urbino
Urbino ha origini antichissime che riportano all’epoca preistorica, ma si ha documentazione solo a partire dal III secolo a.C., quando Urvinum Mataurense assunse l’investitura di municipio romano di cui rimangono alcuni resti di mura e dell’antico teatro.
Grazie alla sua posizione strategica fu un feudo ambito coinvolto nelle lotte intestine. Guidata dalla fazione ghibellina e da Antonio da Montefeltro armo’ un forte esercito capace fronteggiare l’imperatore Federico Barbarossa a Roma. Questo portò ad Antonio il titolo di conte e la carica di vicario imperiale di Urbino (anno 1155). E’ probabilmente l’inizio del legame e della futura dinastia dei Montefeltro. Ma il periodo feudale non fu così florido come i successivi secoli. Passata definitivamente ai Montefeltro, strappata alle mire espansionistiche di Sigismondo Malatesta, Urbino conobbe un periodo di splendore, soprattutto con il più noto della famiglia “Federico II da Montefeltro”, conte e poi duca, che diede una forte spinta artistica convocando a corte artisti insigni dell’epoca. Dopo la morte di Guidobaldo, nel 1508, l’ultimo Montefeltro senza eredi, il ducato passò al nipote Francesco Maria della Rovere, fra i cui successori è Guidobaldo che fa rifiorire la
Duca di Montefeltro
città rinnovando l’antico splendore. Gli succede il figlio Francesco Maria II che cede Urbino al Papa (1626).
Da allora inizia il periodo più triste di Urbino, con la spoliazione della città e delle più importanti opere d’arte disperse in tutto il mondo. Ciò nonostante, Urbino è oggi un importante Centro artistico e turistico, e vanta una frequentata Università, con corsi di perfezionamento e specializzazione, corsi per stranieri, seminari e convegni; ha un’Accademia di Belle Arti, un Istituto Superiore di Grafica e un Istituto d’Arte del Libro. Urbino è la città natale di Bramante e Raffaello, simbolo del Rinascimento italiano, con la sua originale struttura urbana e gran parte degli edifici della sua stagione d’oro. Posta su due colli, è in gran parte circondata da mura e bastioni. Quattro strade principali collegano i due colli e questi con la pianura.
Ogni anno, in agosto, Urbino celebra se stessa con la Festa del Duca: una rievocazione in costume per le vie del centro a cui partecipano saltimbanchi e mangiafuoco, culminante nella sfida fra contee alla presenza della Corte ducale.
Da Vedere : Palazzo ducale
Il Palazzo Ducale, è il risultato dell’ampliamento e del castello medievale voluto da duca Federico su progetto di Luciano Laurana prima e da Francesco di Giorgio Martini poi, tra 1444 e il 1482, fino a diventare lo splendido Palazzo Ducale, un vero capolavoro dell’arte rinascimentale. Francesco di Giorgio Martini collega, poi, le varie parti del palazzo, con le sue 250 stanze (ricche un tempo di un migliaio di quadri, sottratti e dispersi dal legato pontificio cardinale Barberini), creando un palazzo a forma di città. Ai Laurana si devono il cortile, tra i più belli del Rinascimento, e la facciata verso la pianura con le torricelle che racchiudono le logge poste ai piani sovrastanti. Celebre lo Studiolo di Federico, opera di Giusto di Gand, con intarsi nella parte inferiore e 28 quadri nelle parti superiori, con ritratti (ne rimangono quattro) di filosofi, poeti e dottori. Le tarsie furono disegnate da Baccio Pontelli, Sandro Botticelli, Francesco di Giorgio Martini e Donato Bramante. Lavorarono per il duca: Baccio Pontelli, Leon Battista Alberti, Francesco Laurana, Desiderio da Settignano, il Pisanello, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Melozzo da Forlì, Fra Carnevale e Giovanni Santi. n figlio Guidobaldo continua l’opera chiamando Luca Signorell,, Timoteo Viti, Evangelista di Pian di Meleto. L’interesse dei duchi si estende alla città con interventi sugli edifici religiosi e civili e opere pubbliche come le mura.
Museo Diocesano Albani, conserva una collezione di ceramiche,a vetri e manufatti religiosi e il dipinto dell’Ultima Cena di Federico Barocci (XVI sec).
Chiesa di S. Domenico, dal magnifico portale in travertino sulla cui lunetta è incastonata un’opera di di Luca della Robbia).
Oratorio di San Giuseppe, famoso per il presepio in stucco del 1522. Nel 1416 il conte Guidantonio chiamò i fratelli sanseverinati Lorenzo e Jacopo Salimbeni per affrescare l’oratorio, seguiti dall’eugubino Ottaviano Nelli e dal ferrarese Antonio Alberti .
Oratorio di San Giovanni Battista (XIV sec) il cui interno è decorato con cicli di affreschi del XV sec, tra cui La Crocifissione del XV sec e La Vita di Giovanni,r attista di Jacopo e Lorenzo Salimbeni.
Il Duomo, si erge tra gli intricati vicoli medievali,a realizzato dal Laurana, e ricostruito dal Valadier nel 1784 dopo un terremoto e viene ricostruito nel secolo seguente in forme palladiane. Conserva opere di Timoteo Viti e Federico Barocci.
La chiesa di S. Francesco, sec. XIV, con il bel campanile gotico a cuspide e la grande pala d’altare di Federico Barocci. Rifatta dal Vanvitelli (prima metà del ‘700), ospita i monumenti funebri dei duchi (vi sono i sarcofagi di Antonio e Oddantonio). Chiesa di S. Bernardino
Chiesa S. Bernardino degli Zoccolanti, (costruita dsa Francesco di Giorgio Martini) è sede del Museo dei Duchi, fuori città (vi verrà sepolto con la moglie Elisabetta e il figlio Guidobaldo. Ospitava fino al secolo scorso la Madonna con Bambino, angeli e santi nonché il Duca Federico in ginocchio di Piero della Francesca (ora alla Pinacoteca di Brera a Milano).
Casa natale di Raffaello sede dell’omonima Accademia istituita nel 1869.
La Fortezza Albornoz, XV sec., sorge in V.le B. Buozzi e rappresenta l’emblema difensivo della città del XVI sec.
Galleria Nazionale delle Marche, ospitata nel Palazzo Ducale, conserva veri capolavori
come la “Flagellazione” e la “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca, la “Muta” di Raffaello Sanzi, e di altri importanti artisti: Domenico Rosselli, Allegretto Nunzi, Giovanni Baronzio, Pietro da Rimin, Antonio da Fabriano, Giovanni Santi, Melozzo da Forlì, i Giusto da Gan, Carlo Crivelli, Alvise Vivarini, Tiziano,s Timoteo Vita, Taddeo Zuccari. Alcune opere, disperse nel 1623, sono tornate a Urbino consentendo la realizzazione della galleria.
E ancora, scesi a valle, lo splendido panorama urbano che si gode da Borgo Mercatale con l’incombente volume semicilindrico che racchiude la quattrocentesca Rampa elicoidale di Francesco di Giorgio Martini
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