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LA REGIONE MARCHE
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La Storia dell'Arte
L'Antichità
Nell'età del ferro è forte l'influenza etrusca del periodo villanoviano,
mentre dal VI secolo a.C. inizia l'influenza artistica dei Greci. Notevoli
sono le necropoli picene (Pianello di Genga, Numana, Fermo) e galliche (Montefortino
di Arcevia e Santa Paolina di Filottrano). I resti d’epoca romana nelle
Marche sono numerosi: le mura di Osimo, l'Arco di Augusto a Fano, le cisterne
a Fermo, l’Arco di Traiano ad Ancona, la porta Gemina ad Ascoli Piceno,
la galleria del Furlo sulla via Flaminia, le rovine di Urbs Salvia, Helvia
Recina e Faleria, oltre alle diffuse opere architettoniche e idrauliche sparse
sul territorio. Molto importanti sono anche i mosaici e le sculture, in particolare
il famoso gruppo bronzeo rinvenuto a Cartoceto, nei pressi di Pergola.
Il Medioevo
In architettura alle elaborazioni locali, come il caratteristico presbiterio
elevato dell'antica Pieve di San Leo poi diffuso in tutta la regione, si affiancano
gli influssi provenienti dall'Oriente, da Ravenna e dalle altre regioni italiane.
Esempi notevoli del romanico sono le chiese di San Ciriaco e Santa Maria della
Piazza di Ancona, Santa Maria di Portonovo, San Vittore alle Chiuse, San Claudio
al Chienti, Santa Maria a Piè di Chienti, il battistero e Santissimi
Vincenzo e Anastasio di Ascoli, San Vincenzo al Furlo, l’abbazia di
Fonte Avellana, la Pieve e il duomo di San Leo; da non dimenticare opere civili
come il palazzo del Senato di Ancona, l'Arengo di Ascoli e la fontana di Fabriano.
Le abbazie benedettine di Chiaravalle di Fiastra e di Chiaravalle anticipano
il passaggio al gotico, che si ritrova nelle chiese di San Francesco di Fermo,
San Francesco di Ascoli Piceno, San Marco di Jesi, nei portali veneziani delle
chiese di Pesaro e Ancona e soprattutto in numerosi edifici civili, palazzi
e rocche. In pittura sono notevoli le influenze giottesche attraverso le opere
degli artisti riminesi e toscani, mentre si formano le prime scuole a Camerino,
Fabriano (Allegretto Nuzi) e San Severino (fratelli Salimbeni).
Il Rinascimento
Le vivaci corti dei Montefeltro e degli Sforza raccolgono gli stimoli del
rinascimento
fiorentino:
a Urbino sotto il conte Federico da Montefeltro, un vero "principe rinascimentale",
viene costruito il palazzo Ducale dove lavorano artisti quali Luciano Laurana,
Francesco di Giorgio Martini, Paolo Uccello e Piero della Francesca. In questo
clima si formano il Bramante e Raffaello Sanzio. Contemporaneamente si apre
il cantiere della basilica di Loreto, in cui lavorano Giuliano da Sangallo,
Bramante, Andrea Sansovino, Luca Signorelli, Melozzo da Forlì. Da ricordare
anche l'opera architettonica di Francesco di Giorgio Martini, che ha costruito
il palazzo della Signoria di Jesi e numerose rocche tra cui Sassocorvaro,
Cagli e Mondavio. Tra il quattrocento e il cinquecento giungono in regione
i pittori veneti Crivelli, Tiziano e Lotto, mentre sotto i Della Rovere lavorano
i Dossi e il Bronzino. Nel frattempo le officine di Pesaro, Urbino e Casteldurante
(l'odierna Urbania) iniziano a produrre ceramiche di alta qualità.
Dal Seicento ad oggi
Nel Seicento si afferma una corrente manierista che guarda ai modelli classici
(Brandani, fratelli Zuccari, Barocci, Tibaldi, De Magistris) in un periodo
che diventa sempre più rigido e formale a causa della Controriforma.
Aumenta il legame con Roma, con forti influenze del caravaggismo portato da
Orazio Gentileschi su artisti locali quali il Guerrieri, mentre alcuni artisti
marchigiani (Sassoferrato, Maratta, Ghezzi) influenzano a loro volta l'ambiente
romano, anche se si va esaurendo la creatività originale e il manierismo
classico non permette la diffusione del barocco. In questo periodo affluiscono
nelle Marche le opere di Rubens, Guercino, Guido Reni e Carracci.
Nel Settecento vengono effettuati interventi architettonici sulle città,
affidati spesso a grandi artisti, il più importante dei quali è
Luigi Vanvitelli, con il suo linguaggio architettonico di rottura rispetto
al Seicento: egli realizza opere ad Ancona, Macerata e Pesaro riconoscibili
per il neoclassicismo elegante e per l'uso del mattone a vista.
Nella prima metà dell'Ottocento le Marche sono quasi immobili dal punto
di vista culturale, a parte alcuni pittori tra cui il Podesti. A fine secolo
si registra una ripresa dell'attività artistica, stimolata dalla corrente
liberty, e nel Novecento sono da ricordare l'astrattista Osvaldo Licini e
il pittore Scipione, oltre all'industria delle ceramiche di Pesaro, Urbania
e Urbino.
urbino
Urbino
ha origini antichissime che riportano all’epoca preistorica, ma si ha
documentazione solo a partire dal III secolo a.C., quando Urvinum Mataurense
assunse l’investitura di municipio romano di cui rimangono alcuni resti
di mura e dell’antico teatro.
Grazie alla sua posizione strategica fu un feudo ambito coinvolto nelle lotte
intestine. Guidata dalla fazione ghibellina e da Antonio da Montefeltro armo’
un forte esercito capace fronteggiare l’imperatore Federico Barbarossa
a Roma. Questo portò ad Antonio il titolo di conte e la carica di vicario
imperiale di Urbino (anno 1155). E’ probabilmente l’inizio del
legame e della futura dinastia dei Montefeltro. Ma il periodo feudale non
fu così florido come i successivi secoli. Passata definitivamente ai
Montefeltro, strappata alle mire espansionistiche di Sigismondo Malatesta,
Urbino conobbe un periodo di splendore, soprattutto con il più noto
della famiglia "Federico II da Montefeltro", conte e poi duca, che
diede una forte spinta artistica convocando a corte artisti insigni dell’epoca.
Dopo la morte di Guidobaldo, nel 1508, l’ultimo Montefeltro senza eredi,
il ducato passò al nipote Francesco Maria della Rovere, fra i cui successori
è Guidobaldo che fa rifiorire la
Duca di Montefeltro
città rinnovando l'antico splendore. Gli succede il figlio Francesco
Maria II che cede Urbino al Papa (1626).
Da allora inizia il periodo più triste di Urbino, con la spoliazione
della città e delle più importanti opere d’arte disperse
in tutto il mondo. Ciò nonostante, Urbino è oggi un importante
Centro artistico e turistico, e vanta una frequentata Università, con
corsi di perfezionamento e specializzazione, corsi per stranieri, seminari
e convegni; ha un'Accademia di Belle Arti, un Istituto Superiore di Grafica
e un Istituto d'Arte del Libro. Urbino è la città natale di
Bramante e Raffaello, simbolo del Rinascimento italiano, con la sua originale
struttura urbana e gran parte degli edifici della sua stagione d'oro. Posta
su due colli, è in gran parte circondata da mura e bastioni. Quattro
strade principali collegano i due colli e questi con la pianura.
Ogni anno, in agosto, Urbino celebra se stessa con la Festa del Duca: una
rievocazione in costume per le vie del centro a cui partecipano saltimbanchi
e mangiafuoco, culminante nella sfida fra contee alla presenza della Corte
ducale.
Da Vedere : Palazzo ducale
Il Palazzo Ducale, è il risultato dell'ampliamento e
del castello medievale voluto da duca Federico su progetto di Luciano Laurana
prima e da Francesco di Giorgio Martini poi, tra 1444 e il 1482, fino a diventare
lo splendido Palazzo Ducale, un vero capolavoro dell'arte rinascimentale.
Francesco di Giorgio Martini collega, poi, le varie parti del palazzo, con
le sue 250 stanze (ricche un tempo di un migliaio di quadri, sottratti e dispersi
dal legato pontificio cardinale Barberini), creando un palazzo a forma di
città. Ai Laurana si devono il cortile, tra i più belli del
Rinascimento, e la facciata verso la pianura con le torricelle che racchiudono
le logge poste ai piani sovrastanti. Celebre lo Studiolo di Federico, opera
di Giusto di Gand, con intarsi nella parte inferiore e 28 quadri nelle parti
superiori, con ritratti (ne rimangono quattro) di filosofi, poeti e dottori.
Le tarsie furono disegnate da Baccio Pontelli, Sandro Botticelli, Francesco
di Giorgio Martini e Donato Bramante. Lavorarono per il duca: Baccio Pontelli,
Leon Battista Alberti, Francesco Laurana, Desiderio da Settignano, il Pisanello,
Paolo Uccello, Piero della Francesca, Melozzo da Forlì, Fra Carnevale
e Giovanni Santi. n figlio Guidobaldo continua l'opera chiamando Luca Signorell,,
Timoteo Viti, Evangelista di Pian di Meleto. L'interesse dei duchi si estende
alla città con interventi sugli edifici religiosi e civili e opere
pubbliche come le mura.
Museo Diocesano Albani, conserva una collezione di ceramiche,a vetri e manufatti
religiosi e il dipinto dell’Ultima Cena di Federico Barocci (XVI sec).
Chiesa di S. Domenico, dal magnifico portale in travertino
sulla cui lunetta è incastonata un’opera di di Luca della Robbia).
Oratorio di San Giuseppe, famoso per il presepio in stucco
del 1522. Nel 1416 il conte Guidantonio chiamò i fratelli sanseverinati
Lorenzo e Jacopo Salimbeni per affrescare l'oratorio, seguiti dall'eugubino
Ottaviano Nelli e dal ferrarese Antonio Alberti .
Oratorio di San Giovanni Battista (XIV sec) il cui interno è decorato
con cicli di affreschi del XV sec, tra cui La Crocifissione del XV sec e La
Vita di Giovanni,r attista di Jacopo e Lorenzo Salimbeni.
Il Duomo, si erge tra gli intricati vicoli medievali,a realizzato
dal Laurana, e ricostruito dal Valadier nel 1784 dopo un terremoto e viene
ricostruito nel secolo seguente in forme palladiane. Conserva opere di Timoteo
Viti e Federico Barocci.
La chiesa di S. Francesco, sec. XIV, con il bel campanile
gotico a cuspide e la grande pala d'altare di Federico Barocci. Rifatta dal
Vanvitelli (prima metà del '700), ospita i monumenti funebri dei duchi
(vi sono i sarcofagi di Antonio e Oddantonio). Chiesa di S. Bernardino
Chiesa S. Bernardino degli Zoccolanti, (costruita dsa Francesco
di Giorgio Martini) è sede del Museo dei Duchi, fuori città
(vi verrà sepolto con la moglie Elisabetta e il figlio Guidobaldo.
Ospitava fino al secolo scorso la Madonna con Bambino, angeli e santi nonché
il Duca Federico in ginocchio di Piero della Francesca (ora alla Pinacoteca
di Brera a Milano).
Casa natale di Raffaello sede dell'omonima Accademia istituita
nel 1869.
La Fortezza Albornoz, XV sec., sorge in V.le B. Buozzi e rappresenta l’emblema
difensivo della città del XVI sec.
Galleria Nazionale delle Marche, ospitata nel Palazzo Ducale,
conserva veri capolavori
come
la "Flagellazione" e la "Madonna di Senigallia" di Piero
della Francesca, la "Muta" di Raffaello Sanzi, e di altri importanti
artisti: Domenico Rosselli, Allegretto Nunzi, Giovanni Baronzio, Pietro da
Rimin, Antonio da Fabriano, Giovanni Santi, Melozzo da Forlì, i Giusto
da Gan, Carlo Crivelli, Alvise Vivarini, Tiziano,s Timoteo Vita, Taddeo Zuccari.
Alcune opere, disperse nel 1623, sono tornate a Urbino consentendo la realizzazione
della galleria.
