PALIO DELLA RANA.
FERMIGNANO (PS), aprile.TRIONFO DEL CARNEVALE.
FOSSOMBRONE (PS), maggio.CORSA DELLA SPADA.
CAMERINA (MC), maggioL’ARMATA DI PENTECOSTE E SCIO’ LA PICA.
MONTERUBBIANO (AP), giugno.FESTA DEL POZZO DELLA POLENTA.
CORINALDO (AN), luglio.CONTESA DELLA CRESCIA.
OFFAGNA (AN), luglio.PALIO DEI CASTELLI.
SAN SEVERINO (MC), luglio.LA CACCIATA.
MONDOLFO (PS), luglioPALIO DELL’OCA.
CAGLI (PS), agostoFESTA DEL DUCA.
URBINO (PS), agosto.CACCIA AL CINGHIALE.
MONDAVIO (PS), agostoLA CONTESA DELLO STIVALE.
FILOTTRANO (AN), agosto.CINGOLI 1848.
CINGOLI (MC), agosto.LA GIOSTRA DE LE CASTELLA.
CALDAROLA (MC), agosto.LA CONTESA DEL SECCHIO.
SANT’ ELPIDIO A MARE (AP), agostoCAVALCATA DELL’ASSUNTA.
FERMO (AP), agostoTORNEO CAVALLERESCO DI CASTEL CLEMENTINO.
SERVIGLIANO (AP), agosto.PALIO DEL DUCA.
ACQUAVIVA PICENA (AP), agosto.TORNEO CAVALLERESCO DELLA QUINTANA.
ASCOLI PICENO, agostoDISFIDA DEL BRACCIALE.
TREI (MC), agosto“E PENSO AL MEDIOEVO”.
SARNANO (MC), agostoLA FESTA DELLA VENUTA.
LORETO (AN), dicembreCARNEVALE DELL’ADRIATICO.
FANO (PS), febbraio.
la quintana di ascoli picenoAscoli Piceno ha origini antichissime, il suo passato plurimillenario (esisteva prima di Roma ) é tutto scritto nei resti , nelle testimonianze rimaste a sfidare i secoli, tuttora visibili e visitabili . Esistono le costruzioni come le grotte dell’Annunziata ,i resti di un tempio pagano , inseriti nella Chiesa di S. Gregorio, la Porta Gemina (I sec. a.c. ) il ponte Augusteo(tuttora transitabile ed efficiente) , il teatro Romano giunti fino ai giorni nostri. Perché la caratteristica di Ascoli Piceno è quella di essere un autentico museo all’aperto, che comprende gli stili delle varie epoche,dove la presenza é suggestiva ed incredibile e copre tutto l’arco di tempo che va dal Medio Evo al Rinascimento. Il tessuto urbanistico é passato dall’organizzazione romana a quella medioevale e questo passaggio é presente nelle sue piazze, come quella del Popolo -ritenute una delle più armoniche e spettacolari d’Europa- o dell’Arengo, nelle sue vie strette e contorte chiamate Rue, nelle sue porte , come vedremo, danno anche i nomi ai Sestieri della Quintana , nelle sue monumentalità come i templi (S. Francesco,Cattedrale, Battistero, SS. Vincenzo e Anastasio, S. Vittore, S. Maria Intervineas) o Palazzi (dei Capitani, dell’Arengo, Malaspina) sempre solo per fare qualche esempio, o nelle sue Torri (non per nulla Ascoli è chiamata la città delle Cento Torri). Ebbene ,visitando il capoluogo Piceno, ognuno potrà rendersi subito conto di quale storia, quali costumi, quali atmosfere intende rievocare la Quintana. E’ per questi motivi che la Quintana é stata considerata dal 1982 leader delle Rievocazioni Storiche, mentre Siena lo é per le Rievocazioni in costume. E’ anche leader nelle manifestazioni della Regione Marche , figura nelle Lotterie Nazionali, è Stata chiamata in tutto il mondo(USA, Canada, Europa) a dare spettacolo con i suoi personaggi, con le sue figure, con i suoi armati, con le sue dame, con i suoi sbandieratori e musici, insomma a dare un’immagine palpabile di quella che fu l’antica Cavalleria del Quattrocento!
