Situata tra due alture rocciose,            il Roccione (Penna) e la Rupe (Billi), un tempo fortificate, conserva            i ruderi della<strong> rocca dei Malatesta</strong>, che ivi ebbero origine, la            cattedrale tardocinquecentesca (rimaneggiata) e il <strong>Museo diocesano</strong>.            Nel territorio si erge la<strong> pieve romanica di Ponte Messa</strong>.<br />
</span><span class="testop"><br />
<strong><a href="http://www.provincia.ps.it/comune.pergola">Pergola</a></strong> - Sita            a 264 m d&#8217;alt. alla confluenza della valle del Cinisco nel Cesano. Centro            agricolo-commerciale, con qualche industria (abbigliamento, mobilifici).            Duomo del 1258, rifatto nel XIXsec., con campanile romanico; nell&#8217;interno,            reliquiario gotico di san Secondo, del XV sec. Chiese romanico-gotiche            di <strong>San Francesco </strong>e di <strong>San Giacomo</strong>, entrambe del XIII sec.,            con preziose opere d&#8217;arte di scuola marchigiana. Palazzo Comunale (1750).            A <strong>Cartoceto</strong>, frazione di Pergola, è stato rinvenuto nel 1946            un interessante complesso di sculture romane in bronzo dorato, ora conservate            al Museo nazionale di Ancona. Si trattava probabilmente di un unico            gruppo costituito da due statue maschili equestri e da due femminili            stanti. Mediante un abile restauro sono stati ricomposti dai frammenti            una grande figura muliebre e una virile; particolarmente interessanti            due teste di cavallo di squisita fattura, riccamente bardate. I <strong>bronzi            di Cartoceto</strong>, databili a età giulio-claudia, si rivelano opere di            alta qualità artistica nel fine modellato e nell&#8217;uso sapiente della            doratura. Le varie proposte di riconoscere nelle due figure Livia o            Agrippina Maggiore e Druso Cesare o Tiberio non sono concordemente accolte            dagli studiosi.<br />
</span><span class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/photo/ps-san%20leo.jpg" height="140" width="160" align="left" /><br />
<strong><a href="http://www.cm-novafeltria.ps.it/sanleo/index.html">San Leo</a></strong>            - A 539 m d&#8217;alt. nel Montefeltro, situato su un ripiano roccioso del            versante destro della valle del Marecchia, ultima propaggine settentrionale            del monte Carpegna. Stazione di villeggiatura e turistica. Produzione            di cereali, uva (vini); foraggi; bestiame (formaggi, salumi), avorazione            del legno e delle calzature sono le altre attività. È citata da<strong> Dante</strong>            (Purg., IV, 25). Il paese ha mantenuto l&#8217;originaria struttura medievale,            con un&#8217;unica strada di accesso e l&#8217;abitato raccolto attorno alla piazza            centrale. Sulla piazza si affacciano il <strong>palazzo Della Rovere</strong>,            ora municipio, di gusto tardomanieristico (inizi del XVII sec.), il            <strong>palazzo Medici</strong>, rinascimentale, ampiamente rimaneggiato, e l&#8217;abside            della pieve, interessante esempio di architettura preromanica, a tre            navate con cripta (IX sec.). In posizione isolata, affiancato dal robusto            campanile romanico, sorge il duomo (1173), a tre navate con ampia cripta,            in cui lo stile romanico lombardo si arricchisce di accenti gotici.            Sul punto più alto della rupe si erge la poderosa <strong>rocca</strong>, uno            degli esempi più insigni di architettura militare italiana; di origine            antichissima, fu più volte rimaneggiata, e nel Rinascimento Francesco            di Giorgio Martini vi aggiunse i torrioni angolari e la cortina a baluardo;            adibita a carcere dal governo pontificio, vi furono imprigionati, fra            l&#8217;altro, Cagliostro (che vi morì), Felice Orsini e A. Saffi. Nel territorio,            suggestivo il convento di Sant&#8217;Igne (nel chiostro, affreschi del XV            sec.). e in frazione<strong> Pietracuta</strong> la rocca medievale</span></p>
<p><span class="testop"><br />
<strong><a href="http://www.comune.urbania.ps.it/">Urbania</a></strong> - Dal 1294 al 1635            Casteldurante. Sita a 273 m d&#8217;alt. sull&#8217;alto Metauro. Centro agricolo-            commerciale e di allevamento, con piccole industrie di lavorazione del            tabacco, dei laterizi e di confezioni, Urbania fu in passato rinomato            centro di produzione di maioliche e ceramiche, poi sostituita dall&#8217;artigianato            del vasellame e delle stoviglie. Biblioteca civica, pinacoteca, museo.            Fra i monumenti più importanti: il <strong>Palazzo Ducale</strong>, eretto alla            fine del XIV sec. e trasformato in seguito da Francesco di Giorgio Martini            e Girolamo Genga; la cattedrale preromanica, rifatta nel XVIII sec.,            e la chiesa di <strong>San Francesco</strong>, del XIII sec., anch&#8217;essa rimaneggiata            nel XVIII sec.</span></p>
<p align="left"> <strong><br />
da vedere: Teatro Bramante </strong></p>
<p align="justify">Palazzo Ducale (sec. XV-XVI), costruito in laterizio,            fu ripetutamente trasformato prima di raggiungere l&#8217;attuale fisionomia,            prima da Francesco di Giorgio Martini (XV sec.), di cui si riconosce            la particolare scala a lumaca, da Girolamo Genga (XVI sec.), e da Giorgio            Orsini da Sebenico.<br />
Il Palazzo si presenta con due torrioni ed una loggia pensile per poter            assolvere alla duplice funzione di fortezza e di residenza principesca.<br />
Oggi le sue splendide sale e saloni (sala di lettura, sala del trono,            sala dei cavalieri, sala delle geografia, ecc.) ospitano le raccolte            librarie e d&#8217;arte della Biblioteca Comunale, della Pinacoteca e del            Museo di cui fanno parte due preziosi globi del Mercatore (sfera terrestre            del 1541 e sfera celeste del 1551), pergamene rare, circa duemila incisioni            e ben 746 disegni dei secoli XV-XVII già facenti parte delle            raccolte ducali.L&#8217;Oratorio del Carmine (XV sec.) conserva una Madonna            con Bambino d&#8217;intonazione giottesca.<br />
<strong>La Crocifissione,</strong><br />
<img src="http://www.le-marche.it/photo/urbania%20crocifissione.jpg" height="150" width="93" align="left" />            D. Peruzzini, XVII sec.)<br />
Chiesa di S. Chiara e Ex Convento, XIV sec., oggi chiusa al culto conserva            importanti opere di vari artisti, tra cui Giovan Pietro Zuccari, a cui            sono attribuiti i pregevoli altari intagliati e dorati, Girolamo Cialdieri,            Giustino Episcopi, Domenico Peruzzini autore autore anche della &#8220;Crocifissione&#8221;.<br />
L&#8217;ex convento (XIV sec.), uno dei importanti del Ducato di Urbino, fu            ricostruito nel ‘500, e rimaneggiato dopo il terremoto del 1781.            Ospita oggi la sede dell&#8217;Istituto Tecnico Commerciale Geometri.</p>
<p align="left">La Chiesa del Crocefisso, voluta dal duca Francesco Maria            II Della Rovere, fu costruita sulle rovine del chiostro di Santa Maria            de Nive, e riedificata alla fine del &#8216;700. Conserva il sepolcro del            Duca, ma la sua salma fu trafugata gia&#8217; nel &#8216;700.<br />
L&#8217;interno, arricchito da raffinati stucchi, conserva notevoli opere            prevalntemente seicentesche tra cui, nell&#8217;altare maggiore, un grande            dipinto raffigurante il cristo sulla croce, copia dell&#8217;originale di            Federico Barocci (1604) oggi al Museo del Prado.</p>
<p align="left">Monastero Benedettine di S. Maria Maddalena, probabilmente            del XIII sec., fu ricostruito più volte nei secoli. La piccola            chiesa conserva opere databili tra il XVIII e XVIII sec.<br />
Chiesa di San Francesco, eretta nel 1215, insieme al Convento dei frati            francescani, è la più antica di Casteldurante, dopo l&#8217;Abbazia            di S. Cristoforo. Sul lato destro si erge il campanile romanico del            XIV sec. Nelle ristrutturazioni avvenute nei secoli cambiò più            volte fisionomia, fino alla attuale: interno a unica navata con transetto            e cappelle laterali, e molte opere di artisti locali. Nella sagrestia            sono conservati molti oggetti, arredi e tele.<br />
L&#8217;oratorio del Corpus Domini (XIV sec.), modificato verso la fine del            XV sec.;<br />
il complesso monumentale delle Clarisse è attribuibile a Girolamo            Genga (XVI sec.),<br />
la Cattedrale di S.Caterina, barocca, conserva un Crocifisso su tavola            di Pietro da Rimini (XIV sec.);</p>
<p align="left">Palazzo Comunale (XVI sec. ) con la sua Torre Campanaria            (1561),<br />
Teatro &#8216;D. Bramante&#8217; con elegante sala a palchetti</p>
<p>Barco Ducale<br />
Palazzo vescovile fu trasformato, nei secoli XV-XVI, da Francesco di            Giorgio Martini e da Girolamo Genga in uno splendido edificio- rinascimentale.<br />
Museo Diocesano<br />
Museo Civico, allestito nel Palazzo Ducale, conserva importanti opere            suddivise in varie sezioni, tra cui la Biblioteca, la pinacoteca, la            ceramica, curiosità.<br />
Il Barco Ducale:<br />
sorge ad appena 1 km chilometro fuori dell&#8217;abitato. Voluto dal duca            Federico da Montefeltro per la sua riserva di caccia, fu eretto nel            1465 da Francesco di Giorgio Martini ed accorpa un preesistente convento            del XIII sec. e la settecentesca chiesa di S.Giovanni Battista.<br />
Museo Civico e Pinacoteca - Tel. 0722313109</p>
<p align="left"> <strong>montebello- torriana</strong></p>
<p align="left"> Su alcuni scogli di roccia tipici della Valmarecchia, che in tempi di            invasioni e ostilità rappresentavano un&#8217;ottima difesa naturale,            si distinguono i profili di Montebello e Torriana.<br />
Due roccaforti imprendibili che hanno visto gli splendori della Signoria            dei Malatesta e le battaglie aspre con i castelli e le truppe del Montefeltro,            la regione storica confinante che comprende la parte media e alta della            vallata. Due borghi che nei secoli hanno avuto sorti diverse: Torriana            si è modificata ed è divenuta il capoluogo comunale, il            borgo di Montebello è rimasto praticamente intatto e il suo silenzio,            durato secoli, è oggi la sua fortuna essendosi preservato come            una vera isola di storia e cultura</p>
<p align="left"><strong>Montebello</strong><br />
Quando l&#8217;alba dell&#8217;anno Mille illumina la Valmarecchia, le torri della            fortezza di Montebello (Mons Belli) sono già là, poderose,            a sfidare nei secoli i nemici della Romagna. Arcigna come il sasso su            cui sorge e di cui è fatta, la Rocca dei Guidi è ancora            integra e narra le cento storie di assalti, di tradimenti, di tragedie,            di gloria e di morte, scritte sulle sue mura millenarie. Il pallore            dolce della luna fa da cornice alla corte quando si popola dei mille            personaggi che l&#8217;hanno abitata. I fantasmi truci dei suoi soldati e            dei suoi briganti fanno ala ai fantasmi gentili di Orabile Beatrice            e di Azzurrina. I balestrieri dei Malatesta e dei Montefeltro si mescolano            agli Indiani &#8220;Ghurka&#8221; della ottava armata inglese, tutti morti            sugli spalti nell&#8217;inutile assalto della fortezza mai conquistata.<br />
<strong>Torriana</strong><br />
Torriana si chiama così solo dal 1938: prima aveva un nome sicuramente            meno dolce ma che da solo bastava a descrivere l&#8217;asprezza di un luogo            tutto abbarbicato sulla nuda roccia. Il suo nome era &#8220;Scorticata&#8221;            e così lo ritroviamo nelle cronache a partire dal 1141. Il masso            calcareo doveva apparire più spoglio di quello che appare oggi            e la sua rocca più confusa con la pietra stessa. Una rocca sicuramente            importante a guardia di una via, quella che risale la Valmarecchia,            lantica Via Maior, di grande valore strategico poiché rappresentava            il collegamento principale con il Montefeltro e con la Toscana. C&#8217;è            chi sostiene che nei sotterranei della fortezza di Torriana sia stato            ucciso Gianciotto Malatesta resosi tristemente famoso per aver messo            tragicamente fine all&#8217;incontro tra sua moglie Francesca e suo fratello            Paolo. I Malatesta dominarono il castello che successivamente passò            anche per le mani di altre grandi casate come i Borgia e i Medici. Resta            qualche significativa traccia delle fortificazioni oggi inserite in            una recente costruzione.</p>
<p align="left">Monumenti<br />
Rocca di Montebello<br />
Apertura:<br />
dal 1 giugno al 30 settembre dalle 14.30 alle 19 (escluso il lunedì);<br />
dal 15 giugno al 15 settembre dalle 22.30 alle 24 (escluso il lunedì);<br />
dal 1 ottobre al 31 maggio, sabato, domenica e festivi.</p>
<p align="left">Tel. 0541 675180. Ingresso a pagamento.</p>
<p align="left">Si tratta senza dubbio di uno degli edifici storici più            interessanti di tutto il territorio della Signoria malatestiana. E&#8217;            un complesso in cui è possibile leggere ancora con chiarezza            gli interventi subiti nel corso di secoli, da quelli più strettamente            militari a quelli finalizzati all&#8217;adattamento in dimora nobiliare.</p>
<p align="left">Il mastio e parte della fortezza sono risalenti all&#8217;originale            struttura dell&#8217;anno 1000. La residenza signorile risale alla seconda            metà del 1400 quando ai Malatesta subentrarono i Conti Guidi            di Bagno, tuttora legittimi proprietari. Una visita alla Rocca riserva            molte sorprese anche per i tesori e i segreti che vi sono custoditi.            Si trovano mobili di gran pregio che vanno dal 1300 al 1700. Bella la            collezione di forzieri e cassapanche tra cui spicca una cassa dipinta            risalente, si dice, alle Crociate. Cunicoli misteriosi, passaggi oscuri,            pozzi profondissimi e strani accadimenti hanno alimentato la leggenda            di un fantasma, una bimba di circa 5 anni, figlia del feudatario, scomparsa            nei sotterranei del castello nel 1375.<br />
Qualcuno sostiene che il fantasma di nome Azzurrina si aggiri ancor            oggi tra le mura</p>
<p><strong>Rocca di Torriana</strong></p>
<p align="left">La Rocca negli anni &#8216;70 è stata oggetto di un ampio            intervento di rifacimento. Della fortezza di epoca malatestiana che,            insieme a quella di Verrucchio formava un vero e proprio sbarramento            sulla valle, restano la porta d&#8217;accesso, due torrioni circolari, la            cisterna, parte delle mura e del maschio. Sovrasta la rocca, la piccola            chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, situata sul punto più            alto del monte della Scorticata, da cui si può godere lo straordinario            paesaggio della Valmarecchia.</p>
<p><strong>Santuario della Madonna di Saiano</strong></p>
<p align="left">E&#8217; un singolare complesso che sorge sulla sommità            di uno sperone roccioso che si alza proprio sul letto dedl fiume Marecchia,            all&#8217;interno dell&#8217;Oasi naturalistica.<br />
Della antica fortificazione rimangono pochi ruderi e una torre cilindrica,            presubilmente di epoca bizantina. Il Santuario è raggiungibile            a piedi e la sua chiesa è dedicata alla Beata Vergine del Carmine.            All&#8217;interno si trova una statua in gesso risalente al XV secolo, raffigurante            la Madonna col Bambino, cui le donne partorienti della valle si rivolgevano            per ottenere protezione. Chiude il Santuario un portale in bronzo realizzato            su disegno dello scultore Arnaldo Pomodoro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=27</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>feste e fiere nella provincia di pesaro</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=26</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=26#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 17:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=26</guid>
		<description><![CDATA[

&#160;



Località
Festa
Mese



Apecchio
Sagra del Bostrengo
Agosto



Auditore
Sagra dello Fave e del Formaggio
Maggio



Borgo Pace
Sagra del Tordo
Ottobre



Cartoceto
Sagra del Vincisgrasso
Giugno



Castelvecchio
Sagra della Salsiccia
Marzo



Fano
Festa del Mare
Agosto



Fratterosa
Sagra della Faraona al Coccio
Agosto



Frontino
Sagra del Fagioli
Settembre



Frontone
Sagra del Coniglio in porchetta
Agosto



Lamoli
Sagra della Panzanella
Agosto



Lunano
Sagra delle Castagne
Ottobre



Marotta
Sagra dei Garagoj
Aprile



Marotta
Tutto Pesce
Luglio



Marotta
Festa della Tratta
Agosto



Mondolfo
Spaghettata di Quaresima
Marzo



Montecerignone
Sagra del Bostrengo
Agosto



Montecopiolo
Festa di Sant&#8217;Anna
Agosto



Montelabbate
Sagra delle Pesche
Agosto



Monteporzio
Sagra del Gallo Arrosto
Maggio



Orciano di Pesaro
Sagra del Piccione
Maggio



Pergola
Festa del Vino
Giugno



Pesaro
Festa del Porto
Luglio



Pianello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><font size="4"><strong><br />
</strong></font></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<table width="402" align="center" border="0" cellpadding="3" cellspacing="0">
<tr>
<td class="testop" width="8"></td>
<td class="testop" width="129"><font face="Arial" size="4" color="#0033ff"><em><strong>Località</strong></em></font></td>
<td class="testop" width="164"><font face="Arial" size="4" color="#0000ff"><em><strong>Festa</strong></em></font></td>
<td class="testop" width="77"><font face="Arial" size="4" color="#0000ff"><em><strong>Mese</strong></em></font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Apecchio</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Bostrengo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Auditore</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra dello Fave e del Formaggio</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Maggio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Borgo Pace</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Tordo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Ottobre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Cartoceto</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Vincisgrasso</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Giugno</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Castelvecchio</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra della Salsiccia</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Marzo</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Fano</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Festa del Mare</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Fratterosa</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra della Faraona al Coccio</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Frontino</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Fagioli</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Settembre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Frontone</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Coniglio in porchetta</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Lamoli</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra della Panzanella</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Lunano</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra delle Castagne</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Ottobre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Marotta</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra dei Garagoj</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Aprile</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Marotta</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Tutto Pesce</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Luglio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Marotta</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Festa della Tratta</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Mondolfo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Spaghettata di Quaresima</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Marzo</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Montecerignone</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Bostrengo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Montecopiolo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Festa di Sant&#8217;Anna</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Montelabbate</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra delle Pesche</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Monteporzio</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Gallo Arrosto</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Maggio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Orciano di Pesaro</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Piccione</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Maggio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Pergola</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Festa del Vino</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Giugno</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Pesaro</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Festa del Porto</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Luglio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Pianello di Cagli</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra della Lumaca</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Giugno</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Piobbico</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Festa dei Brutti</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Luglio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Piobbico</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Polentone</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Settembre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Saltara</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Berlingozzo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">San Costanzo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra della Polenta</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Marzo</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">San Lorenzo in Campo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Castagnolo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Marzo</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">San Sisto</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra del Fungo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Settembre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Serra Sant&#8217;Abbondio</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra della Crescia</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Talamello</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra della Rana</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Urbania</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Sagra dell&#8217;Automobilista</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Luglio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Urbino</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#333399">Passeggiata al Colle Cappuccini</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial">Luglio</font></td>
</tr>
</table>
<table width="400" align="center" border="0" cellpadding="3" cellspacing="0">
<tr>
<td class="testop"></td>
<td class="testop"><font face="Arial" size="4" color="#0000ff"><em>Località</em></font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" size="4" color="#0000ff"><em>Fiera</em></font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" size="4" color="#0000ff"><em>Mese</em></font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Acqualagna</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Fiera del Tartufo Nero</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Febbraio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Acqualagna</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Fiera del Tartufo d&#8217;estate</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Acqualagna</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Fiera Nazionale del Tartufo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Ottobre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Auditore</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra Prodotti Tipici</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Ottobre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Belforte all&#8217;Isauro</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra Mercato Prodotti          Tipici</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Ottobre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Cantiano</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra Mercato del Cavallo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Ottobre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Carpegna</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra e Fiera del Cavallo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Giugno</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Cartoceto</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra Mercato Olio e Oliva</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Novembre </font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Fano</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra Mercato Artigianato</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Agosto</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Fano</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Fiera Mercato Libri e stampa          Antichi</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Luglio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Gabicce</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Enohobby</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Giugno</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Pennabilli</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra Mercato Nazionale          Antiquariato</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Giugno - Luglio</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Pesaro</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Salone allestimento Veicoli          Industriali</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Ottobre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Pesaro</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Salone del Mobile</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Giugno</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Pesaro</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Marche Musicali</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Aprile</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Pesaro</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Marche Producono</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Settembre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">S.Agata Feltria</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Fiera Mercato Tartufo Bianco</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Ottobre - Novembre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">S.Angelo in Vado</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Fiera dei Cani da Tartufo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Ottobre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">S.Angelo in Vado</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra Nazionale del Tartufo</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Ottobre - Novembre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Urbino</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Fiera del Duca</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Settembre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Urbino</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra dell&#8217;Antiquariato</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Settembre</font></td>
</tr>
<tr>
<td class="testop"><img src="http://www.le-marche.it/graphics/punto.gif" height="7" width="7" /></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000040">Urbino</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000099">Mostra Nazionale Artigianato          Artistico</font></td>
<td class="testop"><font face="Arial" color="#000000">Agosto</font></td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=26</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Feste, folklore  nelle Marche</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=25</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=25#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 17:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[info]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=25</guid>
		<description><![CDATA[
PALIO DELLA RANA.
FERMIGNANO (PS), aprile.

