![]() |
|||||||||||||||
la costa
|
|||||||||||||||
La costa marchigiana costituisce uno degli aspetti più caratteristici
della Regione. Essa si sviluppa per 180 km dal promontorio di Gabicce Mare alla
foce del Tronto, premiata con numerose bandiere blu europee che sanciscono l'ottima
qualità delle acque di balneazione e la cura prestata per la protezione
dell'ambiente marino. Il litorale, costituito da un alternarsi di bellissime
spiagge di ghiaia, di scoglio e di sabbia, risponde così a tutte le esigenze
dei
visitatori
della nostra terra e conferma in tal modo un'antica tradizione di ospitalità
. Nella costa settentrionale si alternano spiagge lunghe e sottili qua e là
interrotte da un promontorio, da piccole calette o dalla foce di un torrente.
I famosi centri balneari di Gabicce Mare, Fano, Pesaro caratterizzati
da ampie spiagge sabbiose offrono una tranquilla vita balneare anche agli inesperti
e ai piccoli bagnanti. Da Ancona, capoluogo della Regione, si scorge il Monte
Conero, promontorio di straordinaria bellezza che si affaccia sull'azzurro del
mare Adriatico. Da qui inizia il tratto più bello del litorale marchigiano:
la "riviera del conero", ricca di baie bianche a volte raggiungibili
solo in barca o attraverso sentieri ritagliati nel verde della macchia mediterranea.
Dalle stesse porte meridionali di Ancona si succedono suggestive località
turistiche: l'Oasi di Portonovo, la premiatissima Sirolo
a picco sul mare, Numana con il suo attrezzato e funzionale porto turistico
e Marcelli la più moderna con villaggi turistici, residences
e adeguate strutture ricettive. A sud del Conero la costa ripropone arenili
ampi e pianeggianti fino a raggiungere
una
zona ricca di pinete a Porto Recanati, Porto Potenza Picena e Civitanova
Marche. Non si può inoltre dimenticare la "verde riviera
picena", che si estende tra Porto Sant'Elpidio,
Lido di Fermo, Porto San Giorgio e Pedaso, e l'esotica "riviera
delle palme" tra Cupramarittima, Grottammare e San Benedetto del
Tronto, con le sue 7000 palme che crescono anche sulla spiaggia finissima
e bianca che degrada nel mare caratterizzato da bassi fondali.
La "scoperta" dei bagni di mare avviene negli anni
in cui in Europa cova ed esplode la Rivoluzione francese. E' solo un caso, ma
nel luglio 1789, mentre i sanculotti prendono d'assalto la Bastiglia, Giorgio
III d'Inghilterra scende beatamente nelle acque di Wyemouth con tutto il suo
seguito: se è quindi da Parigi che parte il virus destinato a cambiare
il futuro della civiltà, è dalle coste della Manica che si propaga
un nuovo rapporto dell'uomo con il mare e con le spiagge.
Due eventi, quelli della mitica estate 1789, di peso certamente diverso, ma
ambedue rivoluzionari. Il bagno del re d'Inghilterra certificava la bontà
e il valore di una pratica che i suoi sudditi più evoluti avevano già
sperimentato da qualche decennio sotto la spinta di medici illuminati.Con il
passare del tempo la pratica del bagno di mare si diffuse in tutto il vecchio
mondo, in particolare possiamo annoverare tra le località italiane pioniere
di questa pratica la riviera ligure, la costiera amalfitana, la costa ionica
della sicilia in particolare Taormina, la riviera romagnola. In seguito si aggiunsero
altre località come la costa laziale nei pressi di Roma, la Puglia e
la Sardegna si aggiunsero solo agli inizi del secolo.
Costa del Monte Conero
Si tratta di un'area marina protetta ancora in via di istituzione, secondo la legge 394/91; è situata nella Provincia di Ancona ed interessa i comuni di Sirolo e Numana, ed il tratto di costa che la riguarda fa parte del Parco Naturale Regionale del Monte Conero, il quale occupa una superficie complessiva di 5800 ettari.