E allora veniamo alla Quintana di AscoliL’etimo è ancora incerto, c’é chi la vuole far derivare dal francese Quintane o dal provenzale quintana, chi dal latino quintus (negli accampamenti romani era la strada tra il V e il VI manipolo dove i legionari probabilmente facevano i loro esercizi militari ). Chi, infine, propone Quintana come era chiamato il simulacro , fantoccio di un guerriero ( moro, saraceno, infedele, nomi legati alla letteratura ed alle cronache delle crociate).
Val la pena, a questo punto, segnalare al lettore , che ad Ascoli esiste un Centro Studi sui Giochi Storici che organizza convegni, mostre, pubblicazioni e dibattiti, proprio alla ricerca di tutte le possibili origini della Quintana, con l’apporto dell’archivio di stato, della Biblioteca comunale e di esperti e studiosi medioevalisti. La giostra della Quintana é una gara di abilità e destrezza nella quale si cimentano per la conquista del Palio, sei cavalieri, ciascuno rappresentante,un Sestiere cittadino, come nell’antica suddivisione urbanistica. Ricordate questi nomi dei Sestieri, che sono alla base dell’acceso agonismo che infervora gli ascolani: Piazzarola, Porta Maggiore, Porta Romana, Porta Solestà, Porta Tufilla, Sant’Emidio.
Le Giostre furono un prodotto del feudalesimo e della cavalleria, e si riallacciano, per ciò che riguarda il fine di esercitarsi nell’arte militare, ai giochi guerreschi propri di quasi tutti ipopoli. Essi furono molto numerosi durante i secoli XII e XIII, in tutte le città grandi e piccole.Naturalmente anche più dei tornei furono numerose le Giostre dal sec. XIII in avanti, e tanto vivo e diffuso fu l'amore per tali feste, che se ne vollero correre dappertutto. Nella seconda metà del cinquecento le Giostre risentono delle nuove idee sociali e politiche . Talché accanto ai solenni spettacoli offerti dai principi e dai signori, non mancavano le giostre popolari, cui prendono parte non solo i borghesi, ma anche gli artigiani e i loro famigliari. All’inizio del Quattrocento si era risvegliato quasi dappertutto in Italia lo spirito militare e guerresco, e le Giostre avevano raggiunto in quell’epoca un magnificenza a cui prima non si erano nemmeno avvicinate. E’ appunto sul finire del sec. XIV, verso il 1378, in coincidenza con la redazione degli Statuti del popolo, conservati ancora oggi nell’Archivio storico della città, che abbiamo notizia della Giostra della Quintana di Ascoli che, secondo alcuni , era per l’appunto una giostra e non un torneo. Questo tipo di distinzione, che é del Muratori (Dissertazione XXIX nelle antichità italiane), non è puramente nominale:le Giostre anche quando consistevano in finti combattimenti, erano più cruente.Abbiamo ,comunque, la sicurezza che questo tipo di tradizione non si è mai interrotta negli anni e ha subito una continua evoluzione fino a raggiungere i connotati odierni.
IL CORTEO STORICOE siamo alla parte più attraente , più spettacolare della Quintana.Siamo al Corteo Storico che vede materializzarsi un lungo serpente, ordinato e colorato dai velluti, dai damaschi, dalle trine di Dame e Damigelle, dai severi costumi delle Magistrature, dai rami e dagli argenti, dai bronzi di corazze,elmi ed armi ,dai paludamenti variopinti delle Corporazioni, dagli scoppi di colori e disegni dei cento e cento drappi che gli sbandieratori lanciano al cielo, per un totale di almeno 1400 /1500 partecipanti.
Un corteo che, nel lento passo segnato dal rullare dei tamburi e dagli squilli argentini delle lunghe trombe (chiarine) , sembra uscire da un affresco del Quattrocento e realizzarsi, oniricamente, nel suo ambiente storico naturale : le tortuose rue, le magnifiche piazze, le ombre degli antichi manieri,torri e palazzi. Ecco dunque una “visione “ (tra virgolette) da non perdere!
Lo stesso sindaco della città, in carica, anche Lui in un severo ed elegante costume d’epoca, apre il corteo quale Magnifico Messere; è seguito dalle Magistrature che sono rappresentate dagli assessori comunali in carica e altri maggiorenti come i consiglieri provinciali, regionali, della Camera di Commercio, da presidenti di Enti e dai vari rappresentanti delle corporazioni e ordini (medici, avvocati, ingegneri, artigiani).