TRIONFO DEL CARNEVALE.
FOSSOMBRONE (PS), maggio.

CORSA DELLA SPADA.
CAMERINA (MC), maggio

L’ARMATA DI PENTECOSTE E SCIO’ LA PICA.
MONTERUBBIANO (AP), giugno.

FESTA DEL POZZO DELLA POLENTA.
CORINALDO (AN), luglio.

CONTESA DELLA CRESCIA.
OFFAGNA (AN), luglio.

PALIO DEI CASTELLI.
SAN SEVERINO (MC), luglio.

LA CACCIATA.
MONDOLFO (PS), luglio

PALIO DELL’OCA.
CAGLI (PS), agosto

FESTA DEL DUCA.
URBINO (PS), agosto.

CACCIA AL CINGHIALE.
MONDAVIO (PS), agosto

LA CONTESA DELLO STIVALE.
FILOTTRANO (AN), agosto.

CINGOLI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">
<p align="justify">PALIO DELLA RANA.<br />
FERMIGNANO (PS), aprile.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">TRIONFO DEL CARNEVALE.<br />
FOSSOMBRONE (PS), maggio.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">CORSA DELLA SPADA.<br />
CAMERINA (MC), maggio</p>
<p align="justify">
<p align="justify">L’ARMATA DI PENTECOSTE E SCIO’ LA PICA.<br />
MONTERUBBIANO (AP), giugno.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">FESTA DEL POZZO DELLA POLENTA.<br />
CORINALDO (AN), luglio.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">CONTESA DELLA CRESCIA.<br />
OFFAGNA (AN), luglio.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">PALIO DEI CASTELLI.<br />
SAN SEVERINO (MC), luglio.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">LA CACCIATA.<br />
MONDOLFO (PS), luglio</p>
<p align="justify">
<p align="justify">PALIO DELL’OCA.<br />
CAGLI (PS), agosto</p>
<p align="justify">
<p align="justify">FESTA DEL DUCA.<br />
URBINO (PS), agosto.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">CACCIA AL CINGHIALE.<br />
MONDAVIO (PS), agosto</p>
<p align="justify">
<p align="justify">LA CONTESA DELLO STIVALE.<br />
FILOTTRANO (AN), agosto.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">CINGOLI 1848.<br />
CINGOLI (MC), agosto.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">LA GIOSTRA DE LE CASTELLA.<br />
CALDAROLA (MC), agosto.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">LA CONTESA DEL SECCHIO.<br />
SANT’ ELPIDIO A MARE (AP), agosto</p>
<p align="justify">
<p align="justify">CAVALCATA DELL’ASSUNTA.<br />
FERMO (AP), agosto</p>
<p align="justify">
<p align="justify">TORNEO CAVALLERESCO DI CASTEL CLEMENTINO.<br />
SERVIGLIANO (AP), agosto.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">PALIO DEL DUCA.<br />
ACQUAVIVA PICENA (AP), agosto.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">TORNEO CAVALLERESCO DELLA QUINTANA.<br />
ASCOLI PICENO, agosto</p>
<p align="justify">
<p align="justify">DISFIDA DEL BRACCIALE.<br />
TREI (MC), agosto</p>
<p align="justify">
<p align="justify">“E PENSO AL MEDIOEVO”.<br />
SARNANO (MC), agosto</p>
<p align="justify">
<p align="justify">LA FESTA DELLA VENUTA.<br />
LORETO (AN), dicembre</p>
<p align="justify">
<p align="justify">CARNEVALE DELL’ADRIATICO.<br />
FANO (PS), febbraio.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<p align="center">
<p align="justify"><font size="5"><strong>la quintana di ascoli piceno</strong></font></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong><img src="http://www.le-marche.it/photo/quintana.jpg" height="236" width="241" align="left" />Ascoli        Piceno</strong> ha origini antichissime, il suo passato plurimillenario        (esisteva prima di Roma ) é tutto scritto nei resti , nelle testimonianze        rimaste a sfidare i secoli, tuttora visibili e visitabili . Esistono le        costruzioni come le grotte dell’Annunziata ,i resti di un tempio pagano        , inseriti nella Chiesa di S. Gregorio, la Porta Gemina (I sec. a.c. ) il        ponte Augusteo(tuttora transitabile ed efficiente) , il teatro Romano giunti        fino ai giorni nostri. Perché la caratteristica di Ascoli Piceno        è quella di essere un autentico museo all’aperto, che comprende        gli stili delle varie epoche,dove la presenza é suggestiva ed incredibile        e copre tutto l’arco di tempo che va dal Medio Evo al Rinascimento.        Il tessuto urbanistico é passato dall’organizzazione romana        a quella medioevale e questo passaggio é presente nelle sue piazze,        come quella del Popolo -ritenute una delle più armoniche e spettacolari        d’Europa- o dell’Arengo, nelle sue vie strette e contorte chiamate        Rue, nelle sue porte , come vedremo, danno anche i nomi ai Sestieri della        Quintana , nelle sue monumentalità come i templi (S. Francesco,Cattedrale,        Battistero, SS. Vincenzo e Anastasio, S. Vittore, S. Maria Intervineas)        o Palazzi (dei Capitani, dell’Arengo, Malaspina) sempre solo per fare        qualche esempio, o nelle sue Torri (non per nulla Ascoli è chiamata        la città delle Cento Torri). Ebbene ,visitando il capoluogo Piceno,        ognuno potrà rendersi subito conto di quale storia, quali costumi,        quali atmosfere intende rievocare la Quintana. E’ per questi motivi        che la Quintana é stata considerata dal 1982 leader delle Rievocazioni        Storiche, mentre Siena lo é per le Rievocazioni in costume. E’        anche leader nelle manifestazioni della Regione Marche , figura nelle Lotterie        Nazionali, è Stata chiamata in tutto il mondo(USA, Canada, Europa)        a dare spettacolo con i suoi personaggi, con le sue figure, con i suoi armati,        con le sue dame, con i suoi sbandieratori e musici, insomma a dare un’immagine        palpabile di quella che fu l’antica Cavalleria del Quattrocento!</p>
<p align="justify">
<p align="justify">E allora veniamo alla <strong>Quintana di Ascoli<img src="http://www.le-marche.it/photo/quintana%20cavaliere.jpg" height="128" width="129" align="right" /></strong></p>
<p align="left">
<p align="justify">L’etimo è ancora incerto, c’é        chi la vuole far derivare dal francese Quintane o dal provenzale quintana,        chi dal latino quintus (negli accampamenti romani era la strada tra il V        e il VI manipolo dove i legionari probabilmente facevano i loro esercizi        militari ). Chi, infine, propone Quintana come era chiamato il simulacro        , fantoccio di un guerriero ( moro, saraceno, infedele, nomi legati alla        letteratura ed alle cronache delle crociate).<br />
Val la pena, a questo punto, segnalare al lettore , che ad Ascoli esiste        un Centro Studi sui Giochi Storici che organizza convegni, mostre, pubblicazioni        e dibattiti, proprio alla ricerca di tutte le possibili origini della Quintana,        con l’apporto dell’archivio di stato, della Biblioteca comunale        e di esperti e studiosi medioevalisti. La giostra della Quintana é        una gara di abilità e destrezza nella quale si cimentano per la conquista        del Palio, sei cavalieri, ciascuno rappresentante,un Sestiere cittadino,        come nell’antica suddivisione urbanistica. Ricordate questi nomi dei        Sestieri, che sono alla base dell’acceso agonismo che infervora gli        ascolani: Piazzarola, Porta Maggiore, Porta Romana, Porta Solestà,        Porta Tufilla, Sant’Emidio.<br />
Le Giostre furono un prodotto del feudalesimo e della cavalleria, e si riallacciano,        per ciò che riguarda il fine di esercitarsi nell’arte militare,        ai giochi guerreschi propri di quasi tutti i <img src="http://www.le-marche.it/photo/quintana%20corsa.jpg" height="128" width="63" align="left" />popoli.        Essi furono molto numerosi durante i secoli XII e XIII, in tutte le città        grandi e piccole.Naturalmente anche più dei tornei furono numerose        le Giostre dal sec. XIII in avanti, e tanto vivo e diffuso fu l&#8217;amore per        tali feste, che se ne vollero correre dappertutto. Nella seconda metà        del cinquecento le Giostre risentono delle nuove idee sociali e politiche        . Talché accanto ai solenni spettacoli offerti dai principi e dai        signori, non mancavano le giostre popolari, cui prendono parte non solo        i borghesi, ma anche gli artigiani e i loro famigliari. All’inizio        del Quattrocento si era risvegliato quasi dappertutto in Italia lo spirito        militare e guerresco, e le Giostre avevano raggiunto in quell’epoca        un magnificenza a cui prima non si erano nemmeno avvicinate. E’ appunto        sul finire del sec. XIV, verso il 1378, in coincidenza con la redazione        degli Statuti del popolo, conservati ancora oggi nell’Archivio storico        della città, che abbiamo notizia della Giostra della Quintana di        Ascoli che, secondo alcuni , era per l’appunto una giostra e non un        torneo. Questo tipo di distinzione, che é del Muratori (Dissertazione        XXIX nelle antichità italiane), non è puramente nominale:le        Giostre anche quando consistevano in finti combattimenti, erano più        cruente.Abbiamo ,comunque, la sicurezza che questo tipo di tradizione non        si è mai interrotta negli anni e ha subito una continua evoluzione        fino a raggiungere i connotati odierni.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>IL CORTEO STORICO</strong></p>
<p align="left">
<p align="justify"><img src="http://www.le-marche.it/photo/quintana%20corteo.jpg" height="255" width="191" align="left" />E        siamo alla parte più attraente , più spettacolare della Quintana.Siamo        al Corteo Storico che vede materializzarsi un lungo serpente, ordinato e        colorato dai velluti, dai damaschi, dalle trine di Dame e Damigelle, dai        severi costumi delle Magistrature, dai rami e dagli argenti, dai bronzi        di corazze,elmi ed armi ,dai paludamenti variopinti delle Corporazioni,        dagli scoppi di colori e disegni dei cento e cento drappi che gli sbandieratori        lanciano al cielo, per un totale di almeno 1400 /1500 partecipanti.<br />
Un corteo che, nel lento passo segnato dal rullare dei tamburi e dagli squilli        argentini delle lunghe trombe (chiarine) , sembra uscire da un affresco        del Quattrocento e realizzarsi, oniricamente, nel suo ambiente storico naturale        : le tortuose rue, le magnifiche piazze, le ombre degli antichi manieri,torri        e palazzi. Ecco dunque una “visione “ (tra virgolette) da non        perdere!<br />
Lo stesso sindaco della città, in carica, anche Lui in un severo        ed elegante costume d’epoca, apre il corteo quale Magnifico Messere;        è seguito dalle Magistrature che sono rappresentate dagli assessori        comunali in carica e altri maggiorenti come i consiglieri provinciali, regionali,        della Camera di Commercio, da presidenti di Enti e dai vari rappresentanti        delle corporazioni e ordini (medici, avvocati, ingegneri, artigiani).<br />
Una singolarità, questa, che non aveva eguale nelle altre rievocazioni.A        questo punto è difficile dettagliare tutte le “figure “        che sfilano : ricordiamo le Guardie nere comunali che fanno da scorta al        Magnifico Messere e al Gonfaloniere civico con i suoi valletti.<br />
Quindi il folto stuolo dei Musici e degli Armigeri che scortano il Palio.        Si tratta di un drappo di seta che ogni anno viene dipinto da un artista        di chiara fama, con un soggetto sempre legato alla Quintana.Esso rappresenta        l’ambito premio che andrà al Sestiere vincente e che, una volta        conquistato, sarà poi gelosamente conservato nelle sedi di Sestiere        e riportato in corteo (con gli altri trofei vinti) negli anni seguenti.<br />
Non dimentichiamo che al corteo partecipano anche le rappresentanze dei        Castelli a suo tempo devoti e legati ad Ascoli Piceno (Acquasanta Terme,        Arquata del Tronto, Castorano, Folignano, Patrignone, Porchia, Ripa Berarda,        Montemonaco, Roccafluvione).<br />
Tutte le località nel circondario Piceno, anch’esse ricche        di testimonianza storico artistiche e che nell’ambito dei loro gruppi,        usano proporre le loro caratteristiche monumentali o di costume (Dame e        Castellani di manieri , Corporazioni dei mestieri soprattutto artigianali,        cacciatori, pastori con cani e con mazze di radica ed altro ancora ). E        riprendiamo la riassuntiva illustrazione del corteo, che vede nei Sestieri        l’essenza sempre viva della città.<br />
Ogni Sestiere apre il proprio gruppo con un Console seguito dalle nobiltà        del rione, dai nobili e dalle varie Corporazioni di professioni e mestieri        che rispondono a tali qualifiche anche nella vita quotidiana. Ogni Sestiere        figura con prestanti cavalieri, con armigeri alfieri e vessilliferi nonché        con un suo gruppo di tamburini. Quindi, circondata da paggetti la Dama ,la        signora del Sestiere, scelta tra le più belle del rione, seguita        dalle Damigelle anch’esse accuratamente scelte tra le più significative        bellezze muliebri.Ogni anno questa cernita non è delle più        facili poiché tutte le giovani del Sestiere sanno quale ambito onore        rappresenti il partecipare al corteo storico: un riconoscimento, cioè,        che ha molto più accanito valore di una moderna elezione di miss.<img src="http://www.le-marche.it/photo/quintana%20dama.jpg" height="183" width="283" align="right" /><br />
Sfila ,quindi il personaggio più acclamato, temuto, ammirato del        Sestiere: il Cavalier Giostrante, colui cioè che si batterà        contro il Saraceno o Moro per la conquista del Palio . Cavalier giostrante        e cavallo, rappresentano un binomio che tiene preoccupati per tutto l’anno        i “sestieranti” e priva del sonno, negli ultimi giorni che precedono        la Giostra, tutti coloro che hanno a cuore il colore del proprio Sestiere.        Tra l’altro il più stretto riserbo viene mantenuto sul cavallo        che é tenuto nascosto. Su questa venerazione della cavalcatura l’aneddotica        è infinita , pari cioè all’inventiva dei sestieranti        come nel caso di cavalli, sosia dei veri destrieri, portati perfino alle        prove generali per disorientare gli antagonisti.Queste cavalcature devono        avere caratteristiche speciali per la Giostra , debbono essere curate e        sostenute con attenzioni incredibili anche se a volte vengono fatti passare        per “brocchi”in strumentali e provocatorii “si dice”        . Un culto che tocca momenti e atteggiamenti perfino parossistici, come        quel Sestiere che fece dormire il cavallo, di fronte alla figura del Moro        ,con tanto di scudo per i punti , disegnata sopra la greppia onde farlo        abituare a questa immagine, che avrebbe dovuto affrontare con coraggio e        determinazione durante la gara.<br />
Come detto, questa competizione ha per scenario naturale le strette vie        medioevali della città, la Rinascimentale Piazza del Popolo ed il        campo dei Giochi ove, in più assalti al Moro , i cavalieri si contendono        la vittoria in una cornice di migliaia di spettatori che seguono rumorosi        quanto trepidanti le evoluzioni dei propri giostranti.In particolare la        spettacolarità del corteo storico offre una suggestiva sinfonia di        colori rappresentati dai rigorosi costumi quattrocenteschi , dalle brillanti        armature , dagli svettanti vessilli e dalla leggiadria delle rappresentanze        femminili.<br />
I costumi sono, ovviamente, un rifacimento in stile dei panneggi medioevali.        Essi sono stati desunti da affreschi e da altri disegni d’epoca. Non        poche volte si ha l’impressione di vedere quasi animati , personaggi        di Piero della Francesca , del Pinturicchio, di Paolo Uccello, del Crivelli        e altri pittori del nostro Medioevo.<br />
Anche per le armi, (le picche, le alabarde, le corazze, gli elmi, le grandi        spade) si fa ricorso a vecchi disegni d’artigianato medioevale, ma        non poche sono le armi “autentiche” che nobili ascolani ancora        posseggono e conservano gelosamente e che solo nel giorno della Quintana        permettono che vengano impugnate da cavalieri, armigeri e capitani. Lo stesso        discorso vale per antichi strumenti di liuteria. Nel corteo storico,infatti,        oltre alle figure militari e di magistrati, sfilano anche menestrelli ,        cavalier serventi di dame e damigelle ed alcuni di questi suonano e pizzicano        strumenti d’epoca.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Un capitolo a parte meritano gli <strong>sbandieratori</strong>        che sfilano in seno alle rappresentanze dei loro Sestieri, ricalcandone        i colori e i simboli nei loro drappi, che scagliano in cielo con lanci che        hanno del prodigioso( non per nulla alcuni di essi hanno vinto l’Olimpiade        della Bandiera). Va però precisato che per tutto l’anno gli        sbandieratori, con i loro maestri e registi studiano movimenti per coreografie        sempre più attraenti e spettacolari, poiché nella prima domenica        di Luglio partecipano ad una gara che si svolge sulla Piazza del Popolo        per la conquista di un sospirato premio. Una gara che unisce ai movimenti        di spettacolo, eleganza, abilità, agonismo più caloroso di        protagonisti e supporters di Sestiere.<br />
Nel giorno della Quintana, invece, gli oltre cento sbandieratori si esibiscono        al Campo dei Giochi in una straordinaria coreografia d’insieme,con        il lancio finale dei drappi che si perdono in cielo tra l’entusiasmo        spontaneo ed irrefrenabile degli spettatori.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong><font size="4">La giostra </font></strong></p>
<p align="left">
<p align="justify"><img src="http://www.le-marche.it/photo/quintana%20cavaliere%20con%20lancia.jpg" height="203" width="321" align="left" />Dobbiamo        ora brevemente illustrare in cosa consiste la tenzone della Quintana al        Campo dei Giochi di “Ponte Majore”.<br />
Come abbiamo già detto , la città è divisa in sei Sestieri.        Ogni Sestiere, per la giostra, é rappresentato da un Cavaliere.<br />
Al centro del Campo dei Giochi viene sistemata una sagoma di “fantoccio”        che ha fissato su un braccio lo scudo dove vengono apposti i cartoni con        i cinque settori del punteggio, mentre dall’altro pende una sferza        (flagello) con catena e palla d’acciaio.<br />
Il cavaliere che , dopo colpito lo scudo con la lancia, non fosse lesto        ad abbassare il capo, verrebbe colpito e disarcionato dal flagello, poiché        all’atto della percussione contro lo scudo , “il saraceno”        gira vorticosamente su se stesso.<br />
Il Cavalier giostrante, però, non deve cercare solo di colpire il        centro del bersaglio, ma con la cavalcatura deve effettuare , nel miglior        tempo possibile, un percorso ad otto dal quale non deve uscir fuori, pena        l’annullamento dell’assalto.<br />
I Cavalieri compiono tre assalti ciascuno ed al termine , si sommano i punti        ottenuti sullo scudo con il tempo impiegato per compiere il percorso.<img src="http://www.le-marche.it/photo/quintana%20cavaliere.jpg" height="128" width="129" align="right" /><br />
Riassunto così, sembra una semplice gara di equitazione e di buona        mira contro il Moro.Invece le cose non stanno proprio in tal modo: ed é        per tutto questo che l’ansia e l&#8217;emozione incombono su tutti gli spettatori        ( e non occorre che siano dei sestieranti&#8230;) Difatti il cavalier giostrante        deve reggere, ad un tempo le redini per guidare il cavallo lungo il percorso        , deve imbracciare la lunga e pesante asta da torneo, deve puntare diritto        al centro dello scudo del Moro, deve resistere al contraccolpo (che é        notevole e a volte disastroso), deve spronare la cavalcatura per competere        anche sul tempo ed infine - il che non é poco - deve fare attenzione        affinché il suo cavallo non esca, anche con un solo zoccolo, dal        percorso ad otto segnato sul campo, specie sulle curve mentre un tifo da        caos segue , quasi forsennato, la prova dei singoli cavalieri . Addirittura,        in prossimità delle curve , i sestieranti nemici sbandierano enormi        drappi all’altezza della testa del cavallo per cercare di farlo impaurire        o comunque di farlo uscire dal percorso segnato.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><font size="4"><strong>Offerta dei Ceri</strong></font></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Qual’é l’ordine di partenza dei Cavalieri        per le loro tornate? In quale ordine ? E qui come nei romanzi si deve fare        un passo indietro&#8230;&#8230;<br />