E ancora, scesi a valle, lo splendido panorama urbano che si gode da Borgo
Mercatale con l'incombente volume semicilindrico che racchiude la quattrocentesca
Rampa elicoidale di Francesco di Giorgio Martini
URBANIA
Sita lungo un'ansa del fiume Metauro, circa nel mezzo di quell'area geografica
denominata Montefeltro, c'è URBANIA detta la
BELLA, già nota nel Rinascimento con
il nome di CASTELDURANTE. URBANIA dista circa
17 chilometri da URBINO attraverso l'antica via ducale
che Francesco Maria II nel XVI secolo percorreva in circa 3 ore... standosene
comodamente in lettiga! Arrivando da SANT'ANGELO in VADO
parcheggeremo l'auto in via Roma, mentre arrivando da FERMIGLIANO
parcheggeremo nella piazza della stazione delle corriere. Visitare Urbania
richiede almeno 4 ore, ma noi consigliamo di visitarla in una giornata. La
parte storica di Urbania è praticamente (con la sola esclusione del
Barco) racchiusa nel Rione Ponte Vecchio. Cominciamo la visita alla città
partendo proprio dall'ampia Piazza San Cristoforo - Largo della Rovere su
cui si affaccia il teatro BRAMANTE (che qui nacque)
e da cui partono via Garibaldi, via Roma e via Vittorio Emanuele. All'inizio
di quest'ultima (a piano terra del Palazzo Ducale) è sito il box delle
informazioni turistiche. Il Palazzo Ducale (ex Palazzo Brancaleoni) di URBANIA
fu ristrutturato nel XIV da Francesco di Giorgio Martini per ordine di Federico
di Montefeltro e nel XVI rivisto e trasformato dal Genga. Oggi il Palazzo
Ducale di URBANIA ospita varie attività culturali tra cui un museo
con pinacoteca ed una libreria. Molto bello è il Palazzo Comunale di
URBANIA con la sua torre campanaria. Un imperativo camminate
per URBANIA passando sotto i numerosi portici presenti
ed, ogni tanto, alzate gli occhi a cercare i particolari che fanno realmente
bella questa piccola città Arrivando da SANT'ANGELO
in VADO, a meno di 1 km da URBANIA, si trova
infine il BARCO, residenza di caccia dei Duchi di Urbino,
con il suo bel parco pubblico. Una curiosità URBANIA
è una delle città della ceramica italiana. Qui si tengono stage
e corsi di perfezionamento ad ogni livello.
URBANIA e la cultura religiosa
Numerose sono le chiese che si possono trovare ad URBANIA. Tra esse spicca per originalità e per un pizzico di macrabo la Chiesa dei Morti dal bel portale gotico e dall'inquietante cimitero delle Mummie. Le Mummie altro non sono che una serie di corpi estratti dai sepolcri all'epoca dell'editto Napoleonico di Saint Cloud nella prima metà dell'Ottocento e trovati mummificati in modo naturale a causa di una particolare muffa che aveva disitratato i corpi stessi. La cosa, ripeto, è a dir poco originale ed inquietante. La visita al Cimitero delle Mummie è a pagamento L.3,000 e, se pur molto interessante, è da noi consigliata al solo pubblico adulto. Molto più classiche sono le altre chiese che si trovano ad URBANIA a partire dalla Cattedrale con annesso Palazzo Vescovile e Museo Diocesano (visita praticamente solo su prenotazione) per passare poi alla chiesa di San Francesco ed ai conventi di Santa Chiara e Santa Maria Maddalena.
gradara
Borgo
di inconfondibile aspetto medievale, in felice posizione panoramica su un
colle sovrastante la via Flaminia, Gradara è cinta da una cortina trapezoidale
di mura trecentesche coronate di merli guelfi e munite di bastioni rettangolari.
Una cortina intermedia di mura, fornita di torri e di porta autonoma, garantiva
una ulteriore protezione alla rocca. L'intero perimetro delle mura è
percorso da un camminamento di ronda continuo. Nell'angolo occidentale la
cinta muraria è rinforzata da un poderoso bastione poligonale, la rocchetta.
L'unico accesso al borgo era la Porta dell'Orologio, un arco a tutto sesto
sormontato da una torre quadrata (su cui sono murati gli stemmi dei Montefeltro,
degli Sforza e dei Malatesta) fornita di ponte levatoio. Il castello occupa
il punto più alto e meglio difendibile del colle. Gravita attorno al
torrione principale o Mastio, che contribuisce ad imprimere all'insieme quell'aspetto
di forza ed eleganza caratteristico delle fortezze medievali. Il Mastio risale
al 1150, e attorno ad esso furono in seguito edificate le ali del castello.
L'interno del castello subì radicali trasformazioni nel passaggio da
fortilizio a residenza signorile. Delle opere d'arte che servirono a ingentilirlo
rimangono in particolare la battaglia attribuita ad Aspertini (ora nella Sala
del Consiglio) e la Pala in terracotta di Andrea della Robbia nella cappella.
paolo e francesca
La storia di Paolo e Francesca rappresenta da oltre 700 anni la tragedia del tradimento consumato. Esaminiamo i tre protagonisti:
Lui Lancialotto (o Giangiotto) Malatesta, figlio di quel Malatesta da Verrucchio che Dante chiama il "Mastin Vecchio", è il marito. Già il termine Giotto (o ciotto) è eloquente: lo zoppo, il deforme, in poche parole il brutto.
Lei Francesca da Polenta, figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia, donna di singolare grazia ed infinita bellezza, è la moglie.
L'altro è Paolo, il fratello minore di Lancialotto, bello, non avvezzo alla politica od alle armi, che per procura sposa a Ravenna nel 1275 la Francesca (ovviamente perchè Lancialotto era in altre faccende impegnato).
Lancialotto è Podestà di Pesaro e pertanto spesso assente od impegnato in cose militari o politiche.
Lei è spesso sola e ... Paolo è così bello che ....
"Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui della bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer si forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense"
"Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse:
soli eravamo e senza alcun sospetto.
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso
la bocca mi baciò tutto tremante
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse
quel giorno più non vi leggemmo avante"
Dante Alighieri Inferno Canto V 73-143
Ed un giorno del 1285 (o del 1289 ma poco importa), Lancialotto, probabilmente
da qualcuno avvertito, dice di partire per Pesaro, ma poi rientra di nascosto
e scopre sul fatto i due amanti.
La tragedia rapidamente si compie: uccide il fratello Paolo e la bella Francesca (che si getta sulla lama per proteggere l'amante).
E poichè, come spesso accade, solo con la morte si entra nella leggenda,
la stessa è stata narrata dai più grandi poeti con Dante Alighieri
in testa.
SAN LEO Città d'Arte
Nella media Valle del Marecchia, al centro della Regione storica
del Montefeltro, su un
masso
imponente di forma romboidale con pareti strapiombanti al suolo, sorge San
Leo. La placca rocciosa, di formazione calcareo-arenacea, è il risultato
della tormentata genesi che ha portato alla formazione del paesaggio della
Val Marecchia, nota ai geologi come Coltre o Colata della Val Marecchia. I
limiti della placca, nel caso di San Leo, sono interamente identificabili
e coincidenti con i dirupi e gli strapiombi; il contatto con le argille sottostanti
è sempre evidente. Questa situazione rende San Leo un paradigmatico
esempio ai fini della interpretazione della geologia locale e riassume, inoltre,
notevoli, fenomeni geomorfologici, caratteristici della Val Marecchia. La
straordinaria conformazione naturale del luogo ne ha determinato, dall’epoca
preistorica, la doppia realtà di fortezza munita per natura e di altura
inaccessibile e perciò sacra alla divinità.
L’antico nome Mons Feretrius è tradizionalmente
legato ad un importante insediamento romano, sorto intorno ad un tempio consacrato
a Giove Feretrio. Pur non essendo in possesso di fonti in grado di attestare
l’anno in cui i romani giunsero in questo luogo, possiamo affermare
che, fin dal III secolo, essi costruirono una fortificazione sul punto più
elevato del monte, ma non monirono l’abitato di cinta murarie poiché
la rupe è di per sé inaccessibile da qualunque lato. Sul finire
del III secolo, giunsero nel Montefeltro, dalla Dalmazia, Leone e il compagno
Marino, ai quali si deve la diffusione del cristianesimo che si propagò
rapidamente in tutta la regione circostante, fino alla nascita della Diocesi
di Montefeltro. Leone è considerato, per tradizione, il primo Vescovo
di Montefeltro, anche se l’istituzione della Diocesi risale, probabilmente,
al periodo fra VI e VII secolo, quando San Leo venne eretta a città
(il primo vescovo è documentato soltanto nell’826). La circoscrizione
ecclesiastica facente capo a Montefeltro comprendeva un territorio prevalentemente
collinare e montuoso, distribuito tra le Valli del Savio, Marecchia, Conca
e Foglia (a parte alcune mutazioni, l’antica Diocesi sopravvive oggi
con l’intitolazione di San Marino-Montefeltro). 
Sull’originario sacrario edificato dallo stesso Leone che la tradizione vuole abile tagliatore di pietre, sorse la Pieve, dedicata al culto orientale della Dormitio Virginis. L’edificio, costruito in epoca carolingia e rimodernato in età romanica, raccoglie intorno a sé il nucleo della città medievale. Dopo il VII secolo, accanto alla Pieve, fu innalzata la Cattedrale, consacrata al culto del Santo Leone. Nel 1173 essa venne completamente rinnovata, nelle forme romanico-lombarde, e unita alla possente torre campanaria di probabile origine bizantina. Il nucleo della città sacra, composto dal Palazzo Vescovile e dalla residenza dei Canonici, veniva così a costituire un vero e proprio agglomerato urbano, la civitas Sanctis Leonis, arricchita di altri edifici dalla dinastia dei Montefeltro stabilitasi a San Leo a metà del 1100. Non a caso essi, discendenti della progenie dei Conti di Carpegna, assunsero il titolo ed il nome proprio dall’antica città-fortezza di Montefeltro-San Leo. Il centro medievale conserva gli edifici romanici, Pieve, Cattedrale e Torre Campanaria, mentre i palazzi residenziali hanno subito numerose trasformazioni principalmente durante il periodo rinascimentale. L’abitato storico si estende intorno alle chiese che affacciano sulla piazza centrale, intitolata a Dante Alighieri, ed è composto da numerosi edifici: il Palazzo Mediceo (1517-23), la residenza dei Conti Severini-Nardini (XIII-XVI sec.), il Palazzo Della Rovere (XVI-XVII sec.), la Chiesa della Madonna di Loreto e abitazioni costruite fra il XIV e il XIX secolo.
Distanziata dall’agglomerato urbano, per evidenti ragioni
difensive, è la Fortezza di Francesco di Giorgio Martini. Il primitivo
nucleo altomedioevale, in cui dal 961 al 963 era stato assediato Berengario
Re d’Italia da Ottone I di Germania, venne ampliato tra XIII e XIV secolo,
quando i Malatesta riuscirono a sottrarre San Leo ai Montefeltro. Il Mastio
medievale, difeso dalle quadrangolari torri malatestiane, venne definitivamente
ridisegnato dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini per
volere di Federico da Montefeltro nel 1479. Egli escogitò la doppia
cortina tesa in punta fra torrioni circolari forgiati di beccatelli, la munì
del grande rivellino rivolto a sud, al di sotto del quale pose una caratteristica
casamatta. La nuova forma prevedeva una risposta al fuoco secondo i canoni
di una controffensiva dinamica che potesse garantire direzioni di tiri incrociati,
da qualunque parte provenisse l’attacco. La fortezza fu protagonista
di importanti vicende guerresche durante il periodo rinascimentale: fu sottratta
per pochi mesi ai Montefeltro dal duca Valentino nel 1502 e ai Della Rovere
delle truppe medicee nel 1517. Con la devoluzione del ducato urbinate al dominio
diretto dello Stato Pontificio (1631), la rocca perse il suo carattere di
arnese da guerra e fu adattata a carcere. Nel 1788, essendo le carceri della
Fortezza di San Leo per la loro forma e situazione molto insalubri e minacciando
uno di quei Baluardi imminente ruina, Giuseppe Valadier, nominato da Pio VII
architetto dello Stato della Chiesa, fu incaricato di apportare all’intera
struttura le necessarie migliorie. Dal 1791, fino alla morte avvenuta il 26
Agosto 1795, vi fu rinchiuso Giuseppe Balsamo, noto come Alessandro conte
di Cagliostro, uno dei più enigmatici ed affascinanti avventurieri
dell’età dei Lumi. Con l’avvento dell’Unità
d’Italia, San Leo non fu oggetto di riadattamento urbanistici, mantenendo
inalterato l’impianto urbano.