Una singolarità, questa, che non aveva eguale nelle altre rievocazioni.A questo punto è difficile dettagliare tutte le “figure “ che sfilano : ricordiamo le Guardie nere comunali che fanno da scorta al Magnifico Messere e al Gonfaloniere civico con i suoi valletti.
Quindi il folto stuolo dei Musici e degli Armigeri che scortano il Palio. Si tratta di un drappo di seta che ogni anno viene dipinto da un artista di chiara fama, con un soggetto sempre legato alla Quintana.Esso rappresenta l’ambito premio che andrà al Sestiere vincente e che, una volta conquistato, sarà poi gelosamente conservato nelle sedi di Sestiere e riportato in corteo (con gli altri trofei vinti) negli anni seguenti.
Non dimentichiamo che al corteo partecipano anche le rappresentanze dei Castelli a suo tempo devoti e legati ad Ascoli Piceno (Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Castorano, Folignano, Patrignone, Porchia, Ripa Berarda, Montemonaco, Roccafluvione).
Tutte le località nel circondario Piceno, anch’esse ricche di testimonianza storico artistiche e che nell’ambito dei loro gruppi, usano proporre le loro caratteristiche monumentali o di costume (Dame e Castellani di manieri , Corporazioni dei mestieri soprattutto artigianali, cacciatori, pastori con cani e con mazze di radica ed altro ancora ). E riprendiamo la riassuntiva illustrazione del corteo, che vede nei Sestieri l’essenza sempre viva della città.
Ogni Sestiere apre il proprio gruppo con un Console seguito dalle nobiltà del rione, dai nobili e dalle varie Corporazioni di professioni e mestieri che rispondono a tali qualifiche anche nella vita quotidiana. Ogni Sestiere figura con prestanti cavalieri, con armigeri alfieri e vessilliferi nonché con un suo gruppo di tamburini. Quindi, circondata da paggetti la Dama ,la signora del Sestiere, scelta tra le più belle del rione, seguita dalle Damigelle anch’esse accuratamente scelte tra le più significative bellezze muliebri.Ogni anno questa cernita non è delle più facili poiché tutte le giovani del Sestiere sanno quale ambito onore rappresenti il partecipare al corteo storico: un riconoscimento, cioè, che ha molto più accanito valore di una moderna elezione di miss.
Sfila ,quindi il personaggio più acclamato, temuto, ammirato del Sestiere: il Cavalier Giostrante, colui cioè che si batterà contro il Saraceno o Moro per la conquista del Palio . Cavalier giostrante e cavallo, rappresentano un binomio che tiene preoccupati per tutto l’anno i “sestieranti” e priva del sonno, negli ultimi giorni che precedono la Giostra, tutti coloro che hanno a cuore il colore del proprio Sestiere. Tra l’altro il più stretto riserbo viene mantenuto sul cavallo che é tenuto nascosto. Su questa venerazione della cavalcatura l’aneddotica è infinita , pari cioè all’inventiva dei sestieranti come nel caso di cavalli, sosia dei veri destrieri, portati perfino alle prove generali per disorientare gli antagonisti.Queste cavalcature devono avere caratteristiche speciali per la Giostra , debbono essere curate e sostenute con attenzioni incredibili anche se a volte vengono fatti passare per “brocchi”in strumentali e provocatorii “si dice” . Un culto che tocca momenti e atteggiamenti perfino parossistici, come quel Sestiere che fece dormire il cavallo, di fronte alla figura del Moro ,con tanto di scudo per i punti , disegnata sopra la greppia onde farlo abituare a questa immagine, che avrebbe dovuto affrontare con coraggio e determinazione durante la gara.
Come detto, questa competizione ha per scenario naturale le strette vie medioevali della città, la Rinascimentale Piazza del Popolo ed il campo dei Giochi ove, in più assalti al Moro , i cavalieri si contendono la vittoria in una cornice di migliaia di spettatori che seguono rumorosi quanto trepidanti le evoluzioni dei propri giostranti.In particolare la spettacolarità del corteo storico offre una suggestiva sinfonia di colori rappresentati dai rigorosi costumi quattrocenteschi , dalle brillanti armature , dagli svettanti vessilli e dalla leggiadria delle rappresentanze femminili.