Durante l’Offerta dei Ceri e la benedizione dei cavalli, manifestazione        che si svolge sul sagrato della Cattedrale, la sera precedente la Giostra,        avviene l’estrazione a sorte per l’ordine di partenza dei Cavalieri        Giostranti. Estrazione garantita alla presenza del Magnifico Messere, del        Maestro provveditore di Campo, del Capitano degli armigeri, del Mossiere.I        rotolini con i nomi dei Sestieri vengono posti dentro un elmo e un giovane        valletto provvederà all’estrazione.<br />
Anche questi sono momenti abbastanza intensi, ma anche di calore religioso        perché la cerimonia si svolge , come detto, sul sagrato della Cattedrale        dedicata al patrono della città: S. Emidio da Treviri, in tutto il        mondo venerato come un Santo che protegge dal flagello del terremoto. E’        presente il Vescovo con il suo Capitolo che impetrerà la benedizione        dei Cavalieri giostranti e la protezione delle loro cavalcature. Davanti        il presule sono schierate le rappresentanze dei Castelli e dei Sestieri        con in testa ovviamente, i loro Cavalier giostranti con i loro cavalli.<br />
Il Mossiere darà le grida, cioè i comandi in volgare . Come        detto, questa cerimonia si chiama “Offerta dei Ceri” da momento        che i valletti della Quintana , secondo l’antica tradizione, offrono        dei mazzi di ceri che dovranno bruciare sulla tomba del Santo Patrono per        tutto l’anno. La cerimonia si conclude con la lettura del” Bando”.        Esso é in un certo senso la sfida che viene lanciata dal banditore        a tutti i Sestieri per la conquista del Palio . E’ ancora gridata        nella lingua volgare sempre seguendo gli antichi canoni cavallereschi e        dell’arte militare del Medioevo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">
<strong><font size="4">Corteo finale</font></strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img src="http://www.le-marche.it/photo/quintana%20sfilata.jpg" height="240" width="330" align="left" />Al        termine della giostra si ricompone il corteo storico ed alla sua testa il        Gruppo Comunale , poi il Sestiere vincente.Nell’ordine di classifica        sfilano quindi gli altri Sestieri, in maniera che i cittadini che non hanno        potuto assistere alla gara al Campo giochi possano da lontano, attraverso        il colore dei drappi che salgono altissimi nel cielo lanciati dagli sbandieratori,        conoscere immediatamente il vincitore della Quintana.<br />
Il Corteo si scioglie all’ingresso del quartiere cittadino che ha        vinto e sino al quale il Magnifico Messere e Magistrature, Mossiere e Provveditore        di Campo, assieme a tutti gli altri componenti del Corteo, scortano in segno        di omaggio, il Sestiere vincente.<br />
Nell’ambito del Sestiere inizieranno quindi i festeggiamenti che si        protrarranno, fra canti, danze e libagioni fino alle prime ore dell’alba.        Neanche negli altri Sestieri si dorme però; dalle immediate discussioni        e commenti , prende corpo il più acceso sentimento di rivincita che        coverà nell’animo dei “sestieranti” per tutto un        anno fino al giorno della Quintana successiva, in cui riesploderà        violento, con tutto il suo bagaglio di emozioni represse, di speranze e        di delusioni.<br />
La Giostra delle Quintana di Ascoli Piceno, una autentica pagina di Medioevo        che riaccende ogni anno la passione nell’animo degli Ascolani, proponendosi        alla ammirata attenzione di migliaia e migliaia di turisti, rappresenta        uno dei molteplici aspetti della storia, del costume e del folklore italiano,        e come tale ha spesso rappresentato questi valori, anche all’estero        in particolari occasioni, come all’ultima Esposizione Mondiale di        Montréal, dove una sintesi della manifestazione è stata presentata        al pubblico cosmopolita in occasione della giornata Nazionale Italiana.        Ha ancora rappresentato l’Italia a Les Fetes Internationalles de Geneve        , e in decine e decine di altre occasioni in quasi tutta Europa come nella        Repubblica di San Marino in occasione delle giornate Medioevali. Non è        una coincidenza trascurabile il fatto che si tengano annuali Convegni per        la consegna del “Premio Internazionale Città di Ascoli “,su        opere e temi Medioevalisti e che il Centro Studi sui Giochi Storici , proponga        ogni anno un convegno associato ad una mostra sulle più svariate        tematiche Medioevali con varie pubblicazioni di atti e ufficiali.<br />
Abbiamo tentato, nei termini più stringati possibili, di darvi un        infarinatura sulla Quintana. Vi abbiamo premesso che la rievocazione (che        rimane indelebile per spettacolarità e suggestione nei ricordi di        chi ha la volontà e la possibilità di assistervi) trova il        suo teatro ideale proprio nel tessuto urbano della città che è        testimonianza notevolissima del periodo Medioevale , talché può        essere considerata monumentale per quanto riguarda i secoli dall’XI        al XIV, fino al Rinascimento ed oltre.<br />
Ma ci sono altre cose da vedere in città, come il Museo Archeologico        Statale con reperti preistorici, la Pinacoteca Civica ritenuta la seconda        nelle Marche (dopo Urbino) , il ricchissimo Museo d’arte diocesana        , la Biblioteca Civica con incunaboli e rarissime edizioni, preziose stampe        e cartografie, la Galleria d’Arte Moderna , il Polo Culturale di Sant’Agostino        e tanto altro ancora.<br />
Una città con risvolti ambientali incredibili: con dieci minuti si        è sulla costa Adriatica al sole dei centri balneari, con altrettanti,        invece, salendo il Colle S. Marco, si è sulle nevi d’alta quota        ! E, dulcis o salitus in fundo, una gastronomia cui si deve fare onore,        se non altro pensando alle famose olive tenere ascolane ripiene e fritte        !</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><font size="5"><strong>cagli : il palio dell&#8217;oca</strong></font></p>
<p align="justify"><img src="http://www.le-marche.it/photo/palio%20dell%27oca.jpg" height="160" width="246" align="left" />In      Cagli gli spettacoli spaziano dalle mostre d&#8217;arte alle rassegne corali. La      lirica e la prosa trovano nel Teatro Comunale una preziosa cornice. Le sonate      d&#8217;organo sono ricercate essendo conservato in Cagli, tra i sei strumenti cittadini,      uno cinquecentesco giudicato il più antico delle Marche. In estate      le manifestazioni che si alternano soprattutto durante il mese di agosto trovano      la loro conclusione in &#8220;Cagli delle Musiche&#8221;, serata in cui ogni      angolo cittadino ha il suo spettacolo. A monte Petrano si segnalano le Prove      Cinofile Nazionali (a metà giugno) e il Gran Prix di Aquilonismo Acrobatico      (ultima domenica di luglio). A questo elenco sommario di spettacoli si affianca      l&#8217;ormai nota manifestazione del <strong>Palio</strong> <strong>Storico Giuoco      dell&#8217;Oca</strong> che con il suo corteo di oltre 450 figuranti in preziosi      costumi rinascimentali viene disputato in Cagli (2a domenica di agosto) dai      quattro quartieri storici che muovendo i loro paggi sul percorso dì      54 caselle puntano a vincere l&#8217;ambito palio. Il giorno del palio è      preceduto dalla toccante cerimonia d&#8217;investitura dei Capitani e dall&#8217;offerta      dell&#8217;olio della lampada votiva (2o sabato di agosto). La Settimana Santa tocca      nella città di Cagli momenti particolarmente struggenti con i riti      del Venerdì Santo che culminano nella processione penitenziale del      Cristo Morto per la quale 400 confratelli incappucciati scalzi in preghiera      o in muta partecipazione danno vita all&#8217;impressionante corteo religioso che      precede il carro ove è deposto il Cristo morto.</p>
<p align="justify"><strong>La storia del Palio</strong></p>
<p align="justify">Era l&#8217;anno 1543 ed a Cagli, oltre a tanti altri &#8220;giuochi&#8221;      quali corse all&#8217;anello, tornei di balestre e di archi, corse con i cavalli,      ecc., si giocava anche il &#8220;GIUOCO DELL&#8217;OCA&#8221;. Così narra l&#8217;annalista      del 1600 Antonio Gucci che ne trae notizia dal libro della Cancelleria comunale.      Il &#8220;Giuoco dell&#8217;Oca&#8221; veniva giocato &#8220;ni tempi carnevaleschi&#8221;,      oggi, per chiari motivi, l&#8217;Associazione Giochi Storici, lo ripropone la seconda      Domenica del mese di Agosto. Quello che l&#8217;Associazione si è riproposta      fin dal primo anno della riedizione del Palio non è solo il fatto di      ricreare il giuoco disputato dai quattro storici quartieri, ma anche quello      di far rivivere uno spaccato di vita rinascimentale di Cagli che, sotto l&#8217;allora      Ducato di Urbino, era una città di grande importanza, con i suoi pregevoli      monumenti, la sua vita artistica, produttiva, culturale e, perché no,      anche spettacolare. Ecco che allora si è cercato di riproporre, con      la più assoluta fedeltà, cerimonie ed atti che sono stati tratti      da antichi documenti conservati negli archivi comunale e vescovile quali:      l&#8217;estrazione del bossolo del Gonfaloniere (che era la massima autorità      civile del Comune);<br />
l&#8217;insediamento e il giuramento del Podestà nominato dal Duca di Urbino      (per la formula, sono state consultate le lettere autentiche conservate negli      archivi comunali);<br />
il Bando del Palio (secondo le modalità di bando del 1500);<br />
l&#8217;offerta dell&#8217;olio per la lampada votiva al Patrono della città;<br />
la nomina dei Capitani di Quartiere e l&#8217;Appodimo.</p>
<p align="justify">Il tutto condensato nella prima e seconda Domenica di Agosto      e Sabato precedente, per concludersi di sera fino a notte tarda con grandi      feste nelle &#8220;Taverne di Quartiere&#8221; aperte con squisiti manicaretti      locali.<br />
Quindi, nella settimana del Palio, a Cagli si rivive la &#8220;FESTA&#8221;      rinascimentale in tutte le sue componenti, sia di immagine con i magnifici      costumi (ricostruiti traendone modello anche da celebri quadri dell&#8217;epoca),      sia scenograficamente con gli addobbi delle vie, delle piazze e degli antichi      palazzi, sia per quanto di meglio si possa pretendere dalla vecchia cucina      cagliese, preparata nelle Taverne e non ultimo anche per il divertimento che      tutta la manifestazione propone</p>
<p align="justify"><strong>Il Programma</strong></p>
<p align="justify">Sabato che precede la Ia Domenica di Agosto, ore 18.30 :      Apertura delle 4 Taverne di quartiere.</p>
<p align="justify">Ia Domenica di Agosto, ore 10.00: Lettura del Bando del Palio      per le vie cittadine. Ore 18.00: il Palio dei Monelli. Ore 18.30: Apertura      delle 4 Taverne.</p>
<p align="justify">Sabato che precede la IIa Domenica di Agosto, ore 18.00 -      Piazza Matteotti: La Vigilia. Nomina del Podestà di Cagli da parte      del Duca; Investitura dei Capitani di Quartiere, riconsegna del Palio; Sorteggio      quartieri, Cerimonia del dono dell&#8217;Olio per la lampada votiva al Patrono di      Cagli da parte del Gonfaloniere, a nome dell&#8217;antica Città di &#8220;Callii&#8221;,      riconfermato dal Sindaco per la Cagli del III millennio. Ore 20.00: Apertura      delle 4 Taverne.</p>
<p align="justify">IIa Domenica di Agosto, ore 16.00: Sfilata del Corteo storico      per le vie cittadine (sbandieratori e tamburini della Città di Gubbio);      Disputa del Palio; festa nelle 4 Taverne</p>
<p align="center">
<strong><font size="5">il carnevale di fano</font></strong></p>
<p align="justify"><img src="http://www.le-marche.it/photo/fano%20carnevale.jpg" height="220" width="323" align="left" />Pochi      sanno che il Carnevale di Fano è il più antico d&#8217;Italia. Affonda      infatti le sue radici, almeno secondo la leggenda, nell&#8217;episodio della riconciliazione      delle due più importanti famiglie cittadine di allora: i Del Cassero      e i Da Carignano. Le prime attestazioni scritte relative al Carnevale risalgono      al 1347, ma già nel 1450 si trova notizia di un Palio disputato con      cavalli ed asini, al termine del quale il vincitore festeggiava lanciando      verso gli spettatori delle offelle al miele. Un gesto simbolico, quello del      getto, che nel tempo si è trasformato, sino a diventare una vera battaglia      combattuta con gli spettatori presenti alle sfilate dei carri, a colpi di      cioccolatini.<br />
Dall&#8217;epoca medievale in poi, il Carnevale di Fano è andato caratterizzandosi      in modo specifico. A fine Ottocento venivano già organizzate sfilate      a piedi e con carri. Ma solo nel 1887 si decise di rendere costante questa      usanza, attraverso la creazione di un comitato incaricato dell&#8217;organizzazione      dell&#8217;evento.<br />
Seicentocinquanta anni di storia e di scherzi, di maschere e di danze, di      giochi e di feste. Il Carnevale di Fano, fra i più antichi e seguiti      d&#8217;Italia, è unico al mondo: dai grandi carri, veri e propri palcoscenici      mobili, vengono lanciati quintali di dolciumi per dar luogo al getto, Una      singolare &#8220;battaglia dolce&#8221; capace di coinvolgere giovani e piccini.<br />
Il corso mascherato si conclude con un giro assolutamente suggestivo: è      quello della Luminaria, una festa di luci e colori che, lungo il percorso      di 2 Km, crea giochi di ombre irreali e fantastiche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=25</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La Costa</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=24</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=24#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 17:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[info]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=24</guid>
		<description><![CDATA[ La costa marchigiana costituisce uno degli aspetti più caratteristici    della Regione. Essa si sviluppa per 180 km dal promontorio di Gabicce Mare alla    foce del Tronto, premiata con numerose bandiere blu europee che sanciscono l&#8217;ottima    qualità delle acque di balneazione e la cura prestata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> La costa marchigiana costituisce uno degli aspetti più caratteristici    della Regione. Essa si sviluppa per 180 km dal promontorio di Gabicce Mare alla    foce del Tronto, premiata con numerose bandiere blu europee che sanciscono l&#8217;ottima    qualità delle acque di balneazione e la cura prestata per la protezione    dell&#8217;ambiente marino. Il litorale, costituito da un alternarsi di bellissime    spiagge di ghiaia, di scoglio e di sabbia, risponde così a tutte le esigenze    dei <img src="http://www.le-marche.it/photo/numana.jpg" height="120" width="85" align="left" />visitatori    della nostra terra e conferma in tal modo un&#8217;antica tradizione di ospitalità    . Nella costa settentrionale si alternano spiagge lunghe e sottili qua e là    interrotte da un promontorio, da piccole calette o dalla foce di un torrente.    I famosi centri balneari di <strong>Gabicce Mare, Fano, Pesaro</strong> caratterizzati    da ampie spiagge sabbiose offrono una tranquilla vita balneare anche agli inesperti    e ai piccoli bagnanti. Da Ancona, capoluogo della Regione, si scorge il Monte    Conero, promontorio di straordinaria bellezza che si affaccia sull&#8217;azzurro del    mare Adriatico. Da qui inizia il tratto più bello del litorale marchigiano:    la &#8220;riviera del conero&#8221;, ricca di baie bianche a volte raggiungibili    solo in barca o attraverso sentieri ritagliati nel verde della macchia mediterranea.    Dalle stesse porte meridionali di Ancona si succedono suggestive località    turistiche: l&#8217;<strong>Oasi di Portonovo</strong>, la premiatissima <strong>Sirolo</strong>    a picco sul mare, Numana con il suo attrezzato e funzionale porto turistico    e <strong>Marcelli</strong> la più moderna con villaggi turistici, residences    e adeguate strutture ricettive. A sud del Conero la costa ripropone arenili    ampi e pianeggianti fino a raggiungere <strong><img src="http://www.le-marche.it/photo/cupramarittima.jpg" height="120" width="89" align="right" /></strong>una    zona ricca di pinete a<strong> Porto Recanati, Porto Potenza Picena e Civitanova    Marche</strong>. Non si può inoltre dimenticare la &#8220;verde riviera    picena&#8221;, che si estende tra <strong>Porto</strong> <strong>Sant&#8217;Elpidio,    Lido di Fermo, Porto San Giorgio e Pedaso</strong>, e l&#8217;esotica &#8220;riviera    delle palme&#8221; tra <strong>Cupramarittima, Grottammare e San Benedetto del    Tronto</strong>, con le sue 7000 palme che crescono anche sulla spiaggia finissima    e bianca che degrada nel mare caratterizzato da bassi fondali.</p>
<p align="left"> La &#8220;scoperta&#8221; dei bagni di mare avviene negli anni    in cui in Europa cova ed esplode la Rivoluzione francese. E&#8217; solo un caso, ma    nel luglio 1789, mentre i sanculotti prendono d&#8217;assalto la Bastiglia, Giorgio    III d&#8217;Inghilterra scende beatamente nelle acque di Wyemouth con tutto il suo    seguito: se è quindi da Parigi che parte il virus destinato a cambiare    il futuro della civiltà, è dalle coste della Manica che si propaga    un nuovo rapporto dell&#8217;uomo con il mare e con le spiagge.<br />
Due eventi, quelli della mitica estate 1789, di peso certamente diverso, ma    ambedue rivoluzionari. Il bagno del re d&#8217;Inghilterra certificava la bontà    e il valore di una pratica che i suoi sudditi più evoluti avevano già    sperimentato da qualche decennio sotto la spinta di medici illuminati.Con il    passare del tempo la pratica del bagno di mare si diffuse in tutto il vecchio    mondo, in particolare possiamo annoverare tra le località italiane pioniere    di questa pratica la riviera ligure, la costiera amalfitana, la costa ionica    della sicilia in particolare Taormina, la riviera romagnola. In seguito si aggiunsero    altre località come la costa laziale nei pressi di Roma, la Puglia e    la Sardegna si aggiunsero solo agli inizi del secolo.</p>
<p><strong><font size="5"><br />
Costa del Monte Conero</font></strong></p>
<p>Si tratta di un&#8217;area marina protetta ancora in via di istituzione, secondo    la legge 394/91; è situata nella Provincia di Ancona ed interessa i comuni    di Sirolo e Numana, ed il tratto di costa che la riguarda fa parte del Parco    Naturale Regionale del Monte Conero, il quale occupa una superficie complessiva    di 5800 ettari.</p>