Le vicende storiche di San Leo sono leggibili soprattutto grazie ai preziosi
monumenti d’arte che la città gelosamente conserva quali esemplari
testimonianze di epoca medioevale (Pieve, Cattedrale, Torre civica, Convento
di Sant’Igne). Tuttavia, se al già cospicuo patrimonio artistico
aggiungiamo la Fortezza, imponente complesso difensivo progettato da Francesco
di Giorgio Martini quale elemento determinante per il controllo del territorio
del ducato di Federico, allora risulta chiaro quanto sia forte il legame tra
Urbino, città ideale e capitale illuminata, antesignana dell’espressione
culturale del pieno Rinascimento, capace di accogliere nel suo pingue alvo
artisti e letterati itineranti di diversa provenienza, e San Leo, antica residenza
e sede principale della nobile famiglia dei Montefeltro, baluardo difensivo,
sinonimo di indiscusso dominio per l’intero ducato. Ancora oggi, la
città di San Leo, grazie agli interventi dei preposti organismi statali
e locali, riveste con orgoglio il ruolo di nume tutelare di un’intera
civiltà e del suo patrimonio storico-artistico, consentendone la piena
valorizzazione e la completa fruizione da parte della collettività.
urbisaglia
Uno scrigno inaspettato di arte e tesori millenari, dall’antico impero
romano al medioevo al barocco. Il nuovo slogan di questo paese è proprio
azzeccato: capolavori in corso...A 20 minuti dalla A14 (e dal mare), a 15
minuti da Macerata, a 30 chilometri dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini:
chi ci abita dice che Urbisaglia è ad un passo da tutto. E in effetti
non possiamo dargli torto, specialmente quando ci dicono che ad un passo c’è
uno scrigno di tesori millenari che vanno dall’impero romano al medioevo
ai giorni nostri.
Il
Parco Archeologico di Urbisaglia è il più grande delle Marche:
gli scavi (che continuano ancora oggi) hanno portato alla luce grandissime
testimonianze dell’antica Urbs Salvia. Il serbatoio, il teatro, la cinta
muraria, il tempio criptoportico dedicato alla dea Salus Augusta (affacciato
sull’attuale statale 78, che era l’antica Salaria Gallica), monumenti
funerari, e soprattutto l’anfiteatro, uno dei meglio conservati d’Italia.
Non basta? No, perché oltre ai monumenti romani, c’è anche
l’affascinante borgo medievale, con la Chiesa dell’Addolorata
(sec. XV), il Palazzo Comunale (sec. XIII), la Collegiata di San Lorenzo (XVIII-XIX
sec.) e la maestosa Rocca, uno dei castelli meglio conservati della regione.
Nei dintorni da ammirare anche l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra,
famosissima, e la poco conosciuta ma preziosissima Chiesa della Maestà.
Insomma, una destinazione perfetta per scoprire arte, cultura, natura di una
città conosciuta anche da Dante Alighieri (che parla di Urbisaglia
nel sedicesimo canto del Paradiso).
La città del "Poeta" : RECANATI
Recanati
vuol dire Giacomo Leopardi; impossibile sfuggire a questa doppia identità
del borgo, che del resto è ben felice di continuare a celebrare il culto
di uno dei più grandi poeti italiani mai esistiti.
Il Comune sorse nel XII secolo a causa della necessità di difendere gli abitanti dalle scorrerie degli osimani. Federico Il conferì alla città il diritto di costruire un porto (l'attuale Porto Recanati). Unita la sede episcopale a quella di Loreto, nel 1592, l'importanza del centro scemò rapidamente, fino alla nascita del poeta.
A Leopardi è dedicato un itinerario cittadino alla scoperta dei luoghi più cari al poeta, vere e proprie"muse" della sua poetica. La piazza della cittadina, che ispirò le pagine del "Sabato del Villaggio", dove si trova il Palazzo Leopardi, casa natale del poeta; nei pressi si trova il Centro Nazionale di Studi leopardiani, dove è possibile osservare alcune rarissime copie delle opere del grande poeta.
Altre memorie leopardiane si trovano nel Palazzo Comunale e alla Biblioteca Bertucci. Ai piedi delle mura si trova l'arena da gioco dove Leopardi compose l'ode "Ad un vincitor nel gioco del pallone". Impossibile non sostare sotto il campanile della chiesa di S.Agostino, la famosa torre del passero solitario.
Da vedere l'oratorio del Nobili, dove il poeta giovinetto discorreva di religione e dove cominciò a formulare la sua poetica "universalistica". Poco distante si trova la chiesa di Santa Maria di Monte Morello dove venne battezzato, e la casa di Silvia, cui dedicò la famosissima ode.
Infine non si può lasciare Recanati senza aver visitato il Colle dell'Infinito, così ribatezzato appunto dopo i versi di Leopardi e dove è scolpito il primo verso del celebre poema "Sempre caro mi fu quest'ermo colle".
Il Territorio delle Rocche
Terra di passaggio, posta da sempre fra confini di entità politiche
forti - da nord a sud e ad ovest - e divisa anch’essa al suo interno fra
potenti signorie spesso contrapposte, la “Marca” mostra ancora oggi
con le sue numerose rocche i segni della sua storia politica. 
Una storia di aspre difese ed offese, denunciata dalla puntiforme distribuzione di strutture militari edificate a presidio delle città e del territorio, che può essere oggi ripercorsa in un itinerario affascinante che abbraccia tutta la regione.
La tipologia della “rocca”, presidio di piccole guarnigioni armate, caratterizzata da un ridotto circuito murario fra torrioni perimetrali contenente l’estrema difesa del mastio, ben si adattava infatti sia al controllo dei passi intervallivi che alla difesa dei centri urbani, e spesso anche al loro occhiuto controllo.
Di dimensioni e morfologie variabili, attrezzata con più o meno eleborati escamotages tipologico-costruttivi (masti, rivellini, battiponte, ecc.) si adattava spesso anche a residenza temporanea del signore. Le Marche ne mostrano esempi qualificati dal Medioevo al Rinascimento anzi, in quest’ultimo periodo, ne diventano il laboratorio esemplare.
Le prime costruzioni risalgono alla presenza del Legato pontificio Egidio Albornòz, delegato da Innocenzo VI alla riconquista dei territori della Chiesa (1353). Abile negoziatore quanto deciso stratega, il cardinale castigliano costellerà la regione di potenti rocche in pietra, delle quali rimangono sporadici esempi leggibili e molti reperti archeologici. Fra i primi si segnalano la Rocca di Sassoferrato (1368), mentre fra i secondi quella di Urbino (terminata nel 1371) oggi inglobata in ristrutturazioni cinquecentesche, come quella di Senigallia (1355). Ma la più eminente doveva essere quella di S. Cataldo in Ancona (1356-61), distrutta a furor di popolo nel 1383.
Rocche medievali suggestive sono anche quella dei Varano a Sfercia (Camerino), di Naro (presso Cagli), Castel di Luco ad Acquasanta, Rocca Priora a Falconara; come anche i caratteristici insediamenti fortificati rurali del Castello della Rancia a Tolentino e di Monte Varmine a Carassai.
Nel Rinascimento si esercita nelle Marche l’avanguardia degli architetti militari della “transizione”, che rivoluzionano l’aspetto e la funzionalità antibalistica delle strutture difensive. Spiccano il senese Francesco di Giorgio Martini ed il fiorentino Baccio Pontelli, al servizio rispettivamente dei Montefeltro e del Papa. Loro capolavori e prototipi internazionali vanno considerati le rocche di Mondavio e di Acquaviva Picena, dalle complesse geometrie planimetriche. Del primo si segnalano anche quelle di Sassocorvaro, S. Leo e Cagli, del secondo quella di Offida.
Caratteristiche e ben conservate rocche di transizione sono anche quelle di Urbisaglia, di Arquata del Tronto e di Montefiore di Recanati. Articolate e di maggiore dimensione si mostrano quelle di Gradara (1431-94) - con spiccata vocazione residenziale - e di Fano (1452); mentre spiccano, per la loro paradigmatica tipologia quadrilatera bastionata di “rocche di pianura”, la Rocca Costanza di Pesaro (Antonio Marchesi da Settignano, 1474) e quella roveresca di Senigallia (Luciano Laurana e Baccio Pontelli, 1478), quest’ultima esemplarmente restaurata e fruibile.
musei prov. pesaro-urbino
PESARO
SPECIALIZZATO
Casa Rossini
Pesaro - via G. Rossini, 34
Tel. 0721387357
ARTISTICO
Musei Civici: Pinacoteca e Museo delle Ceramiche
Pesaro - p.zza Toschi-Mosca, 29
Tel. 0721387541
0721387474
0721387525
072138 7393
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Oliveriano
Pesaro - Palazzo Almerici, via Mazza, 97
Tel. 072133344
SPECIALIZZATO
Museo del Mare
Pesaro - Villa Molaroni, v.le Pola
Tel. 0721387474
TECNICO SCIENTIFICO
Museo Scientifico "L. Guidi"
Pesaro - via Cecconi, 6
Tel. 072130677
0721387293
072167815
ARTISTICO
Oratorio del "Nome di Dio"
Pesaro - via Petrucci
Tel. 0721370593
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Testimonianze di Vita Rurale nella Bassa Valle del Foglia
Pesaro - Villa Fastiggi, via Finali, 63
Tel. 0721281550
ARTISTICO
Villa Imperiale
Pesaro - strada S. Bartolo, 63
Tel. 072169341
072123602
URBINO
SPECIALIZZATO
Casa Natale di Raffaello
Urbino (Pesaro e Urbino) - via Raffaello Sanzio, 57
Tel. 0722320105
ARTISTICO
Galleria Nazionale delle Marche
Urbino (Pesaro e Urbino) - Palazzo Ducale, p.zza Duca Federico, 3
Tel. 07222760
0722377483
0722322625
ARCHEOLOGICO
Museo dei Gessi
Urbino (Pesaro e Urbino) - Istituto di Archeologia, via del Balestriere, 2
Tel. 0722320534
TECNICO SCIENTIFICO
Museo del Gabinetto di Fisica dell'Università
Urbino (Pesaro e Urbino) - Palazzo degli Scolopi, p.zza della Repubblica
Tel. 07224146
ARTISTICO
Museo Diocesano "Albani"
Urbino (Pesaro e Urbino) - p.zza Pascoli, 2
Tel. 07222850
ARCHEOLOGICO
Museo Lapidario
Urbino (Pesaro e Urbino) - Palazzo Ducale, p.zza Duca Federico
Tel. 07222760
ARTISTICO
Oratorio di San Giovanni
Urbino (Pesaro e Urbino) - p.zza Barocci, 31
Tel. 3476711181
NATURALISTICO
Orto Botanico dell'Università
Urbino (Pesaro e Urbino) - via Bramante, 28
Tel. 07222428
07224241
07222613
PROVINCIA DI PESARO ED URBINO
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico
Acqualagna (Pesaro e Urbino) - c.so Roma
Tel. 072179671
NATURALISTICO
Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone
Apecchio (Pesaro e Urbino) - Sotterranei di Palazzo Ubaldini, via XX Settembre,
25
Tel. 0722989004
STORICO
Museo Storico della Linea Gotica
Auditore (Pesaro e Urbino) - loc. Casinina, via Provinciale, 79
Tel. 0722362170
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico e della via Flaminia
Cagli (Pesaro e Urbino) - via G. Leopardi
Tel. 0721791231
0721781952
0721780731
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico e della Via Flaminia "G. C. Corsi"
Cantiano (Pesaro e Urbino) - Chiostro di S. Agostino, via IV Novembre
Tel. 0721788321
0721788493
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo Civico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano
Fano (Pesaro e Urbino) - Palazzo Malatestiano, p.zza XX Settembre, 4
Tel. 0721828362
NATURALISTICO
Museo di biologia Marina
Fano (Pesaro e Urbino) - Laboratorio di Biologia Marina Università degli
Studi di Bologna, v.le Adriatico, 1/n
Tel. 0721802689
ARCHEOLOGICO
Museo Civico "A. Vernarecci"
Fossombrone (Pesaro e Urbino) - Palazzo Ducale Corte Alta, via del Verziere
Tel. 0721714645
0721716324
ARTISTICO
Pinacoteca Civica
Fossombrone (Pesaro e Urbino) - Palazzo Ducale Corte Alta, via del Verziere
Tel. 0721740291
0721716324
ARTISTICO
Quadreria "Cesarini"
Fossombrone (Pesaro e Urbino) - via Pergamino, 23
Tel. 0721714650
0721716324
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo delle terrecotte
Fratte Rosa (Pesaro e Urbino) - Complesso conventuale di Santa Vittoria
Tel. 0721777113
ARTISTICO
Museo "F. Assetto"
Frontino (Pesaro e Urbino) - c.so Giovanni XXIII, 38
Tel. 072271135
072271131
ARTISTICO
Raccolta comunale d'arte della Rocca di Frontone
Frontone (Pesaro e Urbino) - piazza della Rocca
Tel. 0721786107
ARTISTICO
Rocca Demaniale
Gradara (Pesaro e Urbino) - Rocca, via Zanvettori
Tel. 0541964181
0541969085
07222760
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Sulle Tracce dei Nostri Padri
Isola del Piano (Pesaro e Urbino) - Monastero di Montebello
Tel. 0721720334
ARCHEOLOGICO
Museo Civico Paleontologico
Macerata Feltria (Pesaro e Urbino) - Palazzo del Podestà e Torre Civica,
loc. Castello, via Abstemio
Tel. 072273231
ARTISTICO
Museo della Chiesa di San Francesco
Mercatello sul Metauro (Pesaro e Urbino) - p.zza S. Francesco
Tel. 072289236
072289593
ARTISTICO
Museo della Collegiata
Mercatello sul Metauro (Pesaro e Urbino) - p.zza G. Garibaldi
Tel. 072289236
072289593
ARTISTICO
Museo d'Arte Sacra S. Marco
Mombaroccio (Pesaro e Urbino) - Chiesa di S. Marco, p.zza Barocci, 2
Tel. 0721471161
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo della Civiltà Contadina
Mombaroccio (Pesaro e Urbino) - p.zza Barocci, 2
Tel. 0721471103
0721471161
ARTISTICO
Pinacoteca-Museo "Beato Sante"
Mombaroccio (Pesaro e Urbino) - Santuario Beato Sante, via Passo, 28
Tel. 0721471122
STORICO
Museo della "Rocca Roveresca"
Mondavio (Pesaro e Urbino) - p.zza della Rovere
Tel. 072197102
0721977331
SPECIALIZZATO
Museo Storico Minerario di Perticara
Novafeltria (Pesaro e Urbino) - via Decio Raggi, 32
Tel. 0541927576
0541927059
ARTISTICO
I Luoghi dell'Anima: Museo Diffuso
Pennabilli (Pesaro e Urbino) - Centro Storico, Percorso all'aperto
Tel. 0541928578
ARTISTICO
Museo Diocesano "A. Bergamaschi"
Pennabilli (Pesaro e Urbino) - Santuario Madonna delle Grazie, via Olivieri
Tel. 0541928469
0541928415
NATURALISTICO
Gabinetto Geologico e Botanico "Piccinini"
Pergola (Pesaro e Urbino) - Biblioteca Comunale, p.zza Garibaldi, 16
Tel. 07217373271
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo dei Bronzi Dorati e della città di Pergola
Pergola (Pesaro e Urbino) - l.go S. Giacomo, 1
Tel. 0721734090
0721734943
NATURALISTICO
Museo di Scienze della Terra
Piandimeleto (Pesaro e Urbino) - Castello dei Conti Oliva, p.zza Conti Oliva,
2
Tel. 0722721528
0722721121
0722721808
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Raccolta d'Arte Ubaldiana
Piandimeleto (Pesaro e Urbino) - Biblioteca Comunale, v.le Dante, 15
Tel. 0722721808
NATURALISTICO
Museo Geopaleontologico Naturalistico Antropico e Ornitologico "Brancaleoni"
Piobbico (Pesaro e Urbino) - Palazzo Brancaleoni, via Brancaleoni
Tel. 0722986225
0722985418
ARTISTICO
Quadreria Comunale
San Costanzo (Pesaro e Urbino) - Palazzo Cassi, p.zza della Vittoria , 9
Tel. 0721950158
0721950266
0721950296
ARTISTICO
Forte Rinascimentale
San Leo (Pesaro e Urbino) - Fortezza, via Battaglione Cacciatori di S. Leo
Tel. 0541926967
0541916306
ARTISTICO
Museo d'Arte Sacra
San Leo (Pesaro e Urbino) - Palazzo Mediceo, p.zza Dante, 14
Tel. 0541916306
0541926967
ARCHEOLOGICO
MuseoArcheologico del Territorio
San Lorenzo In Campo (Pesaro e Urbino) - Palazzo della Rovere, via Mazzini
Tel. 072176825
071966524
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo delle Terre Marchigiane
San Lorenzo in Campo (Pesaro e Urbino) - via Leopardi
Tel. 0721776904
3683613070
ARTISTICO
Museo di Rocca Fregoso
Sant'Agata Feltria (Pesaro e Urbino) - via Fregoso
Tel. 0541929111
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
"I Mestieri di una volta"
Sant'Angelo in Vado (Pesaro e Urbino) - Palazzo Mercuri, p.zza Umberto I
Tel. 0722818536
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico "Tifernum Mataurense"
Sant'Angelo in Vado (Pesaro e Urbino) - Loc. Pradello S. Maria Extra Muros
Tel. 0722818536
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo del Territorio-Arte degli Scalpellini
Sant'Ippolito (Pesaro e Urbino) - via Raffaello
Tel. 0721728144
0721728148
ARTISTICO
Pinacoteca della Rocca Ubaldinesca
Sassocorvaro (Pesaro e Urbino) - Rocca Ubaldinesca, p.zza Battelli
Tel. 072276177
072276873
ARTISTICO
Museo Civico e Pinacoteca
Urbania (Pesaro e Urbino) - Palazzo Ducale, c.so Vittorio Emanuele, 23
Tel. 0722313151
0722317175
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo Diocesano
Urbania (Pesaro e Urbino) - Palazzo Vescovile, via Urbano VIII, 7
Tel. 0722319555
musei prov. di Ancona
ANCONA
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Nazionale delle Marche
Ancona - Palazzo Ferretti, via G. Ferretti, 6
Tel. 071202602
0712075390
STORICO
Museo della Città
Ancona - p.zza del Plebiscito
Tel. 0712225037
0712225060
0712225045
ARTISTICO
Museo Diocesano
Ancona - p.zza Duomo, 9
Tel. 071200391
0712074703
ARTISTICO
Museo Omero
Ancona - Mole Vanvitelliana
Tel. 0712811935
0712225026
ARTISTICO
Pinacoteca Civica "F. Podesti"
Ancona - Palazzo Bosdari, via Pizzecolli, 17
Tel. 0712225041
07122225002
PROVINCIA DI ANCONA
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Statale
Arcevia (Ancona) - Chiostro di S. Francesco, c.so Mazzini
Tel. 07319622
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo del Capoluogo
Castelbellino (Ancona) - Villa Coppetti, Via Marconi
Tel. 073177881
07317788223
STORICO
Museo del Risorgimento
Castelfidardo (Ancona) - Palazzo Mordini, via G. Mazzini, 5
Tel. 0717829349
0717808152
0717206592
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo Zambiano
Castelfidardo (Ancona) - c.so Mazzini
Tel. 0717820409
0733556255
ARCHEOLOGICO
Museo Civico Archeologico "A. Casagrande"
Castelleone di Suasa (Ancona) - Palazzo Della Rovere, via Ospedale, 7
Tel. 071966524
ARTISTICO
Civica Raccolta d'Arte
Castelplanio (Ancona) - Palazzo Fossa Mancini, p.zza Mazzini, 1
Tel. 0731813401
ARTISTICO
Civica Raccolta d'Arte "C. Ridolfi"
Corinaldo (Ancona) - Ex Monastero delle Suore Benedettine di Sant'Anna, p.zza
del Cassero, 1
Tel. 071679047
07167220
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Sala del Costume e delle Tradizioni Popolari
Corinaldo (Ancona) - Ex Chiesa di S. Nicola, l.go 17 Settembre 1860, 5
Tel. 071679043
SPECIALIZZATO
Museo Internazionale dell'Etichetta
Cupramontana (Ancona) - Palazzo Leoni, c.so Leopardi, 58
Tel. 0731780199
ARTISTICO
Deposito Attrezzato Opere d'Arte
Fabriano (Ancona) - via Fontanelle
Tel. 800439392
0732709230
0732709319
SPECIALIZZATO
Grande Museo
Fabriano (Ancona) - Loggiato San Francesco, 1
Tel. 0732227029
073223169
0732709319
0732625067
0732709319
SPECIALIZZATO
Museo della Carta e della Filigrana
Fabriano (Ancona) - Complesso di S. Domenico, l.go Fratelli Spacca, 2
Tel. 0732709297
073222334
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo della Civiltà Contadina
Fabriano (Ancona) - Fattoria "La Ginestra", via Serraloggia
Tel. 073224013
07323182
ARTISTICO
Pinacoteca Civica "B. Molajoli"
Fabriano (Ancona) - via del Poio, 18
Tel. 0732709255
STORICO
Museo della Resistenza
Falconara Marittima (Ancona) - Castello di Falconara Alta
Tel. 0719166490
0719174862
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo Beltrami
Filottrano (Ancona) - Palazzo Beltrami-Luchetti, vicolo Beltrami, 2
Tel. 0717221314
07133037
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo del Biroccio Marchigiano
Filottrano (Ancona) - Palazzo Beltrami-Luchetti, vicolo Beltrami, 2
Tel. 0717221314
07133037
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo della Civiltà Contadina
Filottrano (Ancona) - via N. Sauro, 27
Tel. 0717221436
ARTISTICO
Museo di Arte Sacra del Castello
Genga (Ancona) - p.zza S. Clemente, 2
Tel. 073297211
0732973014
0732973265
NATURALISTICO
Museo Speleopaleontologico
Genga (Ancona) - fraz. S. Vittore Terme
Tel. 073290241
073297211
ARTISTICO
Museo "A. Colocci"
Jesi (Ancona) - p.zza A. Colocci
Tel. 0731208334
0731538343
0731538342
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico e del territorio di San Floriano
jesi (ancona) - Complesso di S.Floriano, p.zza Federico II
Tel. 073156572
073158419
SPECIALIZZATO
Museo della Stampa
Jesi (Ancona) - Palazzo Pianetti vecchio, via Valle, 3
Tel. 073164272
ARTISTICO
Museo Diocesano
Jesi (Ancona) - Palazzo Ripanti, p.zza Federico II, 7
Tel. 073156625
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Pinacoteca e Musei Civici
Jesi (Ancona) - Palazzo Pianetti, via XV Settembre, 10
Tel. 073158659
0731538342
0731538343
ARTISTICO
Museo Pinacoteca della Santa Casa