I costumi sono, ovviamente, un rifacimento in stile dei panneggi medioevali. Essi sono stati desunti da affreschi e da altri disegni d’epoca. Non poche volte si ha l’impressione di vedere quasi animati , personaggi di Piero della Francesca , del Pinturicchio, di Paolo Uccello, del Crivelli e altri pittori del nostro Medioevo.
Anche per le armi, (le picche, le alabarde, le corazze, gli elmi, le grandi spade) si fa ricorso a vecchi disegni d’artigianato medioevale, ma non poche sono le armi “autentiche” che nobili ascolani ancora posseggono e conservano gelosamente e che solo nel giorno della Quintana permettono che vengano impugnate da cavalieri, armigeri e capitani. Lo stesso discorso vale per antichi strumenti di liuteria. Nel corteo storico,infatti, oltre alle figure militari e di magistrati, sfilano anche menestrelli , cavalier serventi di dame e damigelle ed alcuni di questi suonano e pizzicano strumenti d’epoca.Un capitolo a parte meritano gli sbandieratori che sfilano in seno alle rappresentanze dei loro Sestieri, ricalcandone i colori e i simboli nei loro drappi, che scagliano in cielo con lanci che hanno del prodigioso( non per nulla alcuni di essi hanno vinto l’Olimpiade della Bandiera). Va però precisato che per tutto l’anno gli sbandieratori, con i loro maestri e registi studiano movimenti per coreografie sempre più attraenti e spettacolari, poiché nella prima domenica di Luglio partecipano ad una gara che si svolge sulla Piazza del Popolo per la conquista di un sospirato premio. Una gara che unisce ai movimenti di spettacolo, eleganza, abilità, agonismo più caloroso di protagonisti e supporters di Sestiere.
Nel giorno della Quintana, invece, gli oltre cento sbandieratori si esibiscono al Campo dei Giochi in una straordinaria coreografia d’insieme,con il lancio finale dei drappi che si perdono in cielo tra l’entusiasmo spontaneo ed irrefrenabile degli spettatori.La giostraDobbiamo ora brevemente illustrare in cosa consiste la tenzone della Quintana al Campo dei Giochi di “Ponte Majore”.
Come abbiamo già detto , la città è divisa in sei Sestieri. Ogni Sestiere, per la giostra, é rappresentato da un Cavaliere.
Al centro del Campo dei Giochi viene sistemata una sagoma di “fantoccio” che ha fissato su un braccio lo scudo dove vengono apposti i cartoni con i cinque settori del punteggio, mentre dall’altro pende una sferza (flagello) con catena e palla d’acciaio.
Il cavaliere che , dopo colpito lo scudo con la lancia, non fosse lesto ad abbassare il capo, verrebbe colpito e disarcionato dal flagello, poiché all’atto della percussione contro lo scudo , “il saraceno” gira vorticosamente su se stesso.
Il Cavalier giostrante, però, non deve cercare solo di colpire il centro del bersaglio, ma con la cavalcatura deve effettuare , nel miglior tempo possibile, un percorso ad otto dal quale non deve uscir fuori, pena l’annullamento dell’assalto.
I Cavalieri compiono tre assalti ciascuno ed al termine , si sommano i punti ottenuti sullo scudo con il tempo impiegato per compiere il percorso.
Riassunto così, sembra una semplice gara di equitazione e di buona mira contro il Moro.Invece le cose non stanno proprio in tal modo: ed é per tutto questo che l’ansia e l'emozione incombono su tutti gli spettatori ( e non occorre che siano dei sestieranti...) Difatti il cavalier giostrante deve reggere, ad un tempo le redini per guidare il cavallo lungo il percorso , deve imbracciare la lunga e pesante asta da torneo, deve puntare diritto al centro dello scudo del Moro, deve resistere al contraccolpo (che é notevole e a volte disastroso), deve spronare la cavalcatura per competere anche sul tempo ed infine - il che non é poco - deve fare attenzione affinché il suo cavallo non esca, anche con un solo zoccolo, dal percorso ad otto segnato sul campo, specie sulle curve mentre un tifo da caos segue , quasi forsennato, la prova dei singoli cavalieri . Addirittura, in prossimità delle curve , i sestieranti nemici sbandierano enormi drappi all’altezza della testa del cavallo per cercare di farlo impaurire o comunque di farlo uscire dal percorso segnato.
Offerta dei CeriQual’é l’ordine di partenza dei Cavalieri per le loro tornate? In quale ordine ? E qui come nei romanzi si deve fare un passo indietro......
Durante l’Offerta dei Ceri e la benedizione dei cavalli, manifestazione che si svolge sul sagrato della Cattedrale, la sera precedente la Giostra, avviene l’estrazione a sorte per l’ordine di partenza dei Cavalieri Giostranti. Estrazione garantita alla presenza del Magnifico Messere, del Maestro provveditore di Campo, del Capitano degli armigeri, del Mossiere.I rotolini con i nomi dei Sestieri vengono posti dentro un elmo e un giovane valletto provvederà all’estrazione.
Anche questi sono momenti abbastanza intensi, ma anche di calore religioso perché la cerimonia si svolge , come detto, sul sagrato della Cattedrale dedicata al patrono della città: S. Emidio da Treviri, in tutto il mondo venerato come un Santo che protegge dal flagello del terremoto. E’ presente il Vescovo con il suo Capitolo che impetrerà la benedizione dei Cavalieri giostranti e la protezione delle loro cavalcature. Davanti il presule sono schierate le rappresentanze dei Castelli e dei Sestieri con in testa ovviamente, i loro Cavalier giostranti con i loro cavalli.
Il Mossiere darà le grida, cioè i comandi in volgare . Come detto, questa cerimonia si chiama “Offerta dei Ceri” da momento che i valletti della Quintana , secondo l’antica tradizione, offrono dei mazzi di ceri che dovranno bruciare sulla tomba del Santo Patrono per tutto l’anno. La cerimonia si conclude con la lettura del” Bando”. Esso é in un certo senso la sfida che viene lanciata dal banditore a tutti i Sestieri per la conquista del Palio . E’ ancora gridata nella lingua volgare sempre seguendo gli antichi canoni cavallereschi e dell’arte militare del Medioevo.
Corteo finaleAl termine della giostra si ricompone il corteo storico ed alla sua testa il Gruppo Comunale , poi il Sestiere vincente.Nell’ordine di classifica sfilano quindi gli altri Sestieri, in maniera che i cittadini che non hanno potuto assistere alla gara al Campo giochi possano da lontano, attraverso il colore dei drappi che salgono altissimi nel cielo lanciati dagli sbandieratori, conoscere immediatamente il vincitore della Quintana.
Il Corteo si scioglie all’ingresso del quartiere cittadino che ha vinto e sino al quale il Magnifico Messere e Magistrature, Mossiere e Provveditore di Campo, assieme a tutti gli altri componenti del Corteo, scortano in segno di omaggio, il Sestiere vincente.
Nell’ambito del Sestiere inizieranno quindi i festeggiamenti che si protrarranno, fra canti, danze e libagioni fino alle prime ore dell’alba. Neanche negli altri Sestieri si dorme però; dalle immediate discussioni e commenti , prende corpo il più acceso sentimento di rivincita che coverà nell’animo dei “sestieranti” per tutto un anno fino al giorno della Quintana successiva, in cui riesploderà violento, con tutto il suo bagaglio di emozioni represse, di speranze e di delusioni.
La Giostra delle Quintana di Ascoli Piceno, una autentica pagina di Medioevo che riaccende ogni anno la passione nell’animo degli Ascolani, proponendosi alla ammirata attenzione di migliaia e migliaia di turisti, rappresenta uno dei molteplici aspetti della storia, del costume e del folklore italiano, e come tale ha spesso rappresentato questi valori, anche all’estero in particolari occasioni, come all’ultima Esposizione Mondiale di Montréal, dove una sintesi della manifestazione è stata presentata al pubblico cosmopolita in occasione della giornata Nazionale Italiana. Ha ancora rappresentato l’Italia a Les Fetes Internationalles de Geneve , e in decine e decine di altre occasioni in quasi tutta Europa come nella Repubblica di San Marino in occasione delle giornate Medioevali. Non è una coincidenza trascurabile il fatto che si tengano annuali Convegni per la consegna del “Premio Internazionale Città di Ascoli “,su opere e temi Medioevalisti e che il Centro Studi sui Giochi Storici , proponga ogni anno un convegno associato ad una mostra sulle più svariate tematiche Medioevali con varie pubblicazioni di atti e ufficiali.
Abbiamo tentato, nei termini più stringati possibili, di darvi un infarinatura sulla Quintana. Vi abbiamo premesso che la rievocazione (che rimane indelebile per spettacolarità e suggestione nei ricordi di chi ha la volontà e la possibilità di assistervi) trova il suo teatro ideale proprio nel tessuto urbano della città che è testimonianza notevolissima del periodo Medioevale , talché può essere considerata monumentale per quanto riguarda i secoli dall’XI al XIV, fino al Rinascimento ed oltre.
Ma ci sono altre cose da vedere in città, come il Museo Archeologico Statale con reperti preistorici, la Pinacoteca Civica ritenuta la seconda nelle Marche (dopo Urbino) , il ricchissimo Museo d’arte diocesana , la Biblioteca Civica con incunaboli e rarissime edizioni, preziose stampe e cartografie, la Galleria d’Arte Moderna , il Polo Culturale di Sant’Agostino e tanto altro ancora.
Una città con risvolti ambientali incredibili: con dieci minuti si è sulla costa Adriatica al sole dei centri balneari, con altrettanti, invece, salendo il Colle S. Marco, si è sulle nevi d’alta quota ! E, dulcis o salitus in fundo, una gastronomia cui si deve fare onore, se non altro pensando alle famose olive tenere ascolane ripiene e fritte !cagli : il palio dell'ocaIn Cagli gli spettacoli spaziano dalle mostre d'arte alle rassegne corali. La lirica e la prosa trovano nel Teatro Comunale una preziosa cornice. Le sonate d'organo sono ricercate essendo conservato in Cagli, tra i sei strumenti cittadini, uno cinquecentesco giudicato il più antico delle Marche. In estate le manifestazioni che si alternano soprattutto durante il mese di agosto trovano la loro conclusione in "Cagli delle Musiche", serata in cui ogni angolo cittadino ha il suo spettacolo. A monte Petrano si segnalano le Prove Cinofile Nazionali (a metà giugno) e il Gran Prix di Aquilonismo Acrobatico (ultima domenica di luglio). A questo elenco sommario di spettacoli si affianca l'ormai nota manifestazione del Palio Storico Giuoco dell'Oca che con il suo corteo di oltre 450 figuranti in preziosi costumi rinascimentali viene disputato in Cagli (2a domenica di agosto) dai quattro quartieri storici che muovendo i loro paggi sul percorso dì 54 caselle puntano a vincere l'ambito palio. Il giorno del palio è preceduto dalla toccante cerimonia d'investitura dei Capitani e dall'offerta dell'olio della lampada votiva (2o sabato di agosto). La Settimana Santa tocca nella città di Cagli momenti particolarmente struggenti con i riti del Venerdì Santo che culminano nella processione penitenziale del Cristo Morto per la quale 400 confratelli incappucciati scalzi in preghiera o in muta partecipazione danno vita all'impressionante corteo religioso che precede il carro ove è deposto il Cristo morto.
La storia del PalioEra l'anno 1543 ed a Cagli, oltre a tanti altri "giuochi" quali corse all'anello, tornei di balestre e di archi, corse con i cavalli, ecc., si giocava anche il "GIUOCO DELL'OCA". Così narra l'annalista del 1600 Antonio Gucci che ne trae notizia dal libro della Cancelleria comunale. Il "Giuoco dell'Oca" veniva giocato "ni tempi carnevaleschi", oggi, per chiari motivi, l'Associazione Giochi Storici, lo ripropone la seconda Domenica del mese di Agosto. Quello che l'Associazione si è riproposta fin dal primo anno della riedizione del Palio non è solo il fatto di ricreare il giuoco disputato dai quattro storici quartieri, ma anche quello di far rivivere uno spaccato di vita rinascimentale di Cagli che, sotto l'allora Ducato di Urbino, era una città di grande importanza, con i suoi pregevoli monumenti, la sua vita artistica, produttiva, culturale e, perché no, anche spettacolare. Ecco che allora si è cercato di riproporre, con la più assoluta fedeltà, cerimonie ed atti che sono stati tratti da antichi documenti conservati negli archivi comunale e vescovile quali: l'estrazione del bossolo del Gonfaloniere (che era la massima autorità civile del Comune);
l'insediamento e il giuramento del Podestà nominato dal Duca di Urbino (per la formula, sono state consultate le lettere autentiche conservate negli archivi comunali);
il Bando del Palio (secondo le modalità di bando del 1500);
l'offerta dell'olio per la lampada votiva al Patrono della città;
la nomina dei Capitani di Quartiere e l'Appodimo.Il tutto condensato nella prima e seconda Domenica di Agosto e Sabato precedente, per concludersi di sera fino a notte tarda con grandi feste nelle "Taverne di Quartiere" aperte con squisiti manicaretti locali.