<p><img src="http://www.le-marche.it/photo/duesorelle.jpg" height="300" width="200" align="left" />Il    Monte Conero è un promontorio alto 572 metri e si può considerare    l&#8217;unico elemento che spezza la continuità delle coste sabbiose del Mare    Adriatico, dal litorale triestino fino al Gargano; è inciso da cale ed    insenature. In tutta la regione Marche i fondali possono essere considerati    un prolungamento della pianura padana perché sono costituiti da sedimenti    sabbiosi e fangosi di origine fluviale, che derivano dalla catena alpina e nord    - appenninica; essi scendono uniformemente fino a 60 m di profondità    nella zona a nord del Conero, e fino ad 80 metri nell&#8217;area ad est del promontorio.    Intorno al promontorio abbiamo scogliere e fondali rocciosi, che ospitano comunità    di alghe tra le quali, tipiche del Mediterraneo, Acetabularia e Cystoseira,    mentre nella porzione esterna il popolamento algale è dominato da Ceramium    e da Cladophora. Su questi fondali si trovano anche banchi di madrepore come    Cladocora cespitosa; tra gli scogli e negli anfratti nuotano numerosi dentici,    orate e saraghi, mentre le rocce sono colonizzate dai datteri di mare. Le coste    rocciose calcaree che si affacciano sulla baia di Portonovo presentano, nella    loro porzione più superficiale, insediamenti naturali di mitili.</p>
<p>Lungo le coste si sviluppa una vegetazione di tipo mediterraneo, con leccio    dominante, associato a viburno, alloro, lentisco, fillirea e corbezzolo, oltre    a molte altre specie, che rappresentano circa un terzo dell&#8217;intero patrimonio    floristico delle Marche. Di grande interesse sono i residui di vegetazione costiera,    come i cuscinetti di Euphorbia dendroides. La fauna terrestre è rappresentata    in particolare dagli Uccelli, soprattutto quelli di passo. Oltre ai rapaci rari,    come l&#8217;aquila minore, l&#8217;aquila anatraia minore ed il grillaio, da segnalare    la presenza di grandi veleggiatori come le cicogne. Sono presenti anche diverse    testimonianze delle civiltà antiche, come i reperti della civiltà    picena conservati nell&#8217;Antiquarium di Numana. Sia a nord che a sud della zona    protetta sono presenti due aree a forte urbanizzazione, che sono costituite    rispettivamente dalla città di Ancona e dai centri di Sirolo e Numana;    attorno a tutto questo complesso ruotano le attività economiche connesse    all&#8217;ambiente costiero e dipendenti dalla presenza del mare: la pesca, il turismo,    le attività ricreative balneari ed il trasporto marittimo, alle quali    si affiancano le attività indirettamente connesse con la costa: il commercio,    la manifattura e l&#8217;agricoltura.</p>
<p>La pesca riveste un ruolo di primo piano anche se è principalmente di    tipo artigianale, con imbarcazioni di dimensioni ridotte che utilizzano diversi    strumenti. I sistemi più praticati sono la pesca con reti da traino,    che viene effettuata soprattutto con le reti volanti per i pesci pelagici (acciughe    e sarde), e con vari tipi di reti a strascico per le specie demersali e di fondo    (triglie, sogliole, merluzzi, molluschi, crostacei, ecc); la piccola pesca costiera,    con reti da posta; la pesca delle vongole con le draghe idrauliche turbosoffianti,    e la raccolta dei mitili, che viene praticata da pescatori subacquei.</p>
<p>Alla pesca si affianca l&#8217;acquacoltura, che, sebbene in crescita, presenta dei    limiti dovuti soprattutto alle caratteristiche geografiche della costa marchigiana.    Il turismo è uno dei principali settori trainanti della costa, che sostiene    tutta una serie di attività come l&#8217;industria alberghiera, la ristorazione,    la nautica da diporto, la pesca sportiva, le attività balneari; tutte    queste attività, che gravano intorno alla stessa risorsa, possono in    alcuni casi entrare in contrasto tra di loro, come per esempio la pesca professionale    e la nautica da diporto, ma una gestione più integrata di queste attività    potrebbe consentire una complementarietà tra di loro ed anche con la    tutela delle risorse naturali costituite dall&#8217;insieme del mare e della costa    di questa regione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=24</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La natura e il territorio</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=23</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=23#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 16:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[info]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=23</guid>
		<description><![CDATA[Oltre 80.000 ettari del territorio della Regione Marche sono tutelati da      Aree Protette, pari a circa l’ 8% dell’intero territorio regionale.      Un sistema di aree protette di notevole interesse e pregio naturalistico composto      da 2 Parchi Nazionali, 4 Parchi Regionali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 80.000 ettari del territorio della Regione Marche sono tutelati da      Aree Protette, pari a circa l’ 8% dell’intero territorio regionale.      Un sistema di aree protette di notevole interesse e pregio naturalistico composto      da 2 Parchi Nazionali, 4 Parchi Regionali, tra cui il Parco Naturale Regionale      del Sasso Simone e Simoncello e 2 Riserve Naturali.<br />
A queste aree protette istituite dallo Stato con la Legge n. 394/1991 e dalla      Regione Marche con la Legge n. 15/1994, si aggiungono altre aree finalizzate      alla conservazione della Natura come gli 80 siti Bioitaly (aree di interesse      comunitario in base alla direttiva Habitat molte delle quali già inserite      nel territorio delle aree protette istituite), le Aree floristiche protette      (L. R. n. 52/1974) per la tutela della flora marchigiana, le ZPS (Zona di      Protezione Speciale individuate in base alla Direttiva europea per la tutela      degli Uccelli), le Oasi di Protezione della Fauna istituite dalle Province      nell&#8217;ambito della pianificazione faunistico venatoria (L. R. n. 7/1995).<br />
Tra le altre aree protette si segnalano infine le Oasi WWF nelle Marche, territori      sottoposti a tutela per effetto di normative diverse e ricadenti o coincidenti      con Parchi e Riserve regionali, la cui caratteristica comune è la gestione      da parte dell&#8217;Associazione</p>
<p><font size="3"><font size="5">Parco Nazionale dei Monti Sibillini </font></font></p>
<p>Una catena montuosa che si erge nel cuore dell&#8217;Italia. Un territorio dove la    magia, la natura, la storia e la cultura locale hanno contribuito a definire    una realtà unica ed irripetibile. E&#8217; qui, nel regno della mitica Sibilla,    che nel 1993 è nato il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con lo scopo    di salvaguardare l&#8217;ambiente, promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile    e favorire la fruizione ad ogni categoria di persone in modo da creare un &#8220;Parco    per tutti&#8221;. Lupo, aquila reale, falco pellegrino e numerose specie endemiche    sono i segni più evidenti di una diversità e di una ricchezza    biologica che, unitamente al fascino delle abbazzie e dei centri storici medievali,    hanno contribuito a determinare un mondo antico e suggestivo.</p>
<p>Superficie: circa 70.000 ettari</p>
<p>Regioni: Marche e Umbria</p>
<p>Province: Ascoli Piceno, Macerata, Perugia<br />
Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo    sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco,    Norcia, Pievebovigliana, PieveTorina, Preci, SanGinesio, Ussita, Visso</p>
<p>Residenti:13.200 - Anno di istituzione: 1993 - Gestore: Ente Parco Nazionale    dei Monti Sibillini</p>
<p>Negli esseri viventi dei Sibillini è incarnato quello &#8220;Spirito    selvaggio&#8221; che contribuisce a rendere indimenticabile ogni esperienza vissuta    fra questi monti Qui la vegetazione tende, come d&#8217;incanto, a cambiare man mano    che ci si sposta dallo zoccolo basale dei Sibillini, posto ad un&#8217;altitudine    media di 500 m, alle cime più elevate. Fino a circa 1000 m predomina    infatti il bosco di roverella, carpino nero e orniello, quindi la faggeta, prima    mista e poi pura. Oggi però il limite della vegetazione forestale risulta    essere intorno ai 1700-1750 m, ovvero circa 100 m inferiore a quello originario;    ciò a causa dei tagli, effettuati in passato, per favorire lo sviluppo    delle aree pascolive. Al di sopra del limite potenziale del bosco si sviluppano    invece i pascoli primari o naturali dove si possono rinvenire specie assai rare    e pregiate. Fra esse ricordiamo il genepì dell&#8217;Appennino (Artemisia petrosa    ssp. eriantha), la stella alpina dell&#8217;Appennino (Leontopodium alpinum ssp. nivale)    ed inoltre Viola eugeniae, Anemone millefoliata, Gentiana dinarica, Dryas octopetala;    nei ghiaioni e nelle zone detritiche è inoltre possibile rinvenire Drypis    spinosa ssp. spinosa, Isatis allionii, Linaria alpina, Robertia taraxacoides,    ecc. Rilevante è anche la presenza di Ephedra nebrodensis nella Valnerina    e di Carex disticha che, nel Pian Grande, ha una delle sue due uniche stazioni    italiane. Anche la fauna è molto interessante. In <img src="http://www.le-marche.it/photo/lupo.jpg" height="155" width="227" align="right" />particolare,    fra i mammiferi ricordiamo il lupo, l&#8217;elusivo gatto selvatico, l&#8217;istrice, che    diffusosi solo da qualche decennio, occupa le zone più termofile e il    capriolo, che reintrodotto per la prima volta agli inizi degli anni &#8216;50 sta    oramai definitivamente colonizzando l’intera area. Fra gli uccelli sono    invece da ricordare l&#8217;aquila reale, che dall&#8217;istituzione del parco ha iniziato    a nidificare anche in zone abbandonate da anni, l&#8217;astore e lo sparviero, tipici    abitatori dell’ambiente boschivo e il falcone pellegrino. Fra gli strigiformi    è invece presente il gufo reale, mentre fra i galliformi, la coturnice    meridionale. Frequenti sono anche il gracchio alpino e quello corallino. Interessante    è inoltre la presenza del piviere tortolino, del codirossone, del sordone,    del fringuello alpino e del picchio muraiolo. Fra i rettili è particolarmente    interessante la presenza della vipera dell&#8217;Ursini che sui M. Sibillini raggiunge    il limite settentrionale di diffusione in Italia. Quanto agli invertebrati ricordiamo    il chirocefalo del Marchesoni, endemico del lago di Pilato.<br />
Bellezze naturalistiche, ma anche storia, tradizioni e un&#8217;immancabile aura di    magia, caratterizzano alcuni luoghi più che altri. Per questo nel territorio    del Parco possono essere distinti quattro differenti versanti: <strong>versante    fiorito</strong> , <strong>versante storico</strong> , <strong>versante sacro</strong>    , <strong>versante della magia</strong>.</p>
<p><strong><font size="4">il versante fiorito</font></strong> : comprende la zona    più settentrionale del parco con i prati di Ragnolo dove, nel periodo    estivo si possono osservare splendide fioriture di orchidee, liliace ed altre    interessanti specie come la fritillaria dell’Orsini, il narciso o l’astro    alpino. Nella valle del Fiastrone, impressionante forra scavata dalle acque,    si trova la Grotta dei Frati antico e suggestivo eremo dei monaci Clareni, dell’anno    mille. Risalendo lungo il fiume, a monte del lago di Fiastra, dove si rispecchiano    le vette dei monti circostanti, si possono raggiungere la suggestiva valle dell’Acquasanta    con le sue splendide cascate e la grotta dell’orso, toponimo che testimonia    la passata presenza di questa specie anche sui Sibillini. Appartengono a questo    versante i Comuni di: Acquacanina, Bolognola, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte,    San Ginesio.</p>
<p><strong><font size="4">Il versante storico</font></strong> <em>dell&#8217;Alto Nera    e delle sue Guaite </em><br />
La tradizione vuole che Visso, oggi sede del Parco Nazionale, sia stato fondato    ben 907 <img src="http://www.le-marche.it/photo/parco%20lago.jpg" height="182" width="269" align="left" />anni    prima dell’era di Roma e che, dal suo riconoscimento come libero comune    e fino all’ invasione napoleonica, fosse diviso in cinque distretti chiamati    &#8220;Guaite&#8221; che comprendevano anche Castelsantangelo ed Ussita. Un territorio    ricco di castelli e torri di vedetta, che ancora oggi caratterizzano la struttura    di numerosi centri abitati, edificati dai valligiani per difendersi dalle ripetute    incursioni dei Saraceni. Dal punto di vista naturalistico, in quest’area,    risultano interessanti le Gole della Valnerina, scavate dall’impetuoso    fiume Nera, che sono percorribili con l’auto, e il massiccio montuoso,    di aspetto dolomitico, del M. Bove, dove si possono rinvenire tutte leassociazioni    vegetali d’alta quota, tipiche dei Sibillini. Appartengono a questo versante    i Comuni di:Castelsantangelo sul N., Pievebovigliana, Pieve Torina, Ussita,    Visso.</p>
<p><font size="4"><strong>Versante sacro</strong></font> : cuore di questo importante    settore del parco è Norcia , patria di S. Benedetto patrono d’Europa,    famosa per il suo splendido centro storico, la piazza con la chiesa (XIV-XVIII    sec.) dedicata al Santo, il Duomo (XVIII sec.) ed altri interessanti edifici    storici. Da qui partono le escursioni: alle &#8220;marcite&#8221;, originale sistema    di irrigazione permanente dei prati realizzato, secondo alcuni, sin dai tempi    dei Monaci Benedettini; ai Piani di Castelluccio, che sono costituiti da due    ampie piane di origine carsica, in mezzo alle quali si erge l’omonimo    centro abitato; all’Abbazia di S. Eutizio, fondata alla fine del V°    secolo e divenuta famosa per la capacità dei monaci di curare i malati    con le preziose e medicamentose erbe dei Monti Sibillini. Appartengono a questo    versante i Comuni di Norcia e Preci.</p>
<p><font size="4"><strong>Versante della magia</strong></font> : iSibillini nel    medioevo erano conosciuti in tutta Europa come regno di demoni, negromanti e    fate. Fra le numerose leggende le più famose sono quelle della Sibilla,    &#8220;Illustre profetessa&#8221; che viveva in una grotta sita sull’omonimo    monte e quella di Pilato secondo la quale il corpo esanime del famoso procuratore    romano fu trascinato <img src="http://www.le-marche.it/photo/lago-di-pilato-2.jpg" height="185" width="266" align="right" />da    alcuni bufali nelle acque rosseggianti del &#8220;demoniaco&#8221; lago, sito    nell’alta incisione valliva che attraversa longitudinalmente il massiccio    del Vettore. Poco distante si trova la Gola dell’Infernaccio, in cui aleggiano    ancora i ricordi di antichi riti negromantici e suggestivo esempio dell’    erosione operata dal fiume Tenna sui calcari della zona. In tutto questo settore,    unitamente a belle faggete d’alto fusto, vegetano alcune specie rare come    la stella alpina e la genziana ed è possibile incontrare anche il lupo,    l’astore e l’aquila reale. Appartengono a questo versante i Comuni    di Amandola, Arquata del Tronto, Montegallo, Montefortino, Montemonaco</p>
<p><font size="5">Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga</font><br />
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è uno dei più    grandi d&#8217;Italia. La varietà e la ricchezza naturalistica dei suoi massicci    e dei diversi versanti, le suggestive testimonianze storico-architettoniche    si riflettono in una moltitudine di proposte, itinerari e visite per tutte le    stagioni dell&#8217;anno. Il Parco racchiude tre gruppi montuosi - la catena del Gran    Sasso d&#8217;Italia, il massiccio della Laga, i Monti Gemelli - e si caratterizza    per la <img src="http://www.le-marche.it/photo/lupo%20appenninico.jpg" height="270" width="180" align="left" />presenza    della vetta più alta dell&#8217;Appennino, il Corno Grande (2912 m). Su questa    catena è presente l&#8217;unico ghiacciaio appenninico, il Calderone. Il territorio    del Parco costituisce di fatto un “monumento europeo alla biodiversità”.    Si tratta di un territorio di cerniera tra la regione euro-siberiana e quella    mediterranea, in cui si localizza la montagna più elevata dell’Appennino    che racchiude l’unico ghiacciaio dell’Europa meridionale. La posizione    geografica, l’altezza raggiunta dalle montagne, nonché la differente    geologia dei rilievi: calcari e dolomie sul Gran Sasso e sui Monti Gemelli,    arenarie e marne sui Monti della Laga, determinano una straordinaria ricchezza    di specie animali e vegetali, nonché una varietà di ecosistemi    e paesaggi davvero unica. Il Parco ospita numerose specie faunistiche e floristiche    esclusive di quest’area, inoltre gli animali più rappresentativi    dell’Appennino quali il lupo, il camoscio d’Abruzzo, l’orso,    l’aquila reale o il biancone che evocano con forza una natura primordiale    e selvaggia. La millenaria opera dell’uomo si è integrata in maniera    armonica in questo superbo contesto ambientale arricchendolo ulteriormente.    Antichi paesaggi agrari e pastorali quali i campi aperti, i mandorleti, i monumentali    boschi di castagno, i geometrici orti fluviali, sono solo alcuni dei risultati    del lavoro di generazioni di contadini e pastori. Ogni valle conserva ancora    le sue antiche varietà colturali, gelosamente custodite come si deve    a ciò che c’è di più prezioso dell’eredità    dei padri. Si coltivano tuttora le lenticchie ad oltre 1500 m di quota, la pastinaca,    lo zafferano, la solina, l’antico grano tenero conosciuto già in    epoca romana, l’aneto o il coriandolo.Qui i prodigiosi tesori della natura    convivono da millenni con l&#8217;altrettanto rilevante patrimonio culturale delle    civiltà locali: un armonico equilibrio tra esperienze umane e forze naturali.<br />
Borghi antichi, siti archeologici, castelli, santuari, abbazie, chiesette rupestri,    eremi e grotte costellano i sorprendenti paesaggi montani del Parco, una natura    eccezionalmente ricca di foreste, sorgenti, cascate, praterie, altopiani, vertiginose    creste e impressionanti pareti <img src="http://www.le-marche.it/photo/camoscio.jpg" height="134" width="200" align="right" />rocciose.    È un’immensa risorsa, fatta anche di artigianato, produzioni tipiche,    enogastronomia e folklore, da tutelare, valorizzare e promuovere attraverso    la messa a punto di intelligenti itinerari turistici culturali.<br />
Queste carte introducono agli ambienti naturali e ai paesaggi più caratterizzanti    del Parco, disegnando insoliti percorsi nella natura alla scoperta dei luoghi    più magici e meglio conservati.</p>
<p align="center"> <font size="5">Il Parco Regionale del Monte Conero</font></p>
<p>Il Parco Regionale del Monte Conero è una tappa obbligata per chi vuole    scoprire le bellezze naturali delle Marche; con i suoi paesaggi diversissimi,    i suoi colori e il suo mare è uno dei luoghi meglio conservati dell&#8217;intera    costa Adriatica. L&#8217;ingresso &#8220;principale&#8221; del Parco è a Sirolo,    dove si trova il Centro Visite. Qui si possono trovare le guide del Parco (Centro    di Educazione Ambientale) e programmare così escursioni e gite. Il Parco    del Conero è stato istituito nel 1987 e copre quasi 6mila ettari di territorio;    è sovrastato dal Monte Conero, le cui pendici sono ricoperte di macchia    mediterranea a nord, di pinete a ovest. Un paesaggio di boschi e strapiombi    di grande suggestione, puntellato da testimonianze artistiche e storiche importanti,    come il fortino napoleonico o i monasteri benedettini e francescani. Da Sirolo,    uno splendido borgo medievale a picco sul mare, uno dei percorsi più    rinomati porta al &#8220;Passo del Lupo&#8221;, che sfiora stupende spiagge a    ridosso di scogli a strapiombo; a Sirolo poi potete trovare il meglio della    produzione del &#8220;Rosso di Conero&#8221;, rimomato vino Doc della zona. Da    poco esiste un circuito che vi potrà portare a vedere le cantine delle    aziende produttrici, con tanto di degustazioni. Vicino a Sirolo si trova poi    Numana, un suggestivo centro sul mare che da qualche anno ha conosciuto un importante    sviluppo turistico grazie al rifacimento del porticciolo. I colori e la trasparenza    del mare di Numana hanno poco a che fare con l&#8217;immagine stereotipata dell&#8217;Adriatico;    un mare pulito e trasparente, dai riflessi verdi e azzurrini, con spiagge curate    e attrezzate ma lontane dal modello &#8220;riminese&#8221;. Alla scoperta del    <strong>Parco del Monte Conero</strong><br />