Il
Monte Conero è un promontorio alto 572 metri e si può considerare
l'unico elemento che spezza la continuità delle coste sabbiose del Mare
Adriatico, dal litorale triestino fino al Gargano; è inciso da cale ed
insenature. In tutta la regione Marche i fondali possono essere considerati
un prolungamento della pianura padana perché sono costituiti da sedimenti
sabbiosi e fangosi di origine fluviale, che derivano dalla catena alpina e nord
- appenninica; essi scendono uniformemente fino a 60 m di profondità
nella zona a nord del Conero, e fino ad 80 metri nell'area ad est del promontorio.
Intorno al promontorio abbiamo scogliere e fondali rocciosi, che ospitano comunità
di alghe tra le quali, tipiche del Mediterraneo, Acetabularia e Cystoseira,
mentre nella porzione esterna il popolamento algale è dominato da Ceramium
e da Cladophora. Su questi fondali si trovano anche banchi di madrepore come
Cladocora cespitosa; tra gli scogli e negli anfratti nuotano numerosi dentici,
orate e saraghi, mentre le rocce sono colonizzate dai datteri di mare. Le coste
rocciose calcaree che si affacciano sulla baia di Portonovo presentano, nella
loro porzione più superficiale, insediamenti naturali di mitili.
Lungo le coste si sviluppa una vegetazione di tipo mediterraneo, con leccio dominante, associato a viburno, alloro, lentisco, fillirea e corbezzolo, oltre a molte altre specie, che rappresentano circa un terzo dell'intero patrimonio floristico delle Marche. Di grande interesse sono i residui di vegetazione costiera, come i cuscinetti di Euphorbia dendroides. La fauna terrestre è rappresentata in particolare dagli Uccelli, soprattutto quelli di passo. Oltre ai rapaci rari, come l'aquila minore, l'aquila anatraia minore ed il grillaio, da segnalare la presenza di grandi veleggiatori come le cicogne. Sono presenti anche diverse testimonianze delle civiltà antiche, come i reperti della civiltà picena conservati nell'Antiquarium di Numana. Sia a nord che a sud della zona protetta sono presenti due aree a forte urbanizzazione, che sono costituite rispettivamente dalla città di Ancona e dai centri di Sirolo e Numana; attorno a tutto questo complesso ruotano le attività economiche connesse all'ambiente costiero e dipendenti dalla presenza del mare: la pesca, il turismo, le attività ricreative balneari ed il trasporto marittimo, alle quali si affiancano le attività indirettamente connesse con la costa: il commercio, la manifattura e l'agricoltura.
La pesca riveste un ruolo di primo piano anche se è principalmente di tipo artigianale, con imbarcazioni di dimensioni ridotte che utilizzano diversi strumenti. I sistemi più praticati sono la pesca con reti da traino, che viene effettuata soprattutto con le reti volanti per i pesci pelagici (acciughe e sarde), e con vari tipi di reti a strascico per le specie demersali e di fondo (triglie, sogliole, merluzzi, molluschi, crostacei, ecc); la piccola pesca costiera, con reti da posta; la pesca delle vongole con le draghe idrauliche turbosoffianti, e la raccolta dei mitili, che viene praticata da pescatori subacquei.
Alla pesca si affianca l'acquacoltura, che, sebbene in crescita, presenta dei limiti dovuti soprattutto alle caratteristiche geografiche della costa marchigiana. Il turismo è uno dei principali settori trainanti della costa, che sostiene tutta una serie di attività come l'industria alberghiera, la ristorazione, la nautica da diporto, la pesca sportiva, le attività balneari; tutte queste attività, che gravano intorno alla stessa risorsa, possono in alcuni casi entrare in contrasto tra di loro, come per esempio la pesca professionale e la nautica da diporto, ma una gestione più integrata di queste attività potrebbe consentire una complementarietà tra di loro ed anche con la tutela delle risorse naturali costituite dall'insieme del mare e della costa di questa regione.
introduzione alla regione marche arte-cultura
città marchigiane mare
terme eventi fiere
e mercati nelle marche shopping gastronomia
marchigiana religione folklore
natura