Quindi, nella settimana del Palio, a Cagli si rivive la "FESTA" rinascimentale in tutte le sue componenti, sia di immagine con i magnifici costumi (ricostruiti traendone modello anche da celebri quadri dell'epoca), sia scenograficamente con gli addobbi delle vie, delle piazze e degli antichi palazzi, sia per quanto di meglio si possa pretendere dalla vecchia cucina cagliese, preparata nelle Taverne e non ultimo anche per il divertimento che tutta la manifestazione proponeIl ProgrammaSabato che precede la Ia Domenica di Agosto, ore 18.30 : Apertura delle 4 Taverne di quartiere.Ia Domenica di Agosto, ore 10.00: Lettura del Bando del Palio per le vie cittadine. Ore 18.00: il Palio dei Monelli. Ore 18.30: Apertura delle 4 Taverne.Sabato che precede la IIa Domenica di Agosto, ore 18.00 - Piazza Matteotti: La Vigilia. Nomina del Podestà di Cagli da parte del Duca; Investitura dei Capitani di Quartiere, riconsegna del Palio; Sorteggio quartieri, Cerimonia del dono dell'Olio per la lampada votiva al Patrono di Cagli da parte del Gonfaloniere, a nome dell'antica Città di "Callii", riconfermato dal Sindaco per la Cagli del III millennio. Ore 20.00: Apertura delle 4 Taverne.IIa Domenica di Agosto, ore 16.00: Sfilata del Corteo storico per le vie cittadine (sbandieratori e tamburini della Città di Gubbio); Disputa del Palio; festa nelle 4 Taverne
il carnevale di fanoPochi sanno che il Carnevale di Fano è il più antico d'Italia. Affonda infatti le sue radici, almeno secondo la leggenda, nell'episodio della riconciliazione delle due più importanti famiglie cittadine di allora: i Del Cassero e i Da Carignano. Le prime attestazioni scritte relative al Carnevale risalgono al 1347, ma già nel 1450 si trova notizia di un Palio disputato con cavalli ed asini, al termine del quale il vincitore festeggiava lanciando verso gli spettatori delle offelle al miele. Un gesto simbolico, quello del getto, che nel tempo si è trasformato, sino a diventare una vera battaglia combattuta con gli spettatori presenti alle sfilate dei carri, a colpi di cioccolatini.
Dall'epoca medievale in poi, il Carnevale di Fano è andato caratterizzandosi in modo specifico. A fine Ottocento venivano già organizzate sfilate a piedi e con carri. Ma solo nel 1887 si decise di rendere costante questa usanza, attraverso la creazione di un comitato incaricato dell'organizzazione dell'evento.
Seicentocinquanta anni di storia e di scherzi, di maschere e di danze, di giochi e di feste. Il Carnevale di Fano, fra i più antichi e seguiti d'Italia, è unico al mondo: dai grandi carri, veri e propri palcoscenici mobili, vengono lanciati quintali di dolciumi per dar luogo al getto, Una singolare "battaglia dolce" capace di coinvolgere giovani e piccini.
Il corso mascherato si conclude con un giro assolutamente suggestivo: è quello della Luminaria, una festa di luci e colori che, lungo il percorso di 2 Km, crea giochi di ombre irreali e fantastiche.introduzione alla regione marche arte-cultura città marchigiane mare terme eventi fiere e mercati nelle marche shopping gastronomia marchigiana religione folklore natura