Un promontorio che si tuffa nel mare: è il parco regionale del Monte    Conero, lungo la costa adriatica in provincia di Ancona. Una perla nel cuore    delle Marche. Il Parco regionale del Conero racchiude un terzo del patrimonio    floristico di tutta la regione, per non parlare delle numerose specie di uccelli    come: il gabbiano corallino, la poiana, il falco e il cormorano, in cui non    è affatto difficile imbattersi. Le numerose insenature della costa offrono    scorci caratteristici nei quali si insediano numerosi paesini.<br />
A Portonovo, un antico villaggio di pescatori, è possibile ammirare la    piccola chiesa di Santa Maria, esempio dell’architettura romanica, il    fortino napoleonico e la torre di guardia che risale al ‘700, e la spiaggia    dove ciottoli bianchissimi, fanno risaltare l’acqua cristallina che detiene    anche il bollino blu. Poco distante da qui, arroccato sul monte, si trova Sirolo,    perla del Conero, piccolo paese di origine medievale, dove spicca la Badia di    San Pietro, donata ai benedettini nell’XI secolo e poi ritoccata dai Camaldolesi,    ora adattata ad albergo. Il litorale è costellato da grotte, piccole    insenature, e spiagge come quella delle Due sorelle, bandiera blu da oltre 10    anni. Ideale per una vacanza in famiglia, o per gli amanti dello shopping, un    soggiorno a Numana con la sua lunga spiaggia sabbiosa e il vicolo della Costarella,    luogo ideale per le compere e l’aperitivo, e per ammirare le opere dei    pittori itineranti. Per una vacanza all’aria aperta, le esplorazioni del    parco sono l’ideale. Tanti gli itinerari proposti, primo fra tutti un    giro in bicicletta di 5 ore, alla scoperta degli angoli più suggestivi    del Conero. Passeggiate per appassionati di trekking e per chi è meno    allenato. Da visitare l’Abbazia di San Pietro, le numerose incisioni rupestri    e le grotte romane sotterranee. Il Consorzio del parco fornisce tante informazioni    e suggerisce itinerari adatti a tutte le esigenze.</p>
<p align="center"><font size="5"><strong>aree protette </strong></font></p>
<p>L&#8217;<strong><font size="4">Oasi WWF Ripa Bianca</font></strong> di Jesi nasce    nel 1997 come area didattica e naturalistica su iniziativa del Comune di Jesi    in collaborazione con il WWF Italia a cui viene affidata la gestione. Nel 1998    la Provincia di Ancona istituisce sulla stessa area un&#8217;Oasi di Protezione della    Fauna in base alla L. R. n. 7/1995 affidando la gestione sempre al WWF Italia.    Nel 1999 la Regione Marche riconosce l&#8217;Oasi WWF Ripa Bianca di Jesi come CEA    regionale ed avvia l&#8217;iter per la possibile istituzione di una Riserva naturale    regionale. L&#8217;Oasi WWF Ripa Bianca di Jesi si trova lungo un tratto del fiume    Esino con una estensione attuale di 15 ettari. Nonostante la ridotta superficie    l&#8217;Oasi presenta una notevole diversità di ambienti come l&#8217;area fluviale,    caratterizzata da una fascia di vegetazione ripariale, isolotti e aree di sponda    ghiaiosi con vegetazione pioniera ed arbustiva, piccole zone umide, stagni ed    il lago artificiale di notevole interesse ed importanza naturalistica, relitto    di una passata attività estrattiva presente nell&#8217;area. Nella vegetazione    arborea ai bordi del lago artificiale, costituita da pioppo nero e salici, si    è insediata la più importante garzaia delle Marche dove nidificano    nitticore, garzette e l&#8217;airone cenerino (unico sito di nidificazione accertato    per le Marche per questo aldeide). All&#8217;interno dell&#8217;Oasi è in corso di    realizzazione un progetto finanziato dall&#8217;Unione Europea con l&#8217;Obiettivo 2 per    il recupero di una casa colonica con tecniche di bioarchitettura e l&#8217;applicazione    di tecnologie per la produzione di energia alternativa anche con finalità    didattiche. Presso il nuovo &#8220;Centro Natura&#8221; dovrebbero trovare sede    il centro visite dell&#8217;Oasi, il centro recupero selvatici, il centro studi e    ricerche, il centro di educazione ambientale, la sede regionale dl WWF Italia.</p>
<p><font size="4"><strong>riserva naturale di montagna di torricchio e oasi wwf</strong>    :</font>Questa Riserva è la prima area protetta delle Marche, istituita    nel 1977 dalla Stato per iniziativa dell&#8217;Istituto di Botanica dell&#8217;Università    di Camerino e volontà dell&#8217;allora Presidente nazionale del WWF Italia,    il March. Mario Incisa della Rocchetta, che donò l&#8217;area all&#8217;Università    nel 1970 con un lascito finalizzato alla creazione di un&#8217;area protetta integrale.    Dalla sua istituzione la Riserva Naturale è inserita nel Sistema nazionale    delle Oasi WWF e posta sotto l&#8217;egida dell&#8217;Associazione Italiana per il WWF.    La Riserva Naturale ha un&#8217;estensione di 371 ettari ed è gestita con l&#8217;esclusiva    finalità della ricerca scientifica e di conservazione della natura. Situata    tra Pievetorina e Montecavallo, in Provincia di Macerata, si presenta con un    territorio ricoperto da pascoli punteggiati da cespugli, mentre il leccio, la    roverella, il carpino nero ed il faggio caratterizzano le zone boschive. La    fauna presente è quella tipica dell&#8217;Appennino rappresentata da lepre,    scoiattolo, volpe, donnola, tasso, faina, e, tra l&#8217;avifauna, si riproducono    nell&#8217;area protetta starna e coturnice</p>
<p><strong><font size="4">riserva naturale abbadia di fiastra </font></strong>:    istituita nel 1984, la Riserva ha un’estensione di 1867 ettari ed è    suddivisa in tre aree. La prima, &#8220;la Selva&#8221;, comprende un bosco di    cento ettari con prevalenza di cerro ma dove si incontrano anche altre specie    vegetali come la roverella, la farnia, l’acero campestre e l’olmo;    questa area riveste una notevole importanza scientifica in quanto è l’unica    testimonianza, di tale estensione, del tipo di foreste che ricoprivano anticamente    queste colline. La seconda area è la riserva antropologica caratterizzata    dal complesso dell’Abbazia, dal fiume Fiastra e dai campi coltivati. La    terza infine è la zona di protezione, vero e proprio filtro tra la Riserva    e il territorio circostante, prettamente agricolo. Faunisticamente la riserva    è ideale per l’osservazione del capriolo, reintrodotto alcuni anni    fa, ma sono presenti anche il tasso, la donnola, la faina e numerose altre specie    grazie anche alla diversificazione degli ambienti presenti.<br />
La Riserva Naturale dell&#8217;Abbadia di Fiastra nasce dall&#8217;impegno della Fondazione    Giustiniani Bandini, titolare dell&#8217;area, e dalla collaborazione con il WWF Italia.    Nel periodo compreso tra il 1987 e il 1997 la riserva era inserita nel Sistema    nazionale delle Oasi e Riserve del WWF e posta sotto l&#8217;egida dell&#8217;Associazione.</p>
<p><font size="4"><strong>parco naturale regionale sasso simone e simoncello</strong></font>    : i l Parco è stato istituito nel 1994 ed è operativo dall&#8217;Agosto    1996; si tratta di un&#8217;area protetta dell&#8217;estensione di 4847 ettari compresi    nella Provincia di Pesaro, ai confini con la Regione Toscana. I due Sassi, simboli    del Parco, insieme al vastissimo bosco di cerri, carpini, faggi che li circonda    ed al rilievo del Monte Carpegna, sono le principali emergenze di questo territorio    dove natura incontaminata e storia millenaria rivestono ruoli primari. La fauna    del Parco presenta specie di elevato interesse quali il Falco Pellegrino, l&#8217;Astore    mentre il Lupo ha recentemente aumentato la frequenza delle sue visite grazie    alla disponibilità di prede naturali quali Caprioli, Cinghiali e Daini</p>
<p><font size="4"><strong>parco naturale regionale del monte san bartolo</strong></font>    : istituito nel 1994, ma operativo dal 1997, il Parco si estende per 1600 ettari,    lungo il tratto di &#8220;costa alta&#8221;, o meglio detta falesia, compresa    tra Gabicce e Pesaro, per una lunghezza di 10 km ed una quota massima di 200    m, quella appunto del Monte San Bartolo. La vegetazione comprende specie appartenenti    alla tipica macchia mediterranea come l’alaterno, la fillirea e la smilacea.    In primavera, dal promontorio del San Bartolo, si assiste al passo dell’avifauna    migratrice, soprattutto rapaci mentre la spiaggia, ciottolosa, presenta una    tipica fauna di molluschi e crostacei. L’Area Protetta, oltre che dal    punto di vista naturalistico, riveste una grande importanza storica per la presenza    dell’area archeologica di Colombarone, dei centri medievali di Gabicce    Alta, Casteldimezzo, Fiorenzuola e Santa Marina e delle numerose ville rinascimentali.</p>
<p><strong><font size="4">parco naturale regionale gola della rossa e di frasassi    </font></strong>: il parco, istituito nel 1997, si estende per oltre 9000 ettari    nel tipico paesaggio appenninico, fatto di rilievi calcarei profondamente incisi    da strette gole: la Gola di Frasassi, dove il carsismo ha prodotto le famose    grotte, la Gola della Rossa, altrettanto suggestiva e la Valle Scappuccia L’area    protetta è inserita in un contesto di grande valore non solo ambientale    e naturalistico ma anche storico e architettonico. La vegetazione dei versanti    assolati delle gole è caratterizzata da specie mediterranee come il terebinto,    la fillirea ed il corbezzolo mentre i versanti esposti a nord presentano, insieme    ad orniello e carpino nero, il leccio e l’alloro; il cerro, la roverella,    il carpino nero e, alle quote più elevate, il faggio caratterizzano i    boschi misti del Parco. La fauna comprende numerose specie protette come il    lupo, l’aquila reale ed il gatto selvatico</p>
<p><strong><font size="4">oasi WWF bosco di frasassi</font></strong> : si tratta    di un Oasi di protezione, posta all&#8217;interno del Parco Regionale della Gola della    Rossa e Frasassi, gestita dal WWF; è stata istituita nel 1997 e presenta    una estensione di 4,5 ettari anche se per i prossimi anni è previsto    un ampliamento a 15 ettari. Ci troviamo in un ambiente boschivo compreso tra    i 500 e 600 m di quota caratterizzato da carpino nero, carpino bianco, roverella    e nocciolo mentre meno frequentemente si incontra l&#8217;orniello, l&#8217;acero di monte    e quello campestre ed il faggio. Gli arbusti sono ben rappresentati dalla rosa    selvatica, dal prugnolo, dal caprifoglio peloso, dalla coronilla, dal ginepro    ossicedro e da quello comune, e nell&#8217;oasi è di particolare interesse    la esistenza di una stazione relitta di alloro. La zona è sottoposta    anche a vincolo archeologico in quanto custodisce testimonianze del Neolitico,    del periodo celtico e dell&#8217;età romana.</p>
<p align="center"> <font size="6"><strong>Le Grotte di Frasassi</strong></font></p>
<p align="left">
<p><img src="http://www.le-marche.it/photo/grotte%20frasassi1.jpg" height="200" width="330" align="left" />Possiamo    affermare con certezza che una sistematica ricerca di speleologi e geologi nella    zona di Frasassi ha avuto inizio nel 1948, grazie all&#8217;attività del Gruppo    Speleologico marchigiano di Ancona. Si deve ricordare tuttavia che anche nel    periodo tra le due guerre vi furono alcune esplorazioni e ricerche di studiosi    di preistoria e di scienze naturali, ma furono episodi sporadici. Proprio nel    1948, e precisamente il 28 giugno, Mario Marchetti, Paolo Beer e Carlo Pegorari    del suddetto Gruppo Speleologico scoprirono l&#8217;ingresso della Grotta del Fiume.    Numerose altre esplorazioni e scoperte si avranno nella zona, grazie ai Gruppi    Grotte del Club Alpino Italiano (C.A.I.) di Jesi e di Fabriano. Nel 1966 un    componente del Gruppo Speleologico fabrianese, Maurizio Borioni, troverà    all&#8217;interno della Grotta del Fiume un&#8217;ulteriore diramazione, della lunghezza    di oltre un chilometro. Da questo momento le esplorazioni e le ricerche divennero    più assidue ed entusiastiche. Cinque anni dopo, nel luglio 1971, una    nuova scoperta. Stavolta sono alcuni giovani jesini a trovarsi di fronte ad    una stretta apertura da cui fuoriesce una notevole corrente d&#8217;aria. Essi sono    Armando Antonucci, Mauro Brecciaroli, Mauro Coltorti, Mario Cotichelli, Massimo    Mancinelli, Giampiero Rocchetti e Roberto Toccaceli. Lavorano per circa un mese    ad ampliare lo stretto passaggio, e il primo agosto successivo oltrepassarono    quella che sarà definita la &#8220;Strettoria del tarlo&#8221;. Si apriranno    così alla meraviglia dei giovani circa cinque chilometri di nuove cavità,    con un insieme di cunicoli, pozzi e imponenti gallerie, all&#8217;interno delle quali    troveranno tracce animali conservate attraverso i millenni. Le scoperte di questo    anno fortunato non finiscono quì. La prima traccia della scoperta più    rilevante, quella della Grotta Grande del Vento, si avrà il 25 settembre    dello stesso 1971, quando Rolando Silvestri del Gruppo Speleologico Marchigiano    Club Alpino Italiano di Ancona, attraversando le pendici nord del monte Vallemontagnana,    scoprì un piccolo imbocco. Con l&#8217;aiuto di alcuni amici riuscì    ad aprire un varco in una piccola sala. Alla delusione per la piccola scoperta    si accompagnò quasi subito la speranza che ci fosse in vista qualcosa    di ben più grande.<br />
Nella piccola sala, infatti, vi erano numerose aperture da cui fuoriuscivano    correnti d&#8217;aria. Dopo una faticosa opera di scavatura, che durerà alcuni    giorni, s&#8217;inoltrarono in una strettoia e di qui scivolarono in direzione del    ciglio di un vuoto. Gettarono un sasso nel vuoto e si resero conto dell&#8217;ampiezza    e della profondità della grotta. Il loro calcolo, non lontano dal vero,    fu <img src="http://www.le-marche.it/photo/grotte%20frasassi2.jpg" height="200" width="310" align="right" />di    oltre cento metri.<br />
Una scoperta incredibile, che creò grande entusiasmo tra i membri del    gruppo. La meravigliosa Grotta Grande del Vento fu consegnata così all&#8217;ammirazione    dell&#8217;uomo.<br />
Il problema diventò a quel punto per loro cercare di penetrare nella    cavità e raggiungere il fondo. In tempi rapidi si munirono della necessaria    attrezzatura e, con una nuova spedizione, si calarono nell&#8217;enorme grotta sottostante    cui sarà dato il nome di &#8220;Abisso Ancona&#8221;. Le luci degli speleologi    anconetani misero subito in evidenza lo splendore e la singolare bellezza di    questo nuovo ambiente. La scoperta fu diffusa e fatta conoscere anche attraverso    la stampa.<br />
Proseguirono poi e si intensificarono le attività del Gruppo Speleologico    di Jesi e del Gruppo anconetano, il primo nella Grotta del Fiume e il secondo    nella Grotta Grande del Vento. Loro obiettivo era quello di trovare la congiunzione,    la via di comunicazione tra le due cavità che essi ritenevano dovesse    necessariamente esserci. La loro convinzione e la loro faticosa ricerca sarà    realizzata circa due mesi dopo, l&#8217;8 dicembre, ma saranno alcuni speleologi del    C.A.I. di Fabriano a portarsi sulle tracce degli speleologi anconetani nella    Grotta Grande del Vento. Essi diedero anche un nome a quel passaggio: &#8220;Condotta    dei fabrianesi&#8221;. Le due enormi grotte diventarono così, d&#8217;ora in    poi, un enorme labirinto di ambienti sotterranei che si susseguono incessantemente    per oltre tredici chilometri. Soltanto gli speleologi, con attrezzature particolari    e non senza talune difficoltà, sono in grado di esplorare nella sua interezza    questo stupendo mondo sotterraneo; agli altri non restano che le foto, pur bellissime.    Sul finire del 1972 venne costituito il &#8220;Consorzio Frasassi&#8221;, con    l&#8217;obiettivo di salvaguardare e valorizzare le grotte di Frasassi e il territorio    comunale entro cui si trovano. Il Consorzio venne costituito tra il Comune di    Genga e la Provincia di Ancona. Fu costruita una galleria artificiale di oltre    200 metri, che conduceva all&#8217;ingresso della Grotta Grande del Vento, e poi all&#8217;interno    fu tracciato un comodo percorso di circa 600 metri. Si diede incarico a Cesarini    di Senigallia di curare l&#8217;illuminazione ed egli lo fece magistralmente. Si erano    così realizzate le condizioni minime per rendere accessibile ai turisti    una delle parti più belle della Grotta Grande del Vento.<br />
L&#8217;apertura risale al 1° settembre 1974; da allora numerosi turisti continuano    a visitare questi luoghi incantevoli in cui possono apprezzare la bellezza,    lo splendore e la maestosità della natura.</p>
<p align="left">
<strong>L&#8217; origine della &#8220;Gola di Frasassi&#8221; </strong></p>
<p>Dai rilievi geomorfologici risulta che la paleo-geografia dell&#8217;area era costituita  da corsi d&#8217;acqua principali con direzione SW-NE che dalle pieghe appenniniche,  con alvei rettilinei, si immettevano nel mare Adriatico. Contemporaneamente i  loro affluenti, inseriti nelle sinclinali e lungo le linee di vecchie faglie,  avevano un andamento idrografico perpendicolare <img src="http://www.le-marche.it/photo/grotte%20frasassi3.jpg" height="200" width="310" align="left" />ai  primi.<br />
La regressione della linea di costa e il perdurare delle spinte orogeniche, che  sollevavano gli Appennini, incrementarono l&#8217;azione erosiva dei corsi d&#8217;acqua principali,  i quali ampliarono il loro bacino imbrifero attraverso catture fluviali lasciando  negli alvei abbandonati valli relitte parallele. L&#8217;attuale reticolo idrografico,  che può sembrare complicato da un&#8217;apparente indipendenza dei corsi d&#8217;acqua,  è invece riconducibile ad uno schema evolutivo caratterizzato da catture  fluviali successive. E&#8217; in questo meccanismo particolare che possono rientrare  l&#8217;origine e la formazione della Gola di Frasassi e della Gola della Rossa. Dunque  l&#8217;apertura e l&#8217;evoluzione della Gola di Frasassi sono state realizzate dal taglio  progressivo del rilievo calcareo spartiacque costituito da Monte Valmontagnana  - Monte Frasassi, lungo i versanti del quale scorrevano corsi d&#8217;acqua diametralmente  opposti che, integrati sia dalle fratture della roccia sia da un particolare e  grandioso carsismo, hanno reso possibile la cattura delle acque del bacino imbrifero  dell&#8217;entroterra appenninico, originando l&#8217;attuale assetto idrografico.<strong>Il torrente Sentino e le acque sulfuree </strong></p>
<p>Il complesso montuoso Monte Valmontagnana - Monte Frasassi è caratterizzato    da un motivo geologico a pieghe, con un&#8217;ampia anticlinale calcarea corrispondente    al rilievo orografico, e da strette sinclinali che corrispondono a valli e pianure    (area di Pianello di Genga - area di S. Vittore Terme). Su queste strutture    geologiche, dopo gli eventi orogenici e agevolata da faglie e diaclasi, si è    inserita la circolazione idrica superficiale costituita dal torrente Sentino    e dal ruscellamento e dilavamento ad esso collegato.<br />