Loreto (Ancona) - Palazzo Apostolico, p.zza della Madonna
Tel. 071977759
SPECIALIZZATO
Museo "G. Spontini"
Maiolati Spontini (Ancona) - via G. Spontini, 15
Tel. 0731702972
0731704451
800439392
SPECIALIZZATO
Museo della Mail Art
Montecarotto (Ancona) - Teatro Comunale, p.zza del Teatro, 5
Tel. 073189131
073189440
073189495
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo della Cultura Mezzadrile
Morro d'Alba (Ancona) - Scuola elementare, via Morganti, 48
Tel. 073163000
ARCHEOLOGICO
Antiquarium Statale
Numana (Ancona) - via La Fenice, 4
Tel. 0719331162
SPECIALIZZATO
Museo delle Armi Antiche
Offagna (Ancona) - Rocca di Offagna, p.zza del Maniero
Tel. 0717107552
NATURALISTICO
Museo di Scienze Naturali "L. Paolucci"
Offagna (Ancona) - via del Monastero, 8
Tel. 0717107611
ARCHEOLOGICO
Lapidario Comunale
Osimo (Ancona) - Palazzo Comunale, p.zza del Comune, 1
Tel. 07172491
071714621
SPECIALIZZATO
Museo "San Giuseppe da Copertino"
Osimo (Ancona) - Santuario S. Giuseppe, p.zza Gallo, 10
Tel. 071714523
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo Civico (Sezioni artistica e archeologica)
Osimo (Ancona) - Palazzo Campana, p.zza Dante, 5
Tel. 071714694
071714621
07172491
ARTISTICO
Museo Diocesano
Osimo (Ancona) - p.zza Episcopio, 3
Tel. 0717231808
3486017673
ARTISTICO
Pinacoteca Comunale
Ostra (Ancona) - Palazzo dei Conventuali, via A. Gramsci, 10
Tel. 07168343
0717980606
NATURALISTICO
Raccolta di Fossili "Padre Francesco Angellotti"
Ostra (Ancona) - Palazzo dei Conventuali, via Gramsci, 10
Tel. 0717980606
ARTISTICO
Collezione d'Arte di Santa Maria di Piazza
Ostra Vetere (Ancona) - ex Monastero di Santa Lucia, p.zza Beata Satellico,
1
Tel. 071965963
ARTISTICO
Galleria Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea
Sassoferrato (Ancona) - Palazzo Montanari, via Montanari, 1
Tel. 0732956231
0732956230
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Sentinate
Sassoferrato (Ancona) - Palazzo dei Priori, p.zza Matteotti
Tel. 0732956231
0732956230
SPECIALIZZATO
Museo della Miniera di Zolfo di Cabernardi
Sassoferrato (Ancona) - frazione Cabernardi, via Contrada Nuova, 3
Tel. 0732975241
0732975013
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
Sassoferrato (Ancona) - Palazzo Montanari, via Montanari, 1
Tel. 0732956231
0732956230
ARTISTICO
Pinacoteca e Sala Perottiana
Sassoferrato (Ancona) - Palazzo dei Priori, p.zza Matteotti
Tel. 0732956231
0732956230
SPECIALIZZATO
Collezione Ducati "Fratelli Saltarelli"
Senigallia (Ancona) - via R. Sanzio, 403
Tel. 0716609654
SPECIALIZZATO
Museo dell'Informazione
Senigallia (Ancona) - via C. Pisacane, 84
Tel. 07160424
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo di Storia della Mezzadria
Senigallia (Ancona) - p.zza delle Grazie, 2
Tel. 800439392
0717923127
SPECIALIZZATO
Museo Pio IX
Senigallia (Ancona) - Palazzo Mastai, via G. M. Mastai, 14
Tel. 07160649
ARTISTICO
Pinacoteca Diocesana di Arte Sacra
Senigallia (Ancona) - Palazzo Vescovile, p.zza Garibaldi, 3
Tel. 07165758
07160498
SPECIALIZZATO
Cartoteca Storica delle Marche
Serra San Quirico (Ancona) - ex Convento S. Lucia, via Marcellini
Tel. 800439392
073186122
NATURALISTICO
Museo dei Fossili "Don Giuseppe Mattiacci"
Serra San Quirico (Ancona) - Parrocchia S. Maria del Mercato, via A. Moro, 4
Tel. 073186030
SPECIALIZZATO
Museo dell'Arte del Vino
Staffolo (Ancona) - via G. Marconi, 29/31
Tel. 0731779218
musei nella prov.di macerata
MACERATA
ARTISTICO
Collezione del '900 italiano a Palazzo Ricci
Macerata - Palazzo Ricci, via Domenico Ricci, 1
Tel. 0733232802
0733232406
NATURALISTICO
Museo di Storia Naturale
Macerata - Palazzo Rossini-Lucangeli, via Santa Maria della Porta, 65
Tel. 0733239717
ARTISTICO
Museo e Pinacoteca Comunale
Macerata - p.zza Vittorio Veneto, 2
Tel. 0733256361
SPECIALIZZATO
Museo Tipologico del Presepe
Macerata - via Maffeo Pantaleoni, 4
Tel. 0733234035
PROVINCIA DI MACERATA
ARTISTICO
Raccolta di Sant'Urbano
Apiro (Macerata) - Chiesa di Sant'Urbano, p.zza Baldini
Tel. 0733611118
073361129
ARCHEOLOGICO
Antiquarium
Caldarola (Macerata) - fraz. Pievefavera, Rocca
Tel. 0733905529
ARTISTICO
Castello Pallotta
Caldarola (Macerata) - via del Cassero
Tel. 0733905242
0733290566
ARTISTICO
Museo Civico: Pinacoteca della Resistenza, Caldarola Sistina
Caldarola (Macerata) - Palazzo Comunale, p.zza Vittorio Emanuele II
Tel. 0733905529
ARCHEOLOGICO
Museo Civico Archeologico
Camerino (Macerata) - Complesso di San Domenico, p.zza dei Costanti
Tel. 0737402310
NATURALISTICO
Museo di Scienze Naturali dell'Università
Camerino (Macerata) - Palazzo Ducale, p.zza Cavour
Tel. 0737403100
ARTISTICO
Museo e Pinacoteca Diocesana
Camerino (Macerata) - Palazzo Arcivescovile, p.zza Cavour, 12
Tel. 0737630400
SPECIALIZZATO
Museo Storico Cappuccino
Camerino (Macerata) - Convento dei Cappuccini, via S. Gregorio, 5
Tel. 0737644480
NATURALISTICO
Orto Botanico dell'Università
Camerino (Macerata) - Dipartimento di Botanica ed Ecologia - Univ. degli Studi
di Camerino, via Venezian e v.le Oberdan, 2
Tel. 0737403084
0737404505
ARTISTICO
Pinacoteca Civica
Camerino (Macerata) - Complesso S. Domenico, p.zza dei Costanti
Tel. 0737402310
ARTISTICO
Castello di Lanciano
Castelraimondo (Macerata) - loc. Lanciano
Tel. 0737630400
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Statale
Cingoli (Macerata) - Palazzo Comunale, p.zza Vittorio Emanuele II, 5
Tel. 0733603399
0712074829
ARTISTICO
Palazzo Castiglioni
Cingoli (Macerata) - c.so Garibaldi, 87
Tel. 0733602531
ARTISTICO
Pinacoteca Comunale "D. Stefanucci"
Cingoli (Macerata) - via G. Mazzini, 10
Tel. 0733602877
0733603146
ARTISTICO
Galleria d'Arte Moderna "M. Moretti"
Civitanova Marche (Macerata) - via Annibal Caro, Civitanova Alta
Tel. 0733891019
0733822289
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
Civitanova Marche (Macerata) - via Cento Fiorini, 25
Tel. 0733890258
NATURALISTICO
Museo di Storia Naturale
Gagliole (Macerata) - via R. Bottacchiari, 6
Tel. 0737641184
0737640031
STORICO
Museo delle Due Guerre Mondiali
Loro Piceno (macerata) - p.zza Brunforte
Tel. 0733509112
0733658421
0733656890
ARTISTICO
Museo "Piersanti"
Matelica (Macerata) - Palazzo Piersanti, via Umberto I, 11
Tel. 073784445
ARTISTICO
Pinacoteca Comunale
Matelica (Macerata) - Palazzo Ottoni, p.zza Enrico Mattei
Tel. 0737781811
ARTISTICO
Museo Parrocchiale
Mogliano (Macerata) - vicolo Boninfanti, 6
Tel. 0733556058
SPECIALIZZATO
Centro "A. Maggiori": Collezione di Disegni di Antichi Maestri
Monte S. Giusto (Macerata) - Palazzo Comunale, via Bonafede
Tel. 0733839005
0733839006
0733839007
ARTISTICO
Pinacoteca Civica "Monsignore A. Ricci"
Monte S. Martino (Macerata) - via A. Ricci, 10
Tel. 0733660107
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo d'Arti e Mestieri Antichi
Montelupone (Macerata) - Sotterranei del Palazzo Comunale, p.zza del Comune,
1
Tel. 0733226421
0733226422
ARTISTICO
Pinacoteca Civica
Montelupone (Macerata) - Palazzetto del Podestà, p.zza del Comune, 5
Tel. 0733226421
0733226422
SPECIALIZZATO
Museo Internazionale del Presepio
Morrovalle (Macerata) - ex Convento dei Padri Agostiniani, via Bonarelli, 2
Tel. 0733221527
0733221420
ARTISTICO
Museo dei Legni Processionali
Petriolo (Macerata) - Santuario Madonna della Misericordia, p.zza San Martino,
1
Tel. 0733550603
0733550601
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo della Nostra Terra
Pieve Torina (Macerata) - ex Convento di Sant'Agostino, via Sant'Agostino, 1
Tel. 0737518032
073751308
073751202
ARTISTICO
Pinacoteca "Chiesa di San Giovanni"
Pieve Torina (Macerata) - via XX Settembre
Tel. 0737518045
073751308
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo "R. Campelli"
Pievebovigliana (Macerata) - Palazzo Comunale, p.zza Vittorio Veneto, 90
Tel. 073744126
SPECIALIZZATO
Museo della Carta e della Filigrana
Pioraco (Macerata) - Palazzo Comunale, l.go Giacomo Leopardi, 1
Tel. 073742142
073742735
0733232218
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo Memorie Patrie Pollentine
Pollenza (Macerata) - via Roma, 32
Tel. 0733549387
0733549981
0733548705
ARTISTICO
Pinacoteca Comunale "A. Moroni"
Porto Recanati (Macerata) - Castello Svevo, p.zza Brancondi
Tel. 0717591283
ARTISTICO
Civica Raccolta d'Arte "B. Biancolini"
Potenza Picena (Macerata) - via Trento, 3
Tel. 0733671963
SPECIALIZZATO
Biblioteca Privata "Leopardi"
Recanati (Macerata) - via Leopardi, 14
Tel. 0717573380
SPECIALIZZATO
Centro Nazionale di Studi Leopardiani
Recanati (Macerata) - via Monte Tabor, 2
Tel. 0717570604
SPECIALIZZATO
Museo "B. Gigli"
Recanati (Macerata) - Palazzo Comunale, p.zza G. Leopardi, 26
Tel. 0717587291
07175871
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo Civico Villa Colloredo Mels
Recanati (Macerata) - via Gregorio XII
Tel. 0717570410
ARTISTICO
Museo Diocesano
Recanati (Macerata) - via Gregorio XII, 2
Tel. 0717570410
ARTISTICO
Pinacoteca Comunale
Ripe San Ginesio (Macerata) - via Dante Alighieri, 24
Tel. 0733500102
0733500374
3475940472
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo e Pinacoteca "S. Gentili"
San Ginesio (Macerata) - Sezione Antica: via R. Merelli, 14, Sezione Moderna:
via Capocastello, 35
Tel. 0733656022
0733656072
ARTISTICO
Galleria d'Arte Moderna Comunale
San Severino Marche (Macerata) - Palazzo Comunale, p.zza del Popolo, 45
Tel. 07336411
0733638414
0733641296
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico "G. Moretti"
San Severino Marche (Macerata) - Antico Episcopio di Castello al Monte
Tel. 0733641252 (Ufficio Cultura)
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo del Territorio
San Severino Marche (Macerata) - v.le Coglio
Tel. 07336411
0733638377
ARTISTICO
Pinacoteca Comunale "Tacchi-Venturi"
San Severino Marche (Macerata) - Palazzo Manuzzini, via Salimbeni, 39
Tel. 0733638095
NATURALISTICO
Museo dell'Avifauna "Dott. Luigi Brancadori"
Sarnano (Macerata) - Palazzo Comunale, via G. Leopardi, 1
Tel. 0733659923
ARTISTICO
Pinacoteca Comunale
Sarnano (Macerata) - Palazzo Comunale, via G. Leopardi, 1
Tel. 0733658421
0733659923
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo degli Attrezzi Agricoli "Ferretti Florindo"
Sefro (Macerata) - Rudere Torre Varano, via Castello
Tel. 073745118
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo dell'Uomo
Serrapetrona (Macerata) - p.zza Santa Maria
Tel. 0733908321
0733908777
ARCHEOLOGICO
Abbadia di Fiastra: Raccolta Archeologica
Tolentino (Macerata) - contrada Abbadia di Fiastra, Abbazia di S. Maria di Chiaravalle
Tel. 0733202122
0733202942
SPECIALIZZATO
Basilica di S. Nicola: Museo degli Ex Voto
Tolentino (Macerata) - p.zza S. Nicola, 3
Tel. 0733969996
ARTISTICO
Basilica di S. Nicola: Museo dell'Opera
Tolentino (Macerata) - p.zza S. Nicola, 3
Tel. 0733969996
ARCHEOLOGICO
Museo Civico Archeologico
Tolentino (Macerata) - Castello della Rancia, S.S. 77
Tel. 0733973349
0733202942
ARTISTICO
Museo dell'Arciconfraternita del SS. Cuore di Gesù
Tolentino (Macerata) - via Corridoni, 15/17/19
Tel. 0330419687
STORICO
Museo Napoleonico
Tolentino (Macerata) - Palazzo Parisani-Bezzi, via della Pace, 3
Tel. 0733969797
ARCHEOLOGICO
Museo Civico Archeologico
Treia (Macerata) - Palazzo Comunale, p.zza della Repubblica, 1
Tel. 0733218711
0733218703
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Statale
Urbisaglia (Macerata) - Traversa Piccinini
Tel. 073350107
073350124
STORICO
Museo delle Armi e delle Uniformi
Urbisaglia (Macerata) - via del Sacrario, 20
Tel. 073350124
0733506566
ARTISTICO
Museo-Pinacoteca
Visso (Macerata) - Chiesa di Sant'Agostino, p.zza Martiri Vissani
Tel. 073795200
musei prov. ascoli piceno
ASCOLI PICENO
ARTISTICO
Galleria d'Arte Contemporanea
Ascoli Piceno - Polo S. Agostino, c.so G. Mazzini, 90
Tel. 0736248633
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Statale
Ascoli Piceno - Palazzo Panichi, p.zza Arringo, 28
Tel. 0736253562
NATURALISTICO
Museo di Storia Naturale A. Orsini
Ascoli Piceno - Palazzo Travaglia, c.so G. Mazzini, 39
Tel. 0736277554
0736277558
0736277540
ARTISTICO
Museo Diocesano
Ascoli Piceno - P.zza Arringo, 10/b
Tel. 0736259901
0736252883
ARTISTICO
Museo-Biblioteca "F.A.Marcucci"
Ascoli Piceno - via S. Giacomo, 3
Tel. 0736259952
ARTISTICO
Pinacoteca Civica
Ascoli Piceno - Palazzo Arringo, p.zza Arringo
Tel. 0736298213
0736298282
PROVINCIA DI ASCOLI PICENO
SPECIALIZZATO
Museo delle Armi Antiche e Fortezza Medievale
Acquaviva Picena (Ascoli Piceno) - p.zza del Forte, 1
Tel. 0735764407
NATURALISTICO
Museo Paleontologico
Amandola (Ascoli Piceno) - Chiostro ex Convento di San Francesco, l.go G. Leopardi,
1
Tel. 073684071
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Comunale
Carassai (Ascoli Piceno) - Palazzo Comunale, P.zza Matteotti, 1
Tel. 0734930002
0734930091
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Comunale
Castel di Lama (Ascoli Piceno) - via Roma
Tel. 073681871
0736812066
ARCHEOLOGICO
Antiquarium Comunale N. Pansoni
Cossignano (Ascoli Piceno) - Chiesa SS. Annunziata, via G. Verdi
Tel. 073598130
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Comunale
Cupra Marittima (Ascoli Piceno) - Palazzo Cipolletti, contrada Marano
Tel. 073577671
0735778622
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico Comunale
Falerone (Ascoli Piceno) - Scuola Media Don Bosco, p.zza della Libertà,
1
Tel. 3335816389
0734710165
ARCHEOLOGICO
Antiquarium
Fermo (Ascoli Piceno ) - l.go Calzecchi Onesti
Tel. 0734217140
0734284347
NATURALISTICO
Museo di Scienze Naturali "T. Salvadori"
Fermo (Ascoli Piceno) - Villa Vitali, v.le Trento, 29
Tel. 0734226166
0734217140
ARTISTICO
Pinacoteca Civica
Fermo (Ascoli Piceno) - Palazzo dei Priori, p.zza del Popolo, 1
Tel. 0734284327
0734217140
ARTISTICO
Pinacoteca Comunale
Massa Fermana (Ascoli Piceno) - Palazzo Comunale, via G. Garibaldi, 60
Tel. 0734760127
ARCHEOLOGICO
Museo Laboratorio di Archeologia
Monsampolo del Tronto (Ascoli Piceno) - Palazzo Comunale, via Sotto i Torrioni
Tel. 0735704116
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Museo Civico Archeologico
Montalto delle Marche (Ascoli Piceno) - Palazzo Comunale, p.zza Umberto I, 12
Tel. 0736828015
ARTISTICO
Museo sistino vescovile
Montalto delle Marche (Ascoli Piceno) - Ex Seminario Vescovile, p.zza Sisto
V, 8
Tel. 0736828750
ARTISTICO ARCHEOLOGICO
Pinacoteca Civica
Montalto delle Marche (Ascoli Piceno) - Palazzo Comunale, p.zza Umberto I, 12
Tel. 0736828015
NATURALISTICO
Museo dei Fossili e di Storia Naturale
Montefalcone Appennino (Ascoli Piceno) - Palazzo Felici, via Roma, 42
Tel. 073479136
073479194
073479350
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo della Civiltà Contadina
Montefiore dell'Aso (Ascoli Piceno) - Chiostro di S. Francesco, p.zza San Francesco
Tel. 0734938103
0734939019
ARTISTICO
Sala "A. De Carolis"
Montefiore dell'Aso (Ascoli Piceno) - via G. Garibaldi, 38
Tel. 0734938103
0734939019
ARTISTICO
Sala "D. Cantatore"
Montefiore dell'Aso (Ascoli Piceno) - P.zza S. Francesco
Tel. 0734938103
0734939019
ARTISTICO
Pinacoteca Civica
Montefortino (Ascoli Piceno) - Palazzo Leopardi, l.go F. Duranti
Tel. 0736859101
0736859491
NATURALISTICO
Raccolta dell'Avifauna delle Marche
Montefortino (Ascoli Piceno) - via Roma, 12
Tel. 0736859122
ARTISTICO
Museo Civico
Montelparo (Ascoli Piceno) - Palazzo Agostiniano, l.go Marconi, 5
Tel. 0734780141
ARCHEOLOGICO
Museo Civico Archeologico
Monterubbiano (Ascoli Piceno) - Palazzo Comunale, via Trento e Trieste
Tel. 0734259980
ARTISTICO
Quadreria Comunale
Monterubbiano (Ascoli Piceno) - Palazzo Comunale, via Trento e Trieste, 1
Tel. 0734259980
ARCHEOLOGICO
Museo Archeologico "G. Allevi"
Offida (Ascoli Piceno) - Palazzo Pagnanelli, via Roma, 7
Tel. 073688871
0736888609
DEMO ETNO ANTROPOLOGICO
Museo delle Tradizioni Popolari
Offida (Ascoli Piceno) - Palazzo Pagnanelli, via Roma, 17
Tel. 0736889381
0736888609
ARTISTICO
Quadreria Comunale
Offida (Ascoli Piceno) - Palazzo Pagnanelli, via Roma, 17
Tel. 0736889381
0736888609
ARCHEOLOGICO
Museo Civico Archeologico "C. Cellini"
Ripatransone (Ascoli Piceno) - Palazzo Comunale, p.zza XX Settembre, 12
Tel. 073599329
ARTISTICO
Pinacoteca Civica e Gipsoteca "U. Gera"
Ripatransone (Ascoli Piceno) - Palazzo Bonomi, c.so Vittorio Emanuele II, 32
Tel. 073599329
SPECIALIZZATO
Museo della Pesca e della Civiltà Marinara - Museo delle Anfore - Antiquarium
Truentinum
S. Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) - v.le A. De Gasperi
Tel. 073586855
NATURALISTICO
Museo di Paleontologia "G. Buriani"
S. Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) - v.le Cristoforo Colombo, 92
Tel. 0735588850
NATURALISTICO
Museo Ittico "A. Capriotti"
S. Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) - Banchina malfizia
Tel. 0735588850
ARTISTICO
Civica Pinacoteca "V. Crivelli"
Sant'Elpidio a Mare (Ascoli Piceno) - ex Convento dei Filippini, c.so Baccio,
31
Tel. 0734819662
0734819663
NATURALISTICO
Museo dei Fossili e dei Minerali
Smerillo (Ascoli Piceno) - via A. C. Nobili, 11
Tel. 073479423
ARTISTICO
Pinacoteca d'Arte Contemporanea
Smerillo (Ascoli Piceno) - via A. C. Nobili, 11
Tel. 073479423
teatro pergolesi di jesi
Storia del Teatro
Per rispondere all'esigenza sempre più sentita di uno spazio teatrale
adeguato alle rappresentazioni, che il vecchio Teatro del Leone (1731) - "poco
elegante" oltre che "molto incomodo e pericoloso" - non poteva
più soddisfare, nel 1790 venne presa la decisione di costruire un nuovo
teatro per la città di Jesi. Ne furono sostenitori un gruppo di nobili
cittadini e il Prelato Governatore Mons. D. Pietro Gravina dei Grandi di Spagna,
che preventivarono una spesa di 16.000 scudi (in effetti, questa ammontò
a 24.000), da recuperarsi con la vendita dei palchetti, in tutto 100, suddivisi
su quattro ordini. Il nuovo Teatro della Concordia - secondo la primitiva denominazione
- nacque in realtà sui progetti tutt'altro che concordi dei due architetti
designati all'opera: il fanese Francesco Maria Ciaraffoni e l'imolese Cosimo
Morelli, quest'ultimo senza dubbio superiore all'altro nella progettazione teatrale,
di cui fu uno dei più rinomati specialisti dell'epoca. E' a Morelli che
si deve, ad esempio, la definizione dell'ampia curva ellittica della sala, da
cui dipende la sua ottima acustica. Per le decorazioni pittoriche vennero invece
convocati due famosi artisti neoclassici: l'architetto Giovanni Antonio Antolini
(autore del celebre "Foro Bonaparte" di Milano, mai realizzato), al
quale spettò la progettazione scenico-arredativa del teatro, e il pittore
Felice Giani, che insieme all'ornatista Gaetano Bartolani e agli aiuti Francesco
Micarelli e Giuseppe Guiducci dipinse le "Storie di Apollo" sulla
volta della sala.
In questa veste il teatro venne inaugurato nel carnevale del 1798, ma non alla
presenza dei nobili finanziatori quanto del popolo e dei giacobini, che nel
frattempo avevano invaso la città in seguito alla vittoria napoleonica
e al trattato di Campoformio. Per l'occasione vennero rappresentate tre operine,
di cui due di Marc'Antonio Portogallo "Lo spazzacamino principe" e
"Le confusioni della somiglianza ossia Li due gobbi" e la terza "La
capricciosa corretta" di V. Martin y Soler.
Nel corso dell'Ottocento numerosi furono gli interventi a cui fu sottoposto
il teatro: dalla sistemazione della piazza antistante, verso il 1828, ai lavori
di ampliamento, tra il 1834 e il 1837 (anni in cui il Concordia rimase chiuso),
sino all'installazione nel 1839 dell'orologio monumentale sulla facciata, finanziato
dal principe Beauharnais in seguito alla calorosa accoglienza ricevuta l'anno
prima durante la sua visita a Jesi.
Nel 1850 venne realizzato dal pittore jesino Luigi Mancini il sipario storico
(restaurato nel 1995), in cui fu raffigurato con tipico gusto romantico l'ingresso
di Federico II a Jesi, dove il grande imperatore svevo era nato nel 1194 e che
egli amava chiamare "la mia Betlemme". In realtà questo ritorno
alla città natale - che la leggenda data al 1220 - pare non sia mai avvenuto.