Questi corsi d&#8217;acqua, ostacolati dal complesso montuoso di Frasassi, hanno formato,    all&#8217;inizio del Pleistocene, un grande lago all&#8217;altezza di Pianello di Genga    e filtrando in <img src="http://www.le-marche.it/photo/grotte%20frasassi4.jpg" height="190" width="310" align="left" />profondità    attraverso le fratture della roccia calcarea, hanno raggiunto i sottostanti    depositi Evaporitici Riabliani costituiti da salgemma, gessi e livelli bituminosi    (Agip pozzo Burano). Attraverso millenni le acque ristagnanti nell&#8217;area di Pianello    - Genga, agendo in profondità e sottoposte a notevoli pressioni idrostatiche,    hanno provocato la soluzione degli Evaporiti Riabliani, sciogliendo salgemma    e gesso, scomponendo quest&#8217;ultimo in bicarbonato di calcio e acido solfidrico    (acque sulfuree). Con questi meccanismi le acque, arricchitesi in profondità    di sali minerali, sbarrate da terreni impermeabili, sono risalite lungo i piani    di faglia, in obbligo alla legge dei vasi comunicanti, manifestandosi con sorgenti    e ruscellamenti, in località S. Vittore Terme, dove la superficie topografica    è più bassa del bacino che le alimenta.</p>
<p><strong>Genesi delle Grotte di Frasassi </strong></p>
<p>Risalita attraverso lo sciame di diaclasi e faglie, l&#8217;acqua mineralizzata (individuata    attualmente dove scorre il fiume Sentino) si è incontrata con l&#8217;acqua    più fredda proveniente dalla percolazione superficiale e soprattutto    dalla falda di subalveo del fiume Sentino.<br />
In questi piani di faglia e nelle disgiunzioni del Calcare massiccio ha avuto    origine il complesso carsico Grotta grande del vento. Difficile è stabilire    la data certa della sua formazione. Considerato, comunque, che l&#8217;elemento base    è l&#8217;acqua sulfurea e che questa ha potuto risalire unicamente quando    il Calcare massiccio è stato spezzato e tagliato dalle faglie, nella    valutazione dell&#8217;età di questi eventi post-orogenici, avvenuti nel Pliocene    Superiore, è possibile affermare che l&#8217;origine delle prime sale possa    essere datata ad un milione quattrocentomila anni fa. In quel periodo il Sentino    aveva il suo alveo molto più alto rispetto all&#8217;attuale posizione e tutta    l&#8217;idrografia era più alta di due-trecento metri: è a questa quota    che si incontravano, all&#8217;interno della montagna, lungo i piani di faglia, l&#8217;acqua    artesiana mineralizzata e l&#8217;acqua più fredda del torrente Sentino: dal    loro connubio avvenivano la dissoluzione del calcare ed il deposito del gesso.    Possiamo osservare che quando il fiume Sentino era ad una quota di 250 metri    più alta (testimoniata dall&#8217;incisione sulle pareti della Gola di Frasassi    a varie quote) il suo regime era saltuario e, in periodi autunnali e primaverili,    le piene avevano una notevole forza erosiva data l&#8217;elevata pendenza dell&#8217;alveo,    così le acque incidevano rapidamente la roccia e il suo letto si abbassava    molto velocemente; di conseguenza, abche l&#8217;idrografia sotterranea, che si raccordava    con il Sentino, subiva un abbassamento altrettanto veloce originando, all&#8217;interno,    un carsismo con condotte verticali e piccole sale, non riuscendo in questi casi    a lasciare depositi di gesso per il breve stazionamento della zona di reazione.    Tutto questo è stato riscontrato nella realtà, infatti le cavità    carsiche a quota 250 metri sono di modeste dimensioni, isolate e <img src="http://www.le-marche.it/photo/grotte%20frasassi5.jpg" height="200" width="310" align="right" />poco    appariscenti. Man mano che il torrente Sentino seguitava a scendere di quota    per l&#8217;intensa erosione, l&#8217;acqua del fiume tendeva ad essere meno impetuosa e    meno veloce: conseguentemente l&#8217;idrografia sotterranea si abbassava più    lentamente rispecchiando esattamente la situazione d&#8217;equilibrio del fiume. La    zona di reazione tra acqua sulfurea e le acque fredde del torrente stazionavano    sempre più a lungo alla stessa quota permettendo la formazione di quel    complesso di sale grandiose che oggi ritroviamo. Dove il livello di risalita    dell&#8217;acqua sulfurea era superiore all&#8217;alveo del Sentino si formavano, convergenti    verso il torrente, condotte sub-orizzontali di raccordo idrografico. La struttura    base del complesso ipogeo di Frasassi è costituito da 6-8 livelli sovrapposti    che rappresentano cicli erosivi del Sentino in lunghi periodi geologici.</p>
<p><strong>Le concrezioni </strong></p>
<p>Le stalattiti, le stalagmiti, le colate calcetiche ed i laghetti cristallizati,    che rappresentano la componente più bella delle grotte, sono l&#8217;espressione    finale del lungo lavoro svolto dall&#8217;acqua piovana sulla roccia. Infatti, se    i calcari sono fessurati, l&#8217;acqua di precipitaizone meteorica che penetra attraverso    la superficie del terreno circola all&#8217;interno delle rocce seguendone le fessure,    poiché nell&#8217;acqua è sempre presente una certa quantità    di CO2 il calcare viene parzialmente sciolto e le fessure vengono allargate    là dove la circolazione dell&#8217;acqua è maggiore. Il Calcare massiccio,    nella zona di Frasassi, è ampiamente ricoperto da terreni impermeabili    e semipermeabili (Monte Valmontagnana); l&#8217;acqua piovana non si infiltra uniformemente    nella zona ma lungo gli strati e lungo le fratture: qui trasforma il carbonato    di calcio della roccia in bicarbonato di calcio, il quale è solubile.    All&#8217;interno della grotta, il processo chimico tende ad invertirsi: il continuo    stillicidio causa la cessione dell&#8217;anidride carbonica dall&#8217;acqua all&#8217;aria, il    bicarbonato, ceduta la CO2, diviene insolubile e si deposita producendo splendide    concrezioni; sulla volta delle sale si formano splendidi depositi calcitici    chiamati &#8220;stalattiti&#8221;, nate da un piccolo cilindro di calcite cavo    all&#8217;interno del quale inizialmente, passava la goccia, poi sono cresciute enormemente    con il dilavamento <img src="http://www.le-marche.it/photo/grotte%20frasassi7.jpg" height="190" width="310" align="left" />esterno.<br />
Le concrezioni alla base delle sale si chiamano &#8220;stalagmiti&#8221;, che    sono il risultato dell&#8217;impatto delle gocce sul terreno. Queste presentano varie    forme non sempre compatte. Nella Grotta grande del vento, data la vastità    degli ambienti, per il notevole percorso fatto dallo stillicidio che cade dalla    volta, l&#8217;acqua diviene molto satura e oltre a depositare carbonato di calcio    nel punto d&#8217;impatto, incrosta a raggera l&#8217;area circostante. Questo meccanismo    ha permesso la formazione di stalagmiti giganti (il gruppo dei giganti, il castello,    l&#8217;obelisco) che tendono a crescere e ad allargarsi a raggera perchè via    via catturano lo stillicidio più esterno. Quando le concrezioni con il    passare del tempo, si accrescono enormemente possono unirsi per formare colonne    di forme e colore diversissimi. L&#8217;acqua può dilavare la roccia (allora    si potranno formare colate calcitiche) o può ristagnare e formare laghetti    che tendono a saturarsi e ricoprirsi don druse. Nella Grotta grande del vento    estesi depositi di gesso vengono sciolti dal continuo stillicidio nei piani    superiori. Di conseguenza, l&#8217;acqua di percolazione, persa la CO2 e carica di    sale di carbonato di calcio, sciogliendo il gesso presente nelle sale superiori,    si trova eccezionalmente soprasatura e cola cristallizzando con calcite purissima    su laghetti quasi orizzontali. Questa particolarità si riscontra nelle    concrezioni dei Giganti e nel laghetto cristallizzato (Abisso Ancona), nel Canyon    e nella sala della Candeline. Infine, nella parte più remota del complesso    carsico, le pareti sono ricoperte da una fitta rete di vermiculazioni argillose,    denominate &#8220;pelli di leopardo&#8221; per la loro particolare morfologia.<img src="http://www.le-marche.it/photo/grotte%20frasassi8.jpg" height="180" width="300" align="right" /></p>
<p>La zona di Frasassi, poco fuori Genga, ha nascosto per secoli il più    ampio e interessante panorama speleologico d&#8217;Italia. Oltre 13 chilometri di    grotte, di cui quasi due chilometri visitabili.<br />
Genga, come molti altri paesi dell&#8217; anconetano, nasce intorno ad un castello,    il quale conserva ancora gran parte delle mura di difesa edificate via via che    l&#8217;abitato si ampliava.<br />
Le origini del Castello di Genga si perdono nel tempo. Ci sono delle teorie    che riporterebbero le origini ai tempi del re Pirro ma si hanno notizie storiche    solo a partire dal 386 a.C., quando gran parte di questo territorio fu invaso    dai Galli Senoni, che cacciati nel 283 a.C. dai Romani, fondarono vari nuclei    abitativi tra i quali sicuramente il più importante è quello costituito    dall&#8217; attuale città di Senigallia.<br />
Ci si arriva in pochi minuti da Fabriano o da Sassoferrato. Da sempre, possiamo    dire, le grotte scavate dal Sentino nella roccia calcarea hanno convissuto con    l&#8217;uomo, fin dalla preistoria, di cui si conservano ancora diverse testimonianze.Nelle    ampie grotte ai piedi della gola è stata costruita la cappella di S.Maria    Intra Saxa, appartenuta nel medioevo ad un monastero benedettino. La prima grotta    esplorata fu quella del Fiume nel &#8216;48 e poi nel &#8216;71 la grande scoperta; la grotta    del Grande vento.Dal piazzale d&#8217;ingresso si inizia il percorso; dopo un breve    passaggio artificiale si arriva al complesso carsico, formato da diversi passaggi,    con stalagmiti e stalattiti di forme fantastiche, cui vengono dati i nomi più    strani; &#8220;la cascata&#8221;, &#8220;il gigante&#8221;, &#8220;il pagliaio&#8221;.    Dalla Grotta del Grande Vento (Sala Abisso Ancona) si passa progressivamente    alla Sala Duecento, delle Candeline, dell&#8217;Orsa, <img src="http://www.le-marche.it/photo/grotte%20frasassi10.jpg" height="190" width="300" align="left" />dell&#8217;Infinito.    L&#8217;Abisso Ancona è una enorme cavità, tra le più grandi    in Europa e nel mondo, che potrebbe tranquillamente contenere il Duomo di Milano    grazie ai suoi 200 metri di altezza, 180 di lunghezza e 120 di larghezza. Nel    fondo della cavità sono ammassati enormi blocchi di pietra, risultato    dei crolli che si sono susseguiti nel corso dei millenni e che hanno dato origine    a quello che, in onore dei primi speleologi che 25 anni fa si sono affacciati    dalla sua sommità, è stato denominato &#8220;Abisso Ancona&#8221;.    Il viaggio nel cuore della montagna attraverso le varie sale è un&#8217;esperienza    assolutamente unica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=23</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Le terme nelle marche</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=22</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=22#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 16:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[info]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=22</guid>
		<description><![CDATA[Una terra dolce e serena, quella marchigiana, luogo ideale per    il relax, stretta dalla catena appenninica da un lato e dalla costa adriatica    dall&#8217;altro, la regione è caratterizzata da una serie di armoniose colline    delimitate da numerosi corsi d&#8217;acqua tra loro paralleli. Marecchia,    [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img src="http://www.le-marche.it/photo/mappa_terme.gif" title="le Marche" alt="le Marche" height="369" hspace="4" width="372" align="left" />Una terra dolce e serena, quella marchigiana, luogo ideale per    il relax, stretta dalla catena appenninica da un lato e dalla costa adriatica    dall&#8217;altro, la regione è caratterizzata da una serie di armoniose colline    delimitate da numerosi corsi d&#8217;acqua tra loro paralleli. <strong>Marecchia,    Foglia, Conca, Metauro, Esino e poi Musone, Potenza, Chienti, Tronto</strong>,    sono solo i principali dei numerosi fiumi che, prima di perdersi nell&#8217;Adriatico,    provocano cascate e rapide, segnano il territorio con impressionanti forre e    spettacolari gole come quelle del Furlo, di Burano, della Rossa e di Frasassi,    di Pioraco, del Fiastrone, dell&#8217;Infernaccio, solo per citarne alcune. L&#8217;acqua    pura e limpida, o anche fangosa, bollente, ricca di preziose sostanze minerali,    è la vera protagonista anche nel sottosuolo.Legati ad antiche leggende    frutto della fantasia popolare,i cosidetti &#8221; <em>bollitori</em>&#8220;,    frequenti nello jesino, altro non sono che <em>vulcanelli di fango</em> o <em>salse,</em>    sorgenti di gas che trovano la loro via di fuga in strati argillosi imbevuti    d&#8217;acqua.Altrove i fiumi si inabissano e sfogano la propria forza sottoterra,    dando luogo a grandiosi ambienti ipogei come nelle <em>grotte di frasassi</em>,    o formando piscine naturali come nelle grotte di acquasanta terme, dove l&#8217;azione    solvente del Tronto provoca una fuoriuscita di acqua solforosa a 38° C utilizzata    fin dall&#8217;epoca romana per bagni, fanghi e terapia sudatoria.</p>
<p>Nelle Marche si è coniugato l&#8217;incanto di una natura quasi incontaminata    e l&#8217;illustre passato di una terra unica per suggestioni e cultura con la funzionalità    e la comodità delle moderne strutture ricettive, dotate di tutte quelle    strutture che sono alla base del cosidetto <em>termalismo del benessere</em>    o<em> fitness</em>. L&#8217;imperativo degli stabilimenti terrmali marchigiani è    infatti quello di riavvicinare la persona alla natura, privilegiando un modo    di vivere sano.</p>
<p>Grazie alle spiccate proprietà benefiche e curative, le sorgenti minerali    presenti nelle Marche vengono utilizzate sia per cure idropiniche nei centri    termali, che per l&#8217;imbottigliamento e sono indicate, oltre che per i disturbi    digestivi, otorinolaringoiatrici,respiratori, cutanei, ginecologici, artroreumatici,    vascolari, renali, anche per problemi di dermocosmesi e di medicina estetica.    La capacità terapeutica dell&#8217;antica medicina termale è infatti    da lungo tempo dimostrata, tanto da essere definita &#8221; medicina tradizionale    del continente europeo &#8221; dall&#8217;Oraganizzazione mondiale della Sanità.    Centri estetici con solarium, palestre, idromassaggi, piscine idrotermali, saune    , Beauty farm ispirate ai più moderni orientamenti di medicina estetica,    centri specializzati in dietologia e problemi sulle intolleranze alimentari,    ambulatori di riabilitazione, terapia fisica e Medicina dello Sport, oltre ad    una vasta gamma di di attività sportive e culturali e a spazi appositamente    attrezzati e riservati ai bambini, consentono di soddisfare ogni tipo di richiesta    e di raggiungere quell&#8217;equilibrio naturale che è il prezioso frutto di    uno stato di armonia psico-fisica.</p>
<p align="center"><strong>terme di montegrimano</strong></p>
<p align="justify">
<img src="http://www.le-marche.it/photo/terme%20montegrimano%20-la%20torre.jpg" title="lerme di montegrimano" alt="lerme di montegrimano" height="266" hspace="4" width="190" align="left" />Montegrimano Terme, anticamente &#8220;Castrum Montis Grimani&#8221;, è    situato in Provincia di Pesaro e Urbino, nella Valle del Conca e vicinissimo    alla Repubblica di San Marino. Posto a 600 metri sul livello del mare offre    un&#8217;aria purissima, un clima dolce e temperato e la quiete serena allietate dalle    carezze della brezza marina e dagli aromi della montagna. Il suo orizzonte sempre    terso si estende sino al mare che lontano palpita nell’eterno azzurro,    mentri i dintorni offrono incantevoli e pittoreschi panorami La torre quattrocentesca<br />
fatta costruire dai Montefeltro nel secolo XIV si trova quasi al centro della    piazzetta, isolata dalle case, caratteristica che la distingue rispetto alle    altre del Montefeltro e di quelle del resto dell’Italia Montegrimano,    antico castello medioevale del Montefeltro, già roccaforte dei conti    e dei duchi di Urbino, conserva ancora oggi la struttura nel nucleo del paese,    disegnando una spirale attorno alla cima che si stringe attorno al Maschio del    Castello, trasformato in Torre Civica.<br />
Le sorgenti minerali di Montegrimano erano note già in età romana;    infatti, in varie epoche vennero scoperte vasche di raccolta ed altre strutture    edilizie di matrice romana presso la zona termale. Numerose sono le citazioni    in opere importanti dei secoli precedenti che attestano le benefiche proprietà    delle acque: furono riportate dal chimico Andrea Bacci, archiatra della Corte    Pontificia, nel suo “ De Thermis del ‘500 “, dal medico scienziato    Mengho Bianchelli nel suo “De Balneis” del ‘600, dall’umanista    Giovanni Hercolani in uno dei suoi famosi epigrammi, fino al più recente    trattato sulle acque minerali d’Italia del 1923 redatto dai Professori    Vinci e Finali. Nel XVI secolo Montegrimano era già famoso ed invidiato    per sue fonti. Dal 1900 in poi, anno in cui venne inaugurata la prima “stagione    idroterapica” di Montegrimano, furono condotte numerose analisi su queste    acque, tutte comprovanti le loro speciali qualità salutistiche</p>
<p align="justify">.<strong> Acqua Alcalina </strong><br />
L’acqua alcalina ha azione diuretica e leggermente lassativa, viene utilizzata    principalmente per cure idropiniche, inalatorie e irrigazioni, nella calcolosi    renale ed epatica e nelle forme infiammatorie croniche del tubo digerente.</p>
<p><strong>Acqua Salsobromoiodica</strong><br />
L’acqua salsobromoiodica contiene una grande quantità di cloruro    di sodio, oltre al litio, bromo, iodio, magnesio, ed altri elementi viene utilizzata    negli stati infiammatori cronici e recidivi (reumatismi, traumi articolari,    etc.)</p>
<p><strong>Acqua Sulfurea</strong><br />
L’acqua sulfurea dove prevale lo zolfo oltre ad altri elementi come calcio    e ferro viene utilizzata per cure inalatorie e irrigazioni, nella dermatosi,    per la sordità rinogena, nelle affezioni respiratorie (riniti, sinusiti,    faringiti, etc.)</p>
<p align="center"><strong>acquasanta terme</strong></p>
<p><strong><img src="/photo/terme%20gen.%20fonte.jpg" title="le marche" alt="le marche" height="282" hspace="4" width="150" align="left" />La    Storia</strong><br />
Nella prima metà dell&#8217;Ottocento si scoprirono nella località i    resti delle antiche Terme citate da Tito Livio e molto frequentate nell&#8217;antichità.    Carlo Magno, in viaggio per raggiungere Roma e la corte papale, vi soggiornò    per alcuni giorni. La struttura termale della piccola località rimase    a lungo assai semplice, composta &#8220;da una vasta vasca naturale, in cui possono    comodamente bagnarsi un 200 persone&#8221;. La vasca di cui parla lo Schivardi    raccoglieva l&#8217;acqua zampillante da una sorgente, per poi allargarsi e penetrare    all&#8217;interno del monte che sovrasta il fiume Tronto; &#8220;nessun comodo!&#8221;    lamenta lo Schivardi, anche se occorre precisare che già dal 1870 veniva    utilizzato uno stabilimento termale e una ulteriore piscina era usata dai sofferenti    di malattie cutanee. &#8220;Quanto all&#8217;aria che vi spira - diceva ancora lo Schivardi    - quando spirano in quel luogo venti nordici succede uno sprigionamento di gas    acido solfidrico così rapido che forma una colonna di denso fumo, che    investe i contorni annerendo l&#8217;argento, il piombo e le false dorature. Narrasi    pure che una signora che faceva uso di belletto dopo un bagno diventò    nera&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Acqua e le Cure</strong><br />
Le terme, che utilizzano acqua sulfurea, sgorgante a 30 C°, attualmente    sono fornite di moderni reparti di cura per le affezioni artroreumatiche, broncoasmatiche,    della sordità rinogena, dermatologiche. Nello stabilimento termale di    Acquasanta si praticano le terapie inalatorie (inalazioni, aerosol, polverizzazioni),    la ventilazione polmonare, le docce nasali. Il reparto otorinolaringoiatrico    si avvale di medici specialisti e vi si effettuano anche le insufflazioni endotimpaniche    per la cura della sordità rinogena. Nel reparto fangobalneoterapico l&#8217;applicazione    del fango avviene in camerini dotati di doccia e vasca con idromassaggio. Vengono    inoltre praticate cure fisioterapiche e riabilitative che si avvalgono di un    nuovo reparto dotato di una piscina con acqua termale sulfurea.</p>
<p><strong>Indicazioni terapeutiche</strong><img src="/photo/termesarnano.gif" height="164" hspace="4" width="300" align="right" /><br />
- artropatie ad impronta infiammatoria, dismetabolica e degenerativa<br />
(poliartrite croniche, esiti di reumatismo articolare, artropatie uricemiche<br />
e in obesi, artrosi. di traumi)<br />
- miositi, nevriti<br />
- malattie croniche dell’apparato respiratorio<br />
(riniti, faringiti, sinusiti, laringiti, bronchiti, sordità rincena)<br />
- malattie dell’apparato digerente e del fegato<br />
(gastriti, cauti, stipsi, congestione epatica, insufficienza epatica)<br />
- malattie del ricambio (diabete, gotta, obesità).</p>
<p><strong>Cure termali</strong><br />
bagni, fanghi, grotte, inalazioni, aerosol, insufflazioni endotubariche, bibite,    irrigazioni vaginali.</p>
<p><strong>L&#8217;Attrezzatura</strong><br />
Le nuove terme hanno mantenuto la consuetudine della piscina, attualmente coperta    e circondata da un vasto parco. La località, molto tranquilla (le terme    sono di poco distanti dal centro dell&#8217;abitato) è inserita nel perimetro    del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Innumerevoli sono    i percorsi che si offrono agli appassionati di trekking o di mountain-bike.    Si segnalano il Bosco della Martese, il Lago di Campotosto e di Scandarello.    Percorrendo la Salaria lungo il corso del fiume Tronto è relativamente    facile raggiungere Ascoli, oppure spingersi fino al Mare Adriatico (km 40),    la cui costa è sempre ricca di attrattive turistiche e balneari. Il traforo    di Forche Canapine collega rapidamente la provincia ascolana con i più    caratteristici centri dell&#8217;Umbria, quali Norcia, Castelluccio, Spoleto. La ricettività    alberghiera, assicurata anche dall&#8217;Albergo Italia, direttamente collegato con    i reparti di cura, è più che sufficiente</p>
<p align="center"><strong>terme di carignano</strong></p>
<p align="left">Le Terme di Carignano sono situate tra le verdi colline delle    campagne fra Fano e Pesaro, a pochissimi chilometri dal mare, immerse in un    meraviglioso parco naturale. Le proprietà benefiche delle acque che vi    sgorgano hanno fatto di questo centro termale un punto di riferimento per tutti    coloro che, in un ambiente rilassante e tranquillo, vogliono trarre il massimo    beneficio dalle molteplici qualità di queste acque. La breve distanza    dal mare <img src="/photo/terme%20carignano.jpg" title="terme carignano" alt="terme carignano" height="292" hspace="4" width="147" align="right" />rende    il clima di questa zona mite e temperato, e consente di associare le cure termali    con quelle marine. Il loro nome e quello dell’area circostante derivano    dall’antica famiglia dei Da Carignano ricordata anche da Dante.</p>
<p>Le proprietà delle <strong>acque</strong> che vi sgorgano hanno fama    ormai secolare. All’interno del parco sgorgano differenti tipi di acque:    solforosa, salso-bromo-iodica, bicarbonato-alcalino-magnesiaca. Ai fini di un    corretto utilizzo delle acque e delle loro proprietà, il ciclo di cure    non dovrebbe essere inferiore ai dodici giorni previsti. L’intervallo    tra le singole cure varia dai dieci ai quindici minuti. Attualmente viene utilizzata    l’acqua denominata “Beatrice”, classificata come salso-bromo-iodica    sulfurea. I tipi di cure effettuati sono: - CURE INALATORIE (affezioni delle    alte e basse vie respiratorie) - CURA PER LA SORDITA’ RINOGENA CONVENZIONI    SANITARIE Le Terme di Carignano sono convezionate con il Servizio Sanitario    Nazionale. Per poter accedere alle cure è necessaria l’impegnativa    del medico di base o dello specialista dell’Unità Sanitaria Locale    con l’indicazione della diagnosi e del tipo di cura da effettuare. La    visita medica di ammissione alle cure è obbligatoria e gratuita per tutti    coloro che sono in possesso di impegnativa. ELENCO DELLE PATOLOGIE CHE POSSONO    TROVARE REALE BENEFICIO DALLE CURE TERMALI Le cure possono essere: INALATORIE    per: sindromi rinosinusitiche-bronchiali croniche; bronchiti croniche semplici    o accompagnate a componente costruttiva; rinopatia vasomotoria; sinusiti croniche.    SORDITA’RINOGENA per: stenosi tubariche; otiti catarrali croniche; otiti    croniche purulente non colesteatomatose.</p>
<p align="left"><strong>Indicazioni terapeutiche</strong><br />
- malattie dell’apparato digerente e del fegato (gastriti, dispepsie,<br />
coliti, stipsi, congestiane epatica, insufficienza epatica, colecistiti, calcolosi,    angiocoliti)<br />
- malattie infiammatorie e allergiche dell’apparato respiratorio<br />
(riniti, faringiti, ozena, adenoidismo, tonsilliti, sinusiti, laringiti, otiti,    bronchiti,<br />
bronchiectasie, enfisema polmonare, sordità rinogena, riniti<br />
vasomotorie, asma branchiale)<br />
- malattie croniche ginecologiche<br />
(infiammazioni croniche delle vie genitali, disfunzioni ovariche, sterilità)<br />
- malattie della pelle (eczema, psoriasi, acne)<br />
- malattie delle vie urinarie (cistiti, pieliti, uretriti, calcolosi renale)</p>
<p align="left"><strong>Cure termali</strong><br />
bibita, docce rettali, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, docce nasali, i<br />
nsufflazioni endotubariche, irrigazioni vaginali</p>
<p align="center">
<strong>tolentino : terme santa lucia</strong></p>
<p>Il Complesso Termale di S. Lucia, funzionante fin dal 1937, si trova a 3 km    da Tolentino su di un colle all&#8217;altezza di 450 m sul livello del mare. Ubicato    a ridosso di un fitto bosco secolare, è immerso in un parco dotato di    zone riposo e aree attrezzate per il gioco dei bambini. Sono presenti tre tipi    di acque dalle proprietà terapeutiche: la Mediominerale Bicarbonato Calcica    della Sorgente S. Lucia, indicata nella cura delle malattie delle vie urinarie,    l&#8217;Acqua Salsobromoiodica e l&#8217;Acqua Solfurea di Rofanello, che trovano applicazione    nella cura della malattie otorinolaringoiatriche, ginecologiche e dell&#8217;apparato    respiratorio. Completano il complesso il Centro Estetico Beauty Farm ispirato    ai più moderni orientamenti di dermocosmesi e medicina estetica e il    Centro di Medicina dello Sport.<br />
<strong>Indicazioni terapeutiche</strong><br />
- diatesi uricemica (gotta, iperuricemia, calcolosi urinaria)<br />
- malattie infiammatorie e croniche delle vie urinarie (cistiti, pieliti, uretriti)<img src="/photo/terme%20fonte.jpg" title="terme nelle marche" alt="terme nelle marche" height="96" hspace="4" width="140" align="right" /><br />
- artropatie infiammatorie e degenerative (poliartriti croniche, artrosi)<br />
- malattie infiammatorie croniche dell’apparato respiratorio<br />
(riniti, faringiti, sinusiti, laringiti, otiti, bronchiti)<br />
- malattie infiammatorie croniche ginecologiche.</p>
<p><strong>Cure termali</strong><br />
bibita, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, bagni salsobromojodici, irrigazioni    vaginali.</p>
<p align="center"><strong>macerata feltria : terme di raffaello</strong></p>
<p>Macerata Feltria sorge ai piedi dell&#8217;Appennino marchigiano, a 321 m. di altitudine,    tra i fiumi Foglia e Conca, nella parte orientale del Montefeltro. Erede della    romana Pitinum Pisaurense, distrutta dai goti nel VI secolo, fu contesa tra    i Malatesta e i Montefeltro, restando soggetta prima al Ducato di Urbino e poi    allo Stato Pontificio. Qui Garibaldi in fuga trovò aiuto durante gli    eventi del 1849. Le acque della fonte Certaldo erano utilizzate dagli abitanti    sin dall&#8217;antichità, ma la vera storia termale di Macerata Feltria ha    avuto origine nel 1992 con la creazione del moderno centro Pitinum Thermae.</p>
<p><strong>Acque Solfuree - </strong><strong>Trattamenti</strong> - Cura e prevenzione    delle malattie dell&#8217;apparato respiratorio. Trattamento delle disfunzioni epato-biliari.    Bagni termali, idromassaggi, docce, masso e fisiochinesiterapia. Fangoterapia.    Cure inalatorie, idropiniche. Rieducazione delle patologie invalidanti di anca,    ginocchio e colonna vertebrale. Stabilimento a norme CEE, accessibile agli invalidi.    Convenzioni con SSN ed enti mutualistici</p>
<p align="center">
<strong>aspio terme</strong></p>
<p>Fra boschi e colline della valle bagnata dal torrente omonimo, Aspio occupa    una posizione panoramica rispetto al monte Conero e al colle di Camerano. A    pochi chilometri si trovano Camerano, con la chiesa di S.Francesco dal portale    gotico e il particolare museo della fisarmonica, e Osimo che vanta il Duomo    romanico con un bel portico dalle arcate imponenti e due portali gotici ed il    Battistero con la fonte battesimale del XVI secolo in bronzo.<br />
<strong>Acque - Salsobromoiodiche - </strong><strong>Trattamenti </strong>-    Cura idropinica per i disturbi dell&#8217;apparato digerente. Cura delle sindromi    catarrose e ipersecretive. Trattamento di dispepsie, coliti e disfunzioni epato-biliari.    <img src="/photo/terme%20generale.jpg" title="le terme" alt="le terme" height="170" hspace="4" width="227" align="right" /><br />
<strong>Indicazioni terapeutiche</strong><br />
- malattie dell’apparato digerente e del fegato<br />
(gastriti, cauti, stipsi, congestione epatica, insufficienza epatica)<br />
- malattie del ricambio.</p>
<p><strong>Cure termali</strong><br />
bibita.</p>
<p align="center">
<strong>san vittore delle chiuse - genga</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>Piccola ma importante stazione termale, nota per le proprietà terapeutiche    delle sue acque solfuree lievemente radioattive. Il borgo consta di poche case    nella bassa valle del fiume Sentino, alla sua confluenza con l&#8217;Esino. La chiesa    medievale, che dà il nome alla località, S.Vittore delle Chiuse,    risale probabilmente al XI secolo ed è in stile romanico con intrecci    bizantini, con due torri campanarie, una massiccia e tronca, l&#8217;altra, cilindrica,    ancora intatta. A pochi chilometri si trovano le grotte di Frasassi, nella gola    omonima scavata dal Sentino fra le pareti a strapiombo dei monti Vallemontagnana    e Frasassi. La cavità più grande è la Grotta Grande del    Vento, scoperta ed esplorata nel 1971; nella gola si aprono numerose altre grotte    di difficile accesso: in una di queste è sorta la pittoresca cappella    di S.Maria infra Saxa.</p>
<p><strong>Acque - Solfuree radioattive - </strong><strong>Trattamenti </strong>-    Riabilitazione e recupero funzionale di pazienti con esiti post-traumatici.    Trattamento di malattie infiammatorie e degenerative dell&#8217;apparato respiratorio    e locomotore. Balneoterapia e fangoterapia. Masso e fiochinesi terapie.<br />
<strong>Indicazioni terapeutiche</strong><br />
- malattie infiammatorie croniche dell’apparato respiratorio<br />
(riniti, faringiti, tonsilliti, sinusiti, laringiti, bronchiti, sordità    rinogena)<br />
- artropatie ad impronta infiammatoria<br />
- malattie delle pelle<br />
- malattie croniche ginecologiche.</p>
<p><strong>Cure termali</strong><br />
inalazioni, aerosol, nebulizzazioni, insufflazioni endotubariche, irrigazioni    vaginali,<br />
irrigazioni rettali, balneoterapia orale.</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>sarnano</strong></p>
<p align="left"><img src="/photo/termesarnano2.gif" height="140" hspace="4" width="250" align="left" />Sarnano    è un suggestivo borgo medievale posto su un colle nel versante nord-orientale    dei monti Sibillini, a mezza strada tra Camerino e Ascoli Piceno. Le sue origini    pare risalgano ad alcune famiglie di discendenza longobarda che, all&#8217;inizio    del XIII secolo, posero le basi per la costituzione del nuovo comune. Il centro    storico conserva il suo impianto originario, con le stradine ripide e la piazza    Alta, circondata dagli antichi palazzi pubblici e dalla duecentesca chiesa di    S.Maria Assunta. Il paese nuovo si snoda più in basso, dove è    ubicato anche lo stabilimento delle terme. La fonte deve il suo nome al frate    francescano S.Giacomo della Marca che predicò nella regione nel Quattrocento.    I dintorni offrono piacevoli motivi di interesse e svago.</p>
<p align="left"><strong>Acque </strong>- Salse e solfuree, bicarbonato-calciche-sodiche.</p>
<p><strong>Trattamenti</strong> - Terapia inalatoria per le patologie delle vie    respiratorie. Cura e prevenzione delle malattie del ricambio e dell&#8217;apparato    urinario. Trattamento delle patologie cutanee e dell&#8217;apparato genitale femminile.    Fangoterapia e masso-fisiochinesiterapia. Cura e prevenzione della sordità    rinogena con insufflazioni endotimpaniche e politzer crenoterapico.</p>
<p align="left"><strong>Indicazioni terapeutiche</strong><br />
- diatesi urica (calcolosi renale, renella, iperuricemia, gotta)<br />
- malattie delle vie urinarie (pieliti, cistiti, uretriti)<br />
- affezioni catarrali gastroenteriche)</p>
<p align="left"><strong>Cure termali</strong><br />
bibita.</p>
<p align="center"><strong>terme di palme </strong></p>
<p align="left">Piccola ma importante stazione termale, nota per le proprietà    terapeutiche delle sue acque solfuree lievemente radioattive. Il borgo consta    di poche case nella bassa valle del fiume Sentino, alla sua confluenza con l&#8217;Esino.    La chiesa medievale, che dà il nome alla località, S.Vittore delle    Chiuse, risale probabilmente al XI secolo ed è in stile romanico con    intrecci bizantini, con due torri campanarie, una massiccia e tronca, l&#8217;altra,    cilindrica, ancora intatta. A pochi chilometri si trovano le grotte di Frasassi,    nella gola omonima scavata dal Sentino fra le pareti a strapiombo dei monti    Vallemontagnana e Frasassi. La cavità più grande è la Grotta    Grande del Vento, scoperta ed esplorata nel 1971; nella gola si aprono numerose    altre grotte di difficile accesso: in una di queste è sorta la pittoresca    cappella di S.Maria infra Saxa.</p>
<p><strong>Acque - Solfuree radioattive. </strong></p>
<p><strong>Trattamenti</strong> - Riabilitazione e recupero funzionale di pazienti    con esiti post-traumatici. Trattamento di malattie infiammatorie e degenerative    dell&#8217;apparato respiratorio e locomotore. Balneoterapia e fangoterapia. Masso    e fiochinesi terapie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=22</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Abbigliamento - Factory Outlet nelle Marche</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=17</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=17#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 18:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=17</guid>
		<description><![CDATA[Armani Factory Outlet Abbigliamento
 Indirizzo: Via Merloni , 10
Citta&#8217;: Matelica Provincia: Macerata
Telefono: 0737-782352
Orari:
Armani Outlet
BRUMMEL Abbigliamento
Indirizzo: Statale Adriatica
Citta&#8217;: Marina di Montemarciano Provincia: Ancona
Telefono: 071/91971
Orari: 8.30-12.15 / 15.30-19.15
Byblos Abbigliamento
Indirizzo: Via Achille Barilati, 3
Citta&#8217;: Ancona Provincia: Ancona
Telefono: 071/8071
Orari: 10.00-13.00/15.00-19.00 Sabato 9.30-13.00/15.00-19.00
Rimanenze e fine serie di Byblos. Collezione invernale da metà         [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Armani Factory Outlet</strong><strong> </strong>Abbigliamento</p>
<p align="left"> Indirizzo: Via Merloni , 10<br />
Citta&#8217;: Matelica Provincia: Macerata<br />
Telefono: 0737-782352<br />
Orari:<br />
Armani Outlet</p>
<p align="left"><strong>BRUMMEL</strong> Abbigliamento<br />
Indirizzo: Statale Adriatica<br />
Citta&#8217;: Marina di Montemarciano Provincia: Ancona<br />
Telefono: 071/91971<br />
Orari: 8.30-12.15 / 15.30-19.15<br />
Byblos Abbigliamento<br />
Indirizzo: Via Achille Barilati, 3<br />
Citta&#8217;: Ancona Provincia: Ancona<br />
Telefono: 071/8071<br />
Orari: 10.00-13.00/15.00-19.00 Sabato 9.30-13.00/15.00-19.00<br />
Rimanenze e fine serie di Byblos. Collezione invernale da metà            settembre.<br />
<strong>DALG MAISON</strong> Abbigliamento<br />
Indirizzo: Zona Industriale Marino del Tronto<br />
Citta&#8217;: Ascoli Piceno Provincia: Ascoli Piceno<br />
Telefono: 0736403344<br />
Orari:<br />
La piu&#8217; grande azienda di abiti da sposa e da cerimonia per uomo donna            e bambini, abiti di alta moda per ogni genere di ricevimento.<br />
<strong>GENNY MODA </strong>Abbigliamento<br />
Indirizzo: Statale Adriatica<br />
Citta&#8217;: Ancona Provincia: Ancona<br />
Telefono: 071 8717<br />
Orari: 10.00-14.00 / 15.00-19.00<br />
Completi Genny, Complice. Borsette in pelle. Telefonare per le date            dei nuovi arrivi.<br />
<strong>PRADA</strong> (SPACE OUTLET) Abbigliamento<br />
Indirizzo: Via ALPI (ZONA INDUSTRIALE), 97<br />
Citta&#8217;: MONTEGRANARO Provincia: Ascoli Piceno<br />
Telefono: 0734/897.82.72<br />
Orari: Lo spaccio di oltre 2000 mq. effettua i seguenti orari al pubblico:            Lunedì 09.00-12.30 / 15.00-19.30 Martedì 09.00-12.30 /            15.00-19.30 Mercol. 09.00-12.30 / 15.00-19.30 Giovedì 09.00-12.30            / 15.00-19.30 Venerdì 09.00-12.30 / 15.00-19.30 Sabato 10.00-19.30            orario contin.<br />
Punto vendita aziendale di tutta la produzione PRADA e PRADA SPORT.            Abbigliamento classico e sportivo: Abiti, giacconi, giacche, maglieria,            calzature uomo-donna-bimbo, stivali, accessori, borse, borsoni, pelletteria            e valigeria del prestigioso marchio PRADA con il 40% di sconto. Saldi            dal 7 Gennaio a tutto Febbraio.<br />
<strong>RODRIGO OUTLET</strong> Abbigliamento<br />
Indirizzo: Via Piave, 72 (Statale Adriatica)<br />
Citta&#8217;: San Benedetto del Tronto Localita&#8217; Porto d&#8217;Ascoli Provincia:            Ascoli Piceno<br />
Telefono: 0735/757564<br />
Orari: lun.-sab. 9.30-13.00/16.00-20.00 (lunedi&#8217; mattina chiuso)<br />
&#8220;Punto vendita aziendale della griffe &#8220;&#8221;RODRIGO&#8221;".            Camicie, abiti, giacche, cravatte, tailleurs, foulards, cappotti, giacconi,            maglioni in cachemire, abbigliamento classico e sportivo&#8221;<br />
<strong>HARLEY DAVIDSON</strong> MOTOR CYCLES OUTLET Abbigliamento sportivo<br />
Indirizzo: Via ALPI , 133/135<br />
Citta&#8217;: MONTEGRANARO Provincia: Ascoli Piceno<br />
Telefono: 0736 - 8991<br />
Orari: Orari: GIORNO mattino pomeriggio Lunedì chiuso 15.00-18.45            Martedì 09.00-12.30 15.00-18.45 Mercoledì 09.00-12.30            15.00-18.45 Giovedì 09.00-12.30 15.00-18.45 Venerdì 09.00-12.30            15.00-18.45 Sabato 09.00-12.30 15.00-18.45<br />
I famosi stivali da motociclista del prestigioso marchio: HARLEY DAVIDSON            Un marchio in licenza in esclusiva per l´Italia. Abbina calzature            dal gusto forte e dalla linea moderna a capi d´abbigliamento e            accessori informali. Rilevante il design grintoso, ispirato allo stile            di vita libero e ´on the road´ proprio della cultura motociclistica.            I pellami vantano una notevole resistenza, pur essendo molto confortevoli.            Il design è semplice, lineare, ravvivato da tagli irregolari            ed assimmetrici; i colori sono quelli tradizionali: nero e marrone.<br />
<strong>NAZARENO GABRIELLI</strong> MULTIFIRME Arredamento<br />
Indirizzo: Via Repubblica, 14<br />
Citta&#8217;: Tolentino Provincia: Macerata<br />
Telefono: 0733/9021<br />
Orari: 9,00-12,30/16,00-20,00 Lunedi&#8217; chiuso<br />
Sconti dal 25 al 50% sull&#8217;abbigliamento. Molti borsoni, pelletteria,            scarpe.<br />
<strong>REVEDI GFT </strong>FACTORY STORE Arredamento<br />
Indirizzo: Via A. Merloni,10<br />
Citta&#8217;: Matelica Provincia: Macerata<br />
Telefono: 0737/782352<br />
Orari: mar-sab 9/12.30 e 15/19.30<br />
Abbigliamento uomo donna classico,aggiornato e sportswear,taglie regolari            e conformate da uomo e donna,abiti giacche e camicie uomo,tailleur,abiti,gonne            e maglie donna<br />
<strong>FORNARINA</strong> Calzature<br />
Indirizzo: Zona Industriale A,<br />
Citta&#8217;: Civitanova Marche Provincia: Macerata<br />
Telefono: 0733/898989 FAX<br />
Orari: logo.gif<br />
Famose scarpe sportive delle teen ager<br />
<strong>PRADA</strong> FACTORY OUTLET (Silvano Mazza) <strong>Calzature</strong><br />
Indirizzo: Via Veregrense, 72 Nuova Zona Industriale<br />
Citta&#8217;: Montegranaro Provincia: Ascoli Piceno<br />
Telefono: 0734/891197<br />
Orari: 10.00/12.30 - 15.00/19.00 Sabato orario continuato 10.00/19.00<br />
Calzature uomo/donna/bambino. Classiche, Sportive e Fashion. Marche            Prada, Prda sport, Prada gym e tutta la linea Silvano Mazza.<br />
<strong>PRADA</strong> OFFICIAL OUTLET Calzature<br />
Indirizzo: Via Alpi, 97<br />
Citta&#8217;: Montegranaro Provincia: Ascoli Piceno<br />
Telefono: 0734/8978272<br />
Orari: Lun.-Ven. 9.00/12.30/15.00-19.30 Sab. orario continuato 10.00-19.30<br />
Punto vendita aziendale delle scarpe prada per uomo, donna e bimbo<br />
<strong>ROBERTO CAVALLI SHOES</strong> Calzature<br />
Indirizzo: Via dell´Industria ( Zona industriale)<br />
Citta&#8217;: Gottazzolina Provincia: Ascoli Piceno<br />
Telefono: 0734 - 63.20.64<br />
Orari: LUNEDI dalle 15.30 alle 19.30 da martedi a sabato dalle 09.30            alle 12.30 dalle 15.30 alle 19.30<br />
La DRIBLING SPA OLTRE ALLE CALZATURE DI ROBERTO CAVALLI ANGELS PRODUCE            ANCHE LE SCARPE FIORUCCI, FLEXA JUNIOR, SIMONETTA E DISNEY BABIES<br />
<strong>TOD´S</strong> SPA OUTLET Calzature<br />
Indirizzo: Corso Garibaldi (località CASETTE D´ETE), 134<br />
Citta&#8217;: SANT´ELPIDIO A MARE Provincia: Ascoli Piceno<br />
Telefono: 0734 / 871671 -<br />
Orari: DAL LUNEDI AL SABATO ORARIO CONTINUATO 10.00/.19.30<br />
IL VERO OUTLET DEI MARCHI: - DIEGO DELLA VALLE - TOD´S - HOGAN            - FAY oltre 3000 mq di calzature abbigliamento e pelletteria al 40%            off</p>
<p><strong>PIERO GUIDI</strong> Pelletteria<br />
Indirizzo: Via Provinciale, 185<br />
Citta&#8217;: Schieti di Urbino Provincia: Pesaro e Urbino<br />
Telefono: 0722 59086<br />
Orari: Lun-Ven 9.30-12.30/14.00-19.00<br />
Pelletteria,borse,valigie,abbigliamento,guanti,cappelli,calzature.</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="left"><strong>elenco outlet nella regione Marche </strong></p>
<p align="left"> <em> abbigliamento</em></p>
<p>1 <strong>Zeta B </strong><br />
Molino, 1 60020 Agugliano AN 071908279<br />
2 <strong>Byblos </strong><br />
Achille Barilati, 1 60100 Ancona AN 0718071<br />
3 <strong>Genny Moda / Byblos </strong><br />
Via Luigi Albertini, 12 60131 Ancona AN 0718717<br />
4 <strong>Teodori </strong><br />
Roma, 119 60030 Angeli Rosora AN 0731814954<br />
5 <strong>Confezioni Elegant </strong><br />
Moscatelli, 41 60011 Arcevia AN 0731983234<br />
6 <strong>Fly 3 </strong><br />
del Lavoro, 1 60120 Castelferretti AN 071918117<br />
7 <strong>Confezioni Gulliver </strong><br />
Achillegrandi, 15/a 60024 Filottrano AN 07172281<br />
8 <strong>Creazioni Baleani </strong><br />
Cantalupo, 6 60024 Filottrano AN 0717220404<br />
9 <strong>Gulliver Look </strong><br />
Tornazzano, 3 60024 Filottrano AN 0717221227<br />
10 <strong>Manifattura Paoloni</strong><br />
Schiavoni, 14 60024 Filottranno, 14 AN 0717220236<br />
11 <strong>Oliver Look </strong><br />
del Lavoro, 31/a 60024 Filottrano AN 0717222989<br />
12 <strong>Simonetta </strong><br />
San Marcello, 102 60035 Jesi AN 07312301<br />
13 <strong>Emanuel </strong><br />
Piani d&#8217;Appresso, 6/a 60010 Ostra Vetere AN 071964161<br />
14 <strong>Constaff </strong><br />
Coste, 6 60039 Staffolo AN 0731779596<br />
15 <strong>Meg </strong><br />
Z.I. Campolungo 63100 Ascoli Piceno AP 0736 403340<br />
16 <strong>Centotex</strong><br />
dell&#8217;Industria, 71 63033 Centobuchi di Monteprandone AP 0735 701555<br />
17 <strong>Pantalonificio NIPA </strong><br />
A. Moro. 10 63044 Comunanza AP 0736 845455<br />
18 <strong>Maglificio T &amp; J </strong><br />
E. Fermi. 9 63020 Falerone -Penna S. Giovanni AP 0734 750860<br />
19<strong> Montefiore Manifatture </strong><br />
Abruzzl, 26 63040 Maltignano AP 0736 402620<br />
20 <strong>Real Thing Camiceria </strong><br />
Abruzzi, 7a 63040 Maltignano AP 0736 304166<br />
21 <strong>Chaday Complit </strong><br />
S. Giorgio, 2 63020 Montappone AP 0734 760712<br />
22 <strong>Niko Sport </strong><br />
S.S.78 Sarnano Ascoli Piceno 62026 Passo S. Ginesio AP 0733 66362617<br />
23 <strong>Kast </strong><br />
A.Volta 63019 S. Elpidlo a Mare AP 0734 861254<br />
24 <strong>Manifattura Paoloni </strong><br />
E. Fermi, 17 (Z.I.) 62010 Appignano MC 0733 400711<br />
25 <strong>Italiana Manifatture </strong><br />
S.Francesco,19 63039 San Benedetto del Tronto AP 0735 753078<br />
26 <strong>New Penky </strong><br />
Calatafimi, 20 63039 San Benedetto del Tronto AP 0735 583898<br />
27 <strong>Brums Brummel </strong><br />
Einaudi 62012 CIVITANOVA MARCHE MC 0733 817450<br />
28 <strong>M.A. </strong><br />
L. Elnaudi. 166 62012 Civitanova Marche MC 0733 829564<br />
29 <strong>Confezioni jacky O </strong><br />
Pallotta, 15 62032 Camerino MC 0737 632145<br />
30 <strong>Maglificio Baby Sara </strong><br />
Matteotti<br />
31 <strong>Confezioni Brusy </strong><br />
del Commercio, 9 62010 Montecassiano MC 0733 598818<br />
32 <strong>Linea Luti </strong><br />
E. Mattei, 2 62010 Montefano MC 0733 850174<br />
33 <strong>Sabry Maglierie </strong><br />
E. Mattei. 14 62010 Montefano MC 0733 850070<br />
34 <strong>Castiglione Giubbotteria </strong><br />
G. Matteotti,156 62010 Montefano MC 0733 850108<br />
35 <strong>Equilook </strong><br />
del Donatore, 6 Z.I 62010 Beldiletto MC 0733 850058<br />
36 <strong>Confezioni Onelia </strong><br />
E. Mattei. 10 62010 Montefano MC 0733 850193<br />
37 <strong>Fashion Mode </strong><br />
Vissani, 39/B 62010 Montecassiano (fraz. Vissani) MC 0733 290013<br />
38 <strong>Maglificio Jamila </strong><br />
Visconti, 14 63014 Montegranaro MC 0734 88735<br />
39 <strong>Ambrosini Spaccio</strong>, (C. Cam)<br />
A. de Gasperi, 12 62010 Montelupone MC 0733 226200<br />
40 <strong>E.E.P. Edwinio </strong><br />
della Resistenza,49 62027 San Severino Marche MC 0733 634606<br />
41 <strong>Giuliano Tricot </strong><br />
P.U. Ciccioli, 31/32 62010 Pollenza MC 0733 549165<br />
42 <strong>Confezioni Carol </strong><br />
spontini, 16 62018 Porto Potenza Piceno MC 0733 688635<br />
43<strong> Malagrida Manifatture </strong><br />
Ctr. Cisterna. Via L.Liviabella, 2 62029 Tolentino MC 0733 966413<br />
44 <strong>Creazioni CM </strong><br />
C.A. Dalla Chiesa, 1 62029 Tolentino MC 0733 968083<br />
45 <strong>Nazareno Gabrielli Multifirme </strong><br />
Repubblica, 14 62029 Tolentino MC 0733 960800<br />
46 <strong>Elleci Confezioni </strong><br />
Rossini.29/33 Zona PIP Cisterna 62029 Tolentino MC 0733 969063<br />
47<strong> Jeordie&#8217;s Moda </strong><br />
Livia Bella, l 62029 Tolentino MC 0733 968552<br />
48 <strong>Trea </strong><br />
Cassera, 12 62010 Treia MC 0733 843322<br />
49 <strong>Urbis -Tombolini </strong><br />
Fraz. Passo Colmurano. S.S. 78 62020 Urbisaglia MC 0733 50408<br />
50 <strong>Brums Brummel </strong><br />
Statale Adriatica 60016 Marina di Montemarciano AN 071 91971<br />
51 <strong>Scacchioli Abbigliamento </strong><br />
Via XXV Aprile, 30 (Z.A.) 63036 Pagliare del Tronto AP 0736 899918<br />
52 <strong>Bassi Giuseppe </strong><br />
Cappuccini, 2 62018 Potenza Picena MC 0733 672350<br />
53 <strong>Valconf </strong><br />
dell&#8217; Artigianato 63030 Monteprandone AP 0735 702222<br />
54 <strong>Ema </strong><br />
Ctr. Maggiola 62010 Montecosaro MC 0733 564836<br />
55 <strong>Baby Graziella </strong><br />
Via Serraloggia, 5/a 60010 Fabriano AN 0732 251261<br />
56 <strong>Armani Factory Store </strong><br />
Via Merloni 10 Matelica MC 0737 84233<br />
57 <strong>Brums Brummel </strong><br />
Via Einaudi, 30 Centro Comm. Auchan FANO PS<br />
58<strong> Brums Brummel </strong><br />
Strada Montefeltro, 49 PESARO PS<br />
59 <strong>John Ashfield </strong><br />
Via dell&#8217;Esposizione, 8 PESARO PS 0721 403851</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=17</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Calzature - Shopping tra le Marche</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=18</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=18#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 18:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=18</guid>
		<description><![CDATA[calzature 
1 Pantofolificio Farfalla
S. Giuseppe, 21/22 60020 Camerata Picena AN 071946027
2 Alice Calzaturificio 
Curiel 63011 Dasette d&#8217;Ete AP 0743 871326
3 Araba Fenix 
Teano, 26 63011 Casette d&#8217;Ete AP 0743 871631
4 Calzaturificio Gian Ros 
P. Nenni, 96 63011 Casette d&#8217;Ete AP 0734 871606
5 Calzaturificio Kid&#8217;s Heaven 
L. da Vinci 63011 Casette d&#8217;Ete AP 0734 871030
6 Calzaturificio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>calzature </em></p>
<p>1 <strong>Pantofolificio Farfalla</strong><br />
S. Giuseppe, 21/22 60020 Camerata Picena AN 071946027<br />
2 <strong>Alice Calzaturificio </strong><br />
Curiel 63011 Dasette d&#8217;Ete AP 0743 871326<br />
3 <strong>Araba Fenix </strong><br />
Teano, 26 63011 Casette d&#8217;Ete AP 0743 871631<br />
4 <strong>Calzaturificio Gian Ros </strong><br />
P. Nenni, 96 63011 Casette d&#8217;Ete AP 0734 871606<br />
5 <strong>Calzaturificio Kid&#8217;s Heaven </strong><br />
L. da Vinci 63011 Casette d&#8217;Ete AP 0734 871030<br />
6 <strong>Calzaturificio Railita</strong><br />
U. Terrcini, 127 63011 Casette d&#8217;Ete AP 0734 871250<br />
7 <strong>Ikam Italia </strong><br />
P.Nenni, 72 63011 Casette d&#8217;Ete AP 0734 871313<br />
8<strong> Zintla </strong><br />
Contrada Mostrapiedi 63011 Casette d&#8217; Ete AP 0734 810213<br />
9 <strong>Moda Clan Riel </strong><br />
Molino Vecchio, I/E 63022 Falerone AP 0734 750225<br />
10 <strong>Calzaturificio Novecento </strong><br />
Fermana Sud 63014 Fermo AP 0734 892932<br />
11 <strong>Calzaturificio Daniele Tucci </strong><br />
dell&#8217;Industria. 29/a 63023 Fermo S. Marco AP 0734 640933<br />
12 <strong>Calzaturificio Angelo Giannini </strong><br />
Montegrappa. 1 63015 Monte Urano AP 0734 842393<br />
13 <strong>Calzaturificio Sandro Mori </strong><br />
Contrada San Pietro. 60 63010 Massignano AP 0735 72522/72422<br />
14 <strong>Calzaturificio Zeis Excelsa </strong><br />
Elpidiense Sud, 195 63014 Montegranaro AP 0734 891435<br />
15 <strong>Calzaturificio Marilungo </strong><br />
Manzoni, 51 63014 Montegranaro AP 0734 891570<br />
16 <strong>Cicchini Calzature </strong><br />
Elpidiniese Sud, 180 63014 Montegranaro AP 0734 891524<br />
17 <strong>FIM </strong><br />
del Castello 63014 Montegranaro AP 0734 891912<br />
18 <strong>Calzaturificio Nuova Centauro</strong><br />
Zaccagnini. 152 63014 Montegranaro AP 0734 889009<br />
19 <strong>Calzaturificio R.D.B. </strong><br />
Veregrense, 310 63014 Montegranaro AP 0734 891259<br />
20 Calzaturificio Spring, Mario Bruni<br />
Filippo Turati, 4 63014 Montegranaro AP 0734 8905<br />
21 <strong>Giorgio Fabiani </strong><br />
Cavallotti, 139 63023 Porto S. Giorgio AP 0734 671369<br />
22 <strong>Calzaturificio Gianmarco Lorenzi </strong><br />
S.S.16 63018 Porto Sant&#8217;Elpidio AP 0734 902818<br />
23 <strong>Calzaturificio l&#8217;Idea </strong><br />
Mar Egeo, 101/103 63018 Porto Sant&#8217;Elpidio AP 0734 909790<br />
24 <strong>Norma J. Baker</strong><br />
Adriatica, 28 63018 Porto Sant&#8217;.Elpidio AP 0734 992015<br />
25 <strong>Calzaturificio Boccaccini </strong><br />
Cavour 63018 Porto Sant&#8217; Elpidio AP 0734 992505<br />
26 <strong>Calzoleria Galliano</strong><br />
Trieste, 71 63018 Porto Sant&#8217;Elpidio AP 0734 992211<br />
27 <strong>Gianrico Mori </strong><br />
Mar del Nord, 24 63018 Porto Sant&#8217;Elpidio AP 0734 901029<br />
28 <strong>Patricelli Trust </strong><br />
Pan della Noce, 6 63019 S. Elpidlo a Mare AP 0734 998999<br />
29<strong> Calzaturificio Nando Muzi </strong><br />
Falleriense, 2103 63019 S. Elpldlo a Mare AP 0734 810234<br />
30 <strong>DellaValle Tod&#8217;s </strong><br />
Garibaldi, 134 63019 S. Elpidio a Mare AP 0734 871671<br />
31 <strong>Calzaturificio Fabi </strong><br />
S.S. 16 Adriatica. angolo Via Abruzzo 63013 Grottamare AP 0735 594812<br />
32 <strong>Calzaturificio Mirella </strong><br />
Lombardia, 33 63019 S. Elpidio a Mare AP 0734 810340<br />
33 <strong>Cesare Catini </strong><br />
Via Martiri di Belfiore 62012 Civitanova Marche MC 0733 772527<br />
34<strong> Cesare Paciotti </strong><br />
Zona Industriale 62012 Civitanova Marche MC 0733 890427<br />
35 <strong>Calzaturificio Strategia </strong><br />
Calatafimi, 60 62012 Civitanova Marche MC 0733 813626<br />
36 <strong>Tartufoli e Tartufoli King </strong><br />
Contrada San Domenico,20 62012 Civitanova Marche Alta MC 0733 890586<br />
37 <strong>Novarese </strong><br />
Lotto. 1 62014 Corridonia MC 0733 433631<br />
38 <strong>Spaccio Fornarina </strong><br />
Einaudi, 300/304 62012 Civitanova Marche MC 0733 829728<br />
39 <strong>Falc</strong><br />
Contr. San Domenico,24 62013 Civitanova Marche Alta MC 0733 79091<br />
40 <strong>Fornari </strong><br />
Via Matteotti, 160 62012 Civitanova Marche MC 0733 775285<br />
41 <strong>Falc </strong><br />
Giarrocchi. 18/20 62012 Civitanova Marche MC 0733 79091<br />
42 <strong>Verdecchia </strong><br />
Valle, 168 62015 Monte San Giusto MC 0733 837228<br />
43 <strong>Fabi</strong><br />
G. Rossa.49 62015 Monte San Giusto MC 0733 530044/837244<br />
44 <strong>Petris</strong><br />
Martin L. King. 10 62015 Monte San Giusto MC 0733 539446/7<br />
45 <strong>Calzaturificio Lepi </strong><br />
del Lavoro 62015 Monte San Giusto MC 0733 539039<br />
46 <strong>Chérie Calzature </strong><br />
Macerata 62015 Monte San Giusto MC 0733 837050<br />
47 <strong>Calzaturificio Baby Ketty </strong><br />
s. Giacomo. 12 62015 Monte San Giusto MC 0733 539705<br />
48 <strong>Manas </strong><br />
Tangenziale. 14/16 62010 Montecosaro Scalo MC 0733 566343<br />
49 <strong>Calzaturificio Micio</strong><br />
Don Bosco.75 62010 Montecosaro MC 0733 865268<br />
50 <strong>Aeffe </strong><br />
Fiastra, 27/d 62010 Petriolo MC 0733 550222<br />
51 <strong>Calzaturificio Galizio Torresi </strong><br />
Romagna, 19 62010 Morrovalle MC 0733 222333<br />
52 <strong>Calzaturificio Vittorio Spernanzoni </strong><br />
F.lli Cervi, 65 62010 Morrovalle Scalo MC 0733 865149<br />
53 <strong>Calzaturificio Ruggeri &amp; Pagnanini </strong><br />
Alvata, 131 62018 Porto Potenza Picena MC 0733 88821<br />
54 <strong>Mare Calzaturificio</strong><br />
Martiri di via Fani, 1 62016 Porto Potenza Pìcena MC 0733 880222<br />
55 <strong>Calzature AlbertoMonti </strong><br />
Alfieri, 8/10 63015 Monte Urano AP 0734 840682<br />
56<strong> Dribbling </strong><br />
Zona Industriale 63024 Grottazzolina AP 0734 632064<br />
57 <strong>Solomoda G.Bravo </strong><br />
S. Crispino, 32 63018 Porto Sant&#8217;Elpidio AP 0734 901363<br />
58 <strong>Calzaturificio Mandolesi </strong><br />
Strada provinciale Montunarese 63019 S. Elpldlo a Mare AP 0734 810220<br />
59 <strong>SpaccioAziendale Walk Safari </strong><br />
Via Einaudi 428 67012 Civitanova Marche MC 0733 781208<br />
60 <strong>Calzaturificio Fabix </strong><br />
Via Italia 15 63015 Monte Urano AP 0734 841103<br />
61 <strong>Outlet Paciotti </strong><br />
via Enrico Mattei, 7/9 Z.A. 62014 CORRIDONIA MC 0733 283512</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=18</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Abbigliamento intimo</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=19</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=19#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 18:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=19</guid>
		<description><![CDATA[ 1 Bimef Confin 
G. di Vittorio 60044 Fabriano AN 0732627819 
2 Dalg Maison 
Z.I. Marino del Tronto 63046 Ascoli Piceno AP 0736 403344
3 EMA 
Via Sisto V (Zona Artigianale) 63039 San Benedetto del Tronto AP 0735            588759
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 1 <strong>Bimef Confin </strong><br />
G. di Vittorio 60044 Fabriano AN 0732627819 <strong><br />
2 Dalg Maison </strong><br />
Z.I. Marino del Tronto 63046 Ascoli Piceno AP 0736 403344<br />
3 <strong>EMA </strong><br />
Via Sisto V (Zona Artigianale) 63039 San Benedetto del Tronto AP 0735            588759</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=19</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>accessori per abbigliamento</title>
		<link>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=20</link>
		<comments>http://www.le-marche.it/le-marche/?p=20#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 18:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.le-marche.it/le-marche/?p=20</guid>
		<description><![CDATA[1 Genni
Campo Sportivo. 35 63044 Comunanza AP 0736 845409
2 Valentino Orlandi 
Enrico Mattei.25 62014 Corridonia MC 0733 283090
3 Grazia Pelletterie 
s. Lucia, 24 62029 Tolentino MC 0733 969720
4 Laipe 
Walter Tobagi, 2 (Z.I. le Grazie) 62029 Tolentino MC 0733 967480
5 Cappellificio S. Marini 
Sole, 10/a 63020 Montappone AP 0734 760437
6 Patrizia Baglione - Lavorazione cuoio
Salaria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1 <strong>Genni</strong><br />
Campo Sportivo. 35 63044 Comunanza AP 0736 845409<br />
2 <strong>Valentino Orlandi </strong><br />
Enrico Mattei.25 62014 Corridonia MC 0733 283090<br />
3 <strong>Grazia Pelletterie </strong><br />
s. Lucia, 24 62029 Tolentino MC 0733 969720<br />
4 <strong>Laipe </strong><br />
Walter Tobagi, 2 (Z.I. le Grazie) 62029 Tolentino MC 0733 967480<br />
5 <strong>Cappellificio S. Marini </strong><br />
Sole, 10/a 63020 Montappone AP 0734 760437<br />
6 <strong>Patrizia Baglione - Lavorazione cuoio</strong><br />
Salaria, 350 63031 Castel di Lama AP 0736 814058<br />
7 <strong>Sgariglia Enzo Borsettificio Simbolo </strong><br />
Montecarlo, 9 63018 Porto Sant&#8217; Elpidio AP 0734 992711<br />
8 <strong>Non Canta la Raganella </strong><br />
G.Battisti Pergolesi, 4 60025 Loreto Stazione AN 071976291</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.le-marche.it/le-marche/?feed=rss2&amp;p=20</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>