Nel 1883 il teatro acquisì la denominazione definitiva di "Giovanni
Battista Pergolesi", in omaggio al celebre compositore nato nella stessa
Jesi. Negli anni successivi, però la tradizione lirica del teatro conobbe
momenti di stasi, dovuti all'affermarsi di spettacoli leggeri (operette, caffè
concerto, proiezioni cinematografiche), alla necessità di interventi
di consolidamento (in particolare del tetto), agli eventi bellici. La difficile
gestione economica spinse i Condomini proprietari a vendere il Pergolesi al
Comune, che nel 1929 l'acquistò, assumendosi tutti gli oneri e le passività
relativi, per la cifra di 247.460 lire. L'attività teatrale non conobbe
comunque una ripresa rilevante se non tra il 1934 e il 1942 (si può ricordare
una fortunata edizione del Barbiere di Siviglia nel '34, con Mercedes Capsir
e Giovanni Manurita, diretta da Riccardo Zandonai e un Rigoletto nel '42 con
Gino Bechi), dopo di che seguirono periodi a singhiozzo di chiusura. Nel 1947
il teatro riaprì, ospitando anche artisti di fama, come Benvenuto Franci
(nell'Andrea Chénier), Clara Petrella e Bruno Landi (nella Manon di Massenet,
nel '49), Mafalda Favero e Aldo Protti (in Bohème, nel '50), la giovanissima
Renata Scotto, che nel '53 affrontò per la prima volta uno dei suoi futuri
cavalli di battaglia, Madama Butterfly. In occasione del 250° anniversario
della nascita di Pergolesi venne ospitata nel 1960 una fortunata edizione de
Lo frate 'nnammurato, per la regia di Franco Zeffirelli, proveniente dalla Scala
di Milano, che nel '68 portò a Jesi anche il suo corpo di ballo, per
uno spettacolo con Carla Fracci.
stagione teatrale 2004
Sabato 31 gennaio 2004 ore 21
Domenica 1 febbraio 2004 ore 17
Teatroluce Produzioni
A PECHINO FA LA NEVE
una cosa teatrale di Tonino Guerra
Adattamento e regia Paolo Pirani
Dopo Salomé, la compagnia Teatroluce di Jesi presenta "una cosa teatrale", come la definisce l'autore stesso, Tonino Guerra, il più grande sceneggiatore vivente del cinema italiano, scrittore e poeta: A Pechino fa la neve (come dire l'impossibile che si fa possibile) è una sorta di viaggio nella memoria personale e collettiva da parte di un grande artista del nostro tempo.
(Spettacolo FUORI Abbonamento)
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Sabato 7 febbraio 2004 ore 21
Domenica 8 febbraio 2004 ore 17
Teatro Stabile di Bolzano - Teatro di Sardegna
LA PULCE NELL'ORECCHIO
di Georges Feydeau
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni
Regia Marco Bernardi
Georges Feydeau è da tempo considerato il più grande autore comico
dopo Molière e La pulce nell'orecchio è senza dubbio uno dei suoi
capolavori nonché un classico del teatro comico di tutti i tempi. In
questo allestimento un grande attore come Paolo Bonacelli interpreta i due personaggi
(il borghese Chandebise e il proletario Poche) con risultati semplicemente irresistibili.
(Spettacolo IN Abbonamento)
--------------------------------------------------------------------------------
Sabato 14 febbraio 2004 ore 21
Compagnia di Operette Belle Epoque
LA VEDOVA ALLEGRA
operetta di F. Lehar
con Dianora Marangoni e Compagnia Belle Epoque
orchestra diretta da Giorgio Tazzari
È senz'altro l'operetta più rappresentata al mondo e tra le scritture musicali più felici nel suo genere. Come al suo debutto nel 1905, conserva ancor oggi tutti i connotati per essere definita una stupenda macchina teatral-musicale. La Compagnia Belle Epoque, che comprende un corpo di ballo e un'orchestra composta da 10 musicisti, è una delle formazioni più accreditate tra quelle operanti a livello professionale nel nostro paese.
(Spettacolo FUORI Abbonamento)
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Martedì 17 febbraio 2004 ore 21
Mercoledì 18 febbraio 2004 ore 21
Robert Stigwood Org. / Planet Musical / Gestioni Teatrali
LA FEBBRE DEL SABATO SERA
musiche originali e canzoni di The Bee Gees
coreografie originali Jaime Rogers con Sebastien Torkia
Adattamento e regia Massimo Romeo Piparo
Il celebre film rivivrà in uno scintillante allestimento firmato da Massimo Romeo Piparo su licenza esclusiva del padre di tutti i musical, Robert Stigood. In scena 30 ballerini e cantanti con un'orchestra di 10 elementi. Tony Manero è interpretato da Sebastien Torkia assolutamente fantastico nei balli e nella voce.
(Spettacolo IN Abbonamento)
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Domenica 29 febbraio 2004 ore 16
Esclusiva Interregionale
KODO' Il battito del cuore
Percussioni e danzatori dell'isola di Sado (Giappone)
Una delle manifestazioni artistiche più spettacolari e originali della scena internazionale che, nel corso di questa tournée italiana, sarà soltanto - oltre che al Pergolesi - al San Carlo di Napoli, a Milano e al Parco della Musica di Roma per l'Accademia Santa Cecilia. La performance - conturbante, sensuale e misteriosa - ha consentito al mitico ensemble giapponese di affermarsi in tutto il mondo e vive di una particolare miscela di ricerca filosofica, cimento fisico, virtuosismo acrobatico, suggestione del suono, in un intenso rapporto tra concentrazione e liberazione dell'energia.
(Spettacolo FUORI Abbonamento)
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Martedì 9 marzo 2004 ore 21
Mercoledì 10 marzo 2004 ore 21
Plexus T.
LA COSCIENZA DI ZENO
di Tullio Kezich da Italo Svevo
con Massimo Dapporto
Regia Pietro Maccarinelli
A quarant'anni di distanza dalla pubblicazione del romanzo che collocò Italo Svevo fra i grandi del Novecento, il protagonista Zeno Cosini è rimasto, anche sulla scena, un personaggio indimenticabile per l'interpretazione di grandi attori. Ora è la volta di Massimo Dapporto, uno dei volti più noti al grande pubblico televisivo, sensibile protagonista della scena teatrale di questi anni, capace di modulare comica leggerezza e credibilità drammatica.
(Spettacolo IN Abbonamento)
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Martedì 23 marzo 2004 ore 21
Spettacolo di TEATRODANZA
Esclusiva Regionale
PILOBOLUS DANCE THEATRE (USA)
Torna al Pergolesi dopo 15 anni il celeberrimo gruppo con uno spettacolo che proporrà il meglio della loro storia, in bilico tra energia fisica e illusionismo. Un gruppo di danza atipico, formato da atleti-danzatori che combinano il balletto con gli sketch da music-hall e con prodezze atletiche. I Pilobolus sanno divertire e sedurre il pubblico, esaltare la bellezza e la plasticità del corpo con un particolare, poetico e stravagante linguaggio coreografico.
(Spettacolo FUORI Abbonamento)
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Venerdì 2 aprile 2004 ore 21
Sabato 3 aprile 2004 ore 21
Teatro Stabile di Napoli in collaborazione con Amat
e Provincia di Ascoli Piceno
con il sostegno dei Comuni di Falerone, Macerata, Offida
MEDEA
da Euripide
adattamento e regia Emma Dante
con Iaia Forte, Tommaso Ragno
musiche composte ed eseguite dal vivo da Fratelli Mancuso
Lo spettacolo si segnala - oltre che per la notorietà e il fascino di un'attrice di talento come Iaia Forte, affermata interprete di tante produzioni cinematografiche e teatrali - per la forte ed innovativa regia della giovane palermitana Emma Dante che ha incantato le platee italiane ed europee con mPalermu e Carnezzeria.
(Spettacolo IN Abbonamento)
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Mercoledì 14 aprile 2004 ore 21
Spettacolo di TEATRODANZA
Esclusiva Regionale
JOSE GRECO FLAMENCO DANCE COMPANY (Spagna)
Con la sua passione e la sua forza, la José Greco Dance Company rappresenta l'espressione più profonda dell'anima gitano-andalusa. Figlio del mitico Josè Greco sr., dopo aver infiammato i palcoscenici dei più prestigiosi teatri del mondo, arriva per la prima volta in Italia con uno spettacolo con musica dal vivo che fonde magistralmente le musiche dei più grandi compositori spagnoli con i ritmi del flamenco più autentico.
(Spettacolo FUORI Abbonamento)
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Sabato 24 aprile 2004 ore 21
Esclusiva Regionale
MAI MORTI
di Renato Sarti
con Bebo Storti
Il monologo di Renato Sarti ricostruisce episodi di violenze e massacri perpetrati in Italia durante la Repubblica Sociale. Nei panni di un reduce, l'attore - che tutti conoscono come il comico del Conte Uguccione - dà vita ad uno spettacolo intenso, replicato numerose volte con grande successo, che fa riflettere e discutere.
(Spettacolo FUORI Abbonamento)
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Il presente programma può essere modificato per cause tecniche o di forza maggiore.
STAGIONE SINFONICA 2004
23 gennaio - 21 maggio
Venerdì 23 Gennaio ore 21.00 - Teatro Pergolesi
CONCERTO DI APERTURA
Kuhn dirige "Schumann e Brahms"
R.Shumann Manfred Ouverture op. 115
J. Brahms Sinfonia n. 4 in mi min. op. 98
Direttore: Gustav Kuhn
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Venerdì 6 Febbraio ore 21.00 - Teatro Pergolesi
"OMAGGIO A DVORAK" NEL CENTENARIO DELLA MORTE
A. Dvorak - Concerto per violoncello e orchestra in si min. op. 104
A. Dvorak - Danze slave
A. Dvorak - Variazioni Sinfoniche
Direttore: Barry Wordsworth
Violoncello: Umberto Clerici (vincitore selezione nazionale ICO)
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Venerdì 20 Febbraio ore 21.00 - - Teatro Pergolesi
IN VIAGGIO CON ROSSINI
Opera buffa da camera di e con Luigi Maio
Musiche di G. Rossini, J. Offenbach, Paisiello, Maio
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Venerdì 5 Marzo ore 21.00 - Teatro Pergolesi
LA SCUOLA SINFONICA RUSSA
P.I. Tchajkovskij - Sinfonia n.1 (Sogni d'inverno) in sol min. op. 1
D. Sostakovic - Sinfonia n.1 in fa min. op. 10
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Venerdì 19 Marzo ore 21.00 - Teatro Pergolesi
TRA LE DUE SCUOLE DI VIENNA
A.Schonberg - Verklare Nacht (Notte trasfigurata) per orch. d'archi op. 4
F.J. Haydn - Sinfonia n. 103 "col rullo di timpani" in mi bem.magg.
Direttore: Gustav Kuhn
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Sabato 27 Marzo ore 17.30 - Teatro Pergolesi
FAMILY CONCERT
W. A. Mozart
Le nozze di Figaro: Ouverture
C. Saint-Saëns
Il carnevale degli animali,
grande fantasia zoologica per due pianoforti e piccola orchestra
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Venerdì 7 Aprile ore 21.00 - Teatro Pergolesi
MUSICHE PER LA PASQUA
G. Puccini - Preludio Sinfonico
G. Puiccini - Messa di Gloria per soli, coro e orchestra
Direttore: Johannes Wildner
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Venerdì 23 Aprile ore 21.00 - Teatro Pergolesi
900 ITALIANO
O. Respighi
Gli uccelli, suite per piccola orchestra
L. Dallapiccola
Tartiniana, divertimento per violino e orchestra
I. Pizzetti
Concerto per violino e orchestra
A. Casella
La giara: suite dal balletto, op. 41 bis
Violino: Crtomir Siskovic
Direttore: Daniele Agiman
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Venerdì 7 Maggio ore 21.00 - Teatro Pergolesi
CONTEMPORANEITA' E CLASSICISMO
C. Boccadoro
Piuma (omaggio a Enzo Mari) opera su commissione FORM - prima esecuzione assoluta
E. Morricone
Concerto per chitarra, marimba e orchestra d'archi orchestra
W. A.Mozart
Sinfonia n. 36 in do magg., K. 425 Linz
chitarra: Giovanni Seneca
direttore: Jesús Amigo
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Venerdì 21 Maggio ore 21.00 - Teatro Pergolesi
NAIR CANTA IL MUSICAL
musiche di
Gershwin, Lloyd Webber, Bernstein
Voce: Nair
Direttore: Federico Mondelci
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L'Orchestra Filarmonica Marchigiana si riserva di apportare al programma variazioni imposte da ragioni tecniche o da causa di forza maggiore
Programma del Mese di APRILE 2004
Teatro Pergolesi
Venerdì 2 Aprile - ore 21.00
Sabato 3 Aprile - ore 21.00
Stagione Teatrale
MEDEA
Teatro Stabile di Napoli
da Euripide
con Iaia Forte, Tommaso Ragno
Adattamento e regia Emma Dante
Biglietteria da martedì 30 Marzo
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Teatro Pergolesi
Domenica 4 Aprile - ore 21.00
Rassegna Teatro Amatoriale
LA VALCHIRIA
Compagnia La Barcaccia
di Lucio Longhi
Organizzazione Croce Rossa Italiana
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Teatro Studio "San Floriano"
Martedì 6 Aprile - ore 21.30
Festival Sacra Musa
LODI ALLA DEA
Musica della tradizione classica indiana
Organizzazione: istituto Alberto Gualdoni Onlus
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Teatro Studio "San Floriano"
Mercoledì 7 Aprile - ore 21.00
Festival Camieristico
GIULIO CHIANDETTI
FABIO CASCIOLI
Chitarra/Liuto
Organizzazione Istituto Comprensivo Federico II
Ingresso libero
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Foyer Teatro Pergolesi
Mercoledì 7 Aprile - ore 17.30
INCONTRO SU MEDEA
con il Prof. Gilberto Santini
Ingresso libero
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Teatro Pergolesi
Mercoledì 7 Aprile - ore 21.00
Stagione Sinfonica
MUSICHE PER LA PASQUA
Orchestra Filarmonica Marchigiana
di G. Puccini
direttore Johannes Wildner
Dettaglio spettacolo
Biglietteria il giorno stesso
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Teatro Pergolesi
Giovedì 8 Aprile - ore 21.00
Stagione Teatrale
EUGENIO FINARDI IN CONCERTO
Il Silenzio e lo Spirito
Dettaglio spettacolo
Biglietteria dal 27 marzo
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Teatro Pergolesi
Venerdì 9 Aprile - ore 22.00
Rassegna "Area Zelig Cabaret"
LEONARDO MANERA
Organizzazione Associazione "Albicocca Blu"
Biglietteria il giorno stesso
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Teatro Pergolesi
Martedì 13 Aprile - ore 17.30 e ore 21.15
Master Class (ore 17.30)
CONCERTO DEL BATTERISTA
CARL PALMER
Organizzazione Scuola Musicale "Pergolesi"
Biglietteria il giorno prima
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Teatro Pergolesi
Mercoledì 14 Aprile - ore 21.00
Stagione Teatrale
Stagione Teatro Danza
JOSE' GRECO FLAMENCO
DANCE COMPANY
Dettaglio spettacolo
Biglietteria il 30, 31 Marzo e 1,2,3,8,9,13,14 Aprile
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Teatro Studio "San Floriano"
Venerdì 16 Aprile - ore 17.00
Rassegna Malati di Niente
OLTRE IL MURO... IL SOLE
Organizzazione: Assessorato ai Servizi Sociali
L'esperienza partigiana e l'intervento psichiatrico
nel nostro territorio a confronto
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Teatro Pergolesi
Venerdì 16 Aprile - ore 21.00
CONCERTO FANFARA DEI CARABINIERI
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria
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Teatro Pergolesi
Sabato 17 Aprile - ore 21.15
Rassegna Teatro Giovani
VITA MORTE E MIRACOLI
di e con Ascanio Celestini
Organizzazione Teatro Pirata - Inteatro
Dettaglio spettacolo
Biglietteria da venerdì 16
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Teatro Pergolesi
Venerdì 23 Aprile - ore 21.00
Stagione Sinfonica
900 ITALIANO
direttore Daniele Aginam
Organizzazione Orchestra Filarmonica Marchigiana
Dettaglio spettacolo
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Teatro Pergolesi
Sabato 24 Aprile - ore 21.00
Stagione Teatrale (fuori abbonamento)
MAI MORTI
di Renato Sarti con Bebo Storti
Teatro della Cooperativa teatridithalia
Biglietteria da mercoledì 21
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Teatro Pergolesi
Domenica 25 Aprile - ore 10.00
CORO ALPINI
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria
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Teatro Studio San Floriano
Lunedì 26 Aprile - ore 10.00
Mertdì 27 Aprile - ore 10.00
Mercoledì 28 Aprile - ore 10.00
Stagione Teatro Ragazzi
ARRIVI E PARTENZE
di e con Francesco Mattioni
Organizzazione Teatro Pirata
Biglietteria il giorno stesso
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teatro la fenice - osimo
Riaperto il 13 marzo 1999, dopo 12 anni di chiusura per lavori
di restauro e di adeguamento alle norme di sicurezza, fu costruito tra il 1887
e 1894, su disegno dell’architetto bolognese Gaetano Canedi (1836 –
1889), sulle rovine del precedente "La Fenice" di Cosimo Morelli,
abbattuto per ragioni statiche. Fu inaugurato nel settembre del 1894 con la
Carmen di Bizet.Il teatro del Morelli era piccolo: piccolo il palcoscenico,
piccola la sala. Per ciò che riguarda le dimensioni del palcoscenico,
c’è da dire che il difetto si è evidenziato solo più
tardi con la diffusione della grande opera italiana, perché al momento
della nascita de "La Fenice", le rappresentazioni (farse in musica,
soprattutto) non erano tali da richiedere allestimenti scenici di grande impegno.Come
già detto, nel 1885 l’edificio fu abbattuto per ragioni statiche.
Il Canedi, nella realizzazione della nuova struttura, usò il ferro e
i mattoni al posto del legno. La facciata, molto sobria, evidenzia due ordini
ed è movimentata ed abbellita dalla presenza di bugne, quattro lesene
binate per ogni piano, balaustre alle finestre del piano superiore, modanature,
ampie vetrate. Gli angoli destro e sinistro dell’edificio hanno forti
smussature, che possono essere collegate a necessità di ordine viario,
infatti le due vie che fiancheggiano il teatro sono molto strette. I capitelli
delle lesene sono dorici nel primo ordine e ionici nel secondo; una teoria di
triglifi corre sopra le tre arcate del primo piano. Il marcapiano consta di
una fascia, che si interrompe e si alleggerisce in corrispondenza delle aperture,
con ringhiere di pilastrini a balconcino. Il coronamento molto semplice è
formato da una sola fila di piccole mensole, che sostengono un cornicione, su
cui poggia un frontone a fascia rettangolare, occupante tutta la larghezza dell’edificio.
Gli intonaci del pianterreno e delle smussature simulano bugnato in pietra.L’ingresso
al teatro può avvenire attraverso le tre arcate centrali, che immettono
in un ambiente rettangolare, che due coppie di pilastri dividono in tre zone:
il vano di destra è adibito a bar, quello di sinistra è utilizzato
come biglietteria. Sulle pareti dell’atrio, al di sopra di edicole, figurano
due lapidi, quella di sinistra dedicata ad Adelaide Ristori, quella di destra
a Beniamino Gigli. Salendo quattro gradini si entra nella platea a ferro di
cavallo, che misura 14 m di larghezza e 13,50 m di lunghezza. La platea continua
nel golfo mistico che penetra parzialmente sotto il palcoscenico. I tre ordini
di palchi, hanno parapetti a fascia continua, dipinta con decorazioni diverse
per ogni ordine. Il soffitto della sala è a calotta di gesso, divisa
dalla decorazione in 14 settori, in cui ad una serie di sette trofei si alternano
sette gruppi floreali intrecciati a strumenti musicali. Gli autori di queste
decorazioni sono i pittori Giovanni Diana e Fernando Torchi, forse romani.Ammirevole
è lo storico sipario, recentemente restaurato e restituito al suo originario
splendore, che raffigura un giardino con terrazzo semi coperto da un avvolgente
sipario colorato. Il teatro gode di un’ottima acustica.L’edifico,
che ha ospitato a lungo manifestazioni liriche e di prosa, dopo la seconda guerra
mondiale è stato prevalentemente utilizzato come sala cinematografica,
fino a quando, dal 1979, non ritornò in auge la felice tradizione delle
rappresentazioni liriche e di prosa. Nel 1987, contestualmente al restauro,
iniziarono le cavillose pratiche del trasferimento della sua proprietà
dai tradizionali condomini al Comune, che oggi gestisce direttamente la sua
attività.
museo di storia naturale " a. orsini"
Di recentissima istituzione, ma costituito a prezzo di lunghe e faticose ricerche
nel secolo scorso dallo scienziato di cui porta il nome (Antonio Orsini, Ascoli
Piceno 1788-1870), il Museo di Storia Naturale "Antonio Orsini" è
attualmente ordinato in un edifico al n. 39 di Corso Mazzini. La raccolta, classificata
ed esposta in bacheche dell'800 e di fattura moderna, comprende alcune decine
di migliaia di reperti del mondo organico e inorganico naturale, distribuiti
nelle sezioni di Geognostica (varietà di rocce provenienti da regioni
diverse), Orittognostica (minerali fossili), Paleontologica (fossili della età
paleozoica e mesozoica), Entomologica (coleotteri e altri insetti); completano
la raccolta, una cospicua collezione di conchiglie marine, terrestri e di acqua
dolce, legni e frutti, due vasti erbari, uno generale e uno speciale, un epistolario.
Le visite al Museo sono consentite dalle ore 10 alle ore 13 nei giorni da lunedì
a venerdì e nei giorni di martedì e giovedì anche dalle
16 alle 18. Nei giorni di sabato e domenica, soltanto su prenotazione.
museo archeologico statale In Piazza
Arringo, dinanzi all'Episcopio, nell'ex Palazzo Panichi (rimaneggiamento del
'700 di un edificio del XIII-XIV sec.) è ospitato il MUSEO ARCHEOLOGICO
STATALE, già comunale, costituito da reperti del Paleolitico, del neolitico
e dell'età del bronzo, di corredi rinvenuti in necropoli dell'età
del ferro, di testimonianze della civiltà picena, di mosaici, epigrafi,
sculture e rilievi di epoca romana e di materiali provenienti dalla necropoli
longobarda di Castel Trosino.
museo diocesano Nel palazzo dell'Episcopio, in piazza Arringo, è allestito il MUSEO DIOCESANO, istituito nel 1961, che, accanto ad una doppia singolare scultura in travertino di autore ignoto del XIV sec., che raffigura in forma di cariatidi Adamo ed Eva, sono presenti dipinti di COLA DELL'AMATRICE e di PIETRO ALEMANNO, nonché dipinti, sculture lignee e lavori di oreficeria d'arte marchigiana e abbruzzese dal XIV al XV sec. e di artisti dei secoli successivi. Nel Museo è anche conservata parte degli affreschi, staccati, provenienti dalle chiese ascolane di S. Vittore (XII-XIII sec.) e dei SS. Vincenzo e Anastasio (XIII-XIV sec.).
pinacoteca civica Al piano
nobile del PALAZZO dell'ARENGO è ordinata la CIVICA PINACOTECA, la più
importante raccolta d'arte figurativa nelle Marche, dopo quella di Palazzo Ducale
a Urbino, e una delle più cospicue dell'Italia centrale. Iniziata nel
1861, la raccolta è venuta nel tempo arricchendosi di nuove opere, grazie
anche ad importanti donazioni e lasciti di generosi concittadini e conterranei.
L'opera più singolare ivi custodita è il grande PIVIALE DI NICCOLO'
IV°, lavoro di sciamito con broccato e fili d'oro ,con figurazioni ricamate
in oro entro clipei: esempio di "opus anglicanum" di pregevole e rara
fattura, risale al XII° sec. fu donato alla Cattedrale di Ascoli dal Papa
ascolano Niccolò IV° (1288-1292).
Nella sezione dei Maestri antichi, la Pinacoteca conserva dipinti su tavola,
tra cui vari polittici, e su tela di numerosi autori. Tra gli altri, di: CARLO
CRIVELLI, ALEMANNO, PAOLO DA VISSO, COLA DELL' AMATRICE, GIOVANNI SANTI, TIZIANO,
SIMONE DE MAGISTRIS, V. PAGANI, GAULLI, A. CARRACCI, MARATTI, GUERCINO, RENI,
GIORDANO, CALLOT, MAGNASCO, DE FERRARI, CANALETTO (B. BELLOTTO), GUARDI.
Nella sezione moderna, opere di: WILLIAM TURNER, MORELLI, F.PALIZZI, CELENTANO, MANCINI, XIMENESE, PELLIZZA DA VOLPEDO, A. DE CAROLIS, APPIANI, BISTOLFI, CAMUCCINI, B.CIARDI, POSTIGLIONE, MUSSINI
introduzione alla regione marche arte-cultura città marchigiane mare terme eventi fiere e mercati nelle marche shopping gastronomia marchigiana religione folklore